domenica 13 maggio 2012

Dark Shadows, qualche impressione sul film di Tim Burton

È un bel Tim Burton, quello grottesco ed ironico e meno stacca-assegno-che-devo-da-campà. Questo film è finalmente qualcosa che noi vecchiardi vogliamo vedere, niente vampiri succhiacazzi!
Barnabas Collins interpretato da Johnny Depp è l’erede di un magnate dell’ittica, che trasferitosi da Liverpool costruisce il suo impero nel nuovo mondo, l’America durante la seconda metà del 1700.
Ah! Il Maine! Quante potrebbe raccontarne la signora Fletcher delle aragoste di Cabot Cove!
Il problema del giovane Collins è una serva che ha un certo ascendente su di lui ma che viene usata giusto come valvola di sfogo del GRAFIO BESTIALE. Non ricambiata nei sentimenti, si sgama che è una strega, e non solo uccide i genitori del protagonista ma lancia un maleficio al vero amore di Barnabas, JOSETTE, che si suicida da un dirupo. Il nostro si lancia anch’egli per disperazione tra le braccia della morte ma, vittima di un sortilegio della strega, finisce col diventare un VAMPIRO e viene rinchiuso in una bara per duecento anni. La trasformazione di Collins in vampiro è magistralmente classica, stile Dracula che maledice Dio per avergli portato via la moglie.
COPPOLA DOCET BITCHES!

Il film si sposta nel 1972 per raccontarci la vita dell’attuale famiglia Collins, una casata ormai sull’orlo della fine, sul lastrico a causa della supremazia della ANGEL BAY (la strega di prima che sono 200 anni che campa ha messo su un impero finanziario ittico giusto per ripicca).
E qui un piccolo appunto sulla strega che è interpretata da Eva Green ce vò. Grandissima zoccol-ehm… meretrice putrescente, dalle sinuose e mefistofeliche curve come direbbe Barnabas in persona. Davvero una bella interpretazione non c’è che dire, seducente, il fascino del male, completamente folle. Riusciva a portare sulla scena un personaggio realmente fuori di testa, quando sorrideva poi c’era da tenersi aggrappati alla poltrona del cinema.

Finalmente un po’ di vampirismo vero, nudo e crudo. Depp è spietatamente delizioso, uccide con un sentimento tale che è impossibile non adorarlo. Sia quando le scene di morte sono esplicite sia quando non lo sono. We quando succhia il sangue agli hippy strafattoni è stupendo. Credo sia una caratteristica innata di Burton, rendere QUESTE morti più divertenti o “sospese” di quanto non dovrebbero essere; alimenta comunque il grottesco del film.

Belle le musiche di Elfman che rimangono però un po’ in disparte, mischiandosi ad una colonna sonora di tutto rispetto che ha dentro anche Elton John ed Alice Cooper, che non lo vedevo in un film da FUORI DI TESTA con Mike Myers.

Scene di sesso? Ce ne sono e non risultano nemmeno volgari. Sinceramente avevo il timore che qualche bambino in sala potesse rimanere sconvolto da qualcosa, ma è tutto sapientemente condito da una dose abbondante di ironia.  
La faccia di Depp mentre la Bonham Carter gli fa una respirazione bocca-casso

Lo senti figo, lo senti bello, ci sono dei momenti lenti, è vero, a volte i protagonisti della famiglia vengono lasciati nel dimenticatoio, e per me è un male, avrebbero potuto dare tantissimo, ma credetemi le discussioni al tavolo da pranzo tra i commensali/parenti sono stupende. Da incorniciare. Una specie di versione light della famiglia Addams ma che è costantemente tesa nei rapporti interpersonali.

Cloe Moretz risveglia il pedobear che c’è in me, con quelle sue movenze da Pin Up Lolita.
 
Bellissimi i costumi sia del ‘700 che degli anni ‘70, non c'è che dire.
.
Barnabas che si annoia a guardare Scooby Doo in tv è potentissimo! L'atmosfera da serie tv da cui è ispirato Dark Shadows è sempre presente, per quanto il film sia girato ovviamente con una tecnica molto moderna. Saranno le cotonature, la musica, alcune inquadrature, la scogliera su cui si infrangevano le onde ogni 10 minuti. Invece delle dissolvenze a cazzo di cane tra una scena e l'altra come farebbe Lucas, ci han messo la scogliera. Figa però.

Il senso del film è certamente quello della famiglia. Barnabas torna in libertà due secoli dopo e il suo unico pensiero è quello di risistemare gli affari di famiglia, stringendo un patto con Elizabeth Collins, interpretata da una Michelle Pfeiffer che non fa un'interpretazione da Oscar, ma sembra più una Mortisia degli Addams con meno carattere, però ci sta.
Una famiglia SFAMIGLIATA, maledetta, quasi distrutta, che sa riemergere dalle sue ceneri.

In sostanza, la pellicola è un concentrato di amore dannato ed irraggiungibile, coesione della famiglia, classicità che non stona. Consigliato se volete vedere un film decente, con una bella storia, che sa farvi ridere un bel po’, ma soprattutto se vi piacciono i mostri classici e non quelli che sbrilluccicano.

E poi la sceneggiatura è di Seth Grahame-Smith che ha scritto Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, quindi è robabuona ed ecco una notizia per i NERDONI: Tim Burton ha prodotto il film Abraham Lincoln: Vampire Hunter tratto proprio dal libro di Grahame-Smith. Sta per nascere una nuova amicizia?

AH! Se avete visto Capitan Findus, in realtà era Christopher Lee.

2 commenti:

  1. Non saprei a me non è piaciuto poi molto... Ambientazione e personaggi sono ben fatti ma alcuni filoni della trama sono stati un po' lasciati in disparte. Basta vedere il personaggio di Victoria che viene soltanto citato qua e là durante il film dopo aver avuto un certo spazio all'inizio della pellicola... Non so non mi ha soddisfatto. Poi son gusti :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. P.s e pure la storia del licantropo mi ha fatto storcere il naso... Messo giusto per aiutare nella scena d'azione finale a mio avviso

      Elimina