domenica 29 aprile 2012

Slave Chronicles 2 - Alice in INTERLAND

Io ho sentito cose che nessun essere umano può sopportare.

Forse qualcuno sì, e vi sorriderà anche. Ma dietro quel sorriso, arde la bocca dell'INFERNO!

sabato 28 aprile 2012

Slave Chronicles 1 - Quando capisci cosa vuol dire fare 12 ore di fiera al Napoli Comicon 2012

Bè, alcuni di voi sapranno che quest'anno sono al Napoli Comicon insieme a GP Publishing.
Ragazzi. RAGAZZI. Cioè...

martedì 24 aprile 2012

RECENSIONE MANGA - Kyokuto Kitan


KYOKUTO KITAN
Autori: Yu Kinutani, Mimi Natto
Genere: Azione, Supernatural
Collana: Volume da Fumetteria
Formato: 13x18 
Pagine: 216 
ISBN: 978-88-6468-677-6 
Numero: 1 
Copyright: © Yu Kinutani, Mimi Natto/Kodansha.
All rights reserved.


Vorrei partire con una premessa prima di addentrarmi nella recensione di questo albo, questo primo tomo di tre parti che comporranno l’intero manga: qualcuno ha già paragonato l’opera di Mimi Natto con quella di Yuki Urushibara, Mushishi. Tremendamente fuorviante perché gli intenti delle due storie sono diametralmente diversi; laddova Mushishi è un’insieme di storie episodiche, che cercano di stimolare il lettore attraverso l’espediente narrativo della ripetizione, Kyokuto Kitan invece pone al lettore una crescita del protagonista che cerca di raggiungere la conoscenza, ma anche un’elevazione spirituale, con una trama consequenziale. Di certo condividono un elemento preponderante in tantissimi altri manga, e cioè la fusione tra folklore e fantasy.

Nel primo capitolo del manga ci vengono subito mostrati tutti quelli che saranno gli elementi che costruiscono la struttura della storia: il viaggio onirico, il simbolismo ricorrente e le piante antropogame. Neologismo creato ad hoc dall’autore, per queste forme di vita, che si riproducono attraverso gli esseri umani, piantando semi nel loro corpo e fiorendo fino a trasfigurare o inglobare l’uomo ospite.

Vorrei concentrarmi però sulla simbologia presente sul corpo del protagonista Juzou Kuki

mercoledì 11 aprile 2012

Quanto vendono i fumetti, oggi, ieri e domani?


Le vacanze pasquali sono giunte al termine. Anche quelle domenicali, quelle antoniali, quelle enricali… Sì, lo so: battuta penosa, ma dovevo farla.

I fumetti, la nostra passione, il nostro amore incontrastato che nemmeno un debiirs regge il confronto sono le specchio di noi lettori. Ci identifichiamo nei personaggi dei nostri fumetti, e vogliamo leggere storie che rispecchino i nostri desideri. 
E per non farlo diventare un discorso a senso unico e chi conosce Federica e Minerva sa di cosa sto parlando, nasce il bisogno di interfacciarsi con gli altri ex amici di Jill (all’ammerigana), e scambiarsi pareri ed opinioni e dissapori e quant'altro.

Certamente una domanda che sorge sempre tra gli appassionati è “quanti siamo?” e quella subito dopo è “quanto vende il nostro fumetto preferito?” e quella ancora dopo "ma quanto SFACCIMMA guadagna una casa editrice in media per una serie?"

Tutte queste ed altri mirabolanti domande (risposte siamo sprovvisti che ancora non pubblichiamo fumetti) dopo il salto!

domenica 1 aprile 2012

Perché il primo episodio di Saint Seiya Omega mi è piaciuto

(anche se ho capito giusto a grandi linee che non so il giapponese)

Omega nasce come prodotto indipendente e totalmente slegato dalla continuity di Saint Seiya, a differenza delle altre tre serie prodotte con la benedizione di Kurumada che sa disegnare solo i pugni chiusi.

Escursus generale sulle altre serie? Escursus generale sulle altre serie.

- Lost Canvas è incentrato sulle mazzate, che cerca di darsi un contegno. Serioso. Non serio.
- Next Dimension tutto di Kurumada che condivide alcuni punti con LC si spaccia come sequel della prima serie, ma è proprio il contentino dei fan;
- Episode G, probabilmente il migliore dei tre per chi ha amato la serie animata ed il suo doppiaggio italiano, per questo i giapponesi non l’apprezzano, perché Saint Seiya è poco più di una serie de regazzine che se pistano, e questa versione è troppo alta per quel pubblico.

L’anime è ambientato 25 anni nel futuro della serie classica. I vecchi personaggi sono ormai tutti adulti, anche se non sembra grazie al design molto accattivante di Yoshihiko Umakoshi, che riesce a rendere l’esperienza grafica simile a quella del compianto Shingo Araki, ma che comunque offre una sua visione più spigolosa e pop. 

CONTINUA DOPO IL SALTO!