lunedì 2 dicembre 2013

Salerno Comicon 2013, il mio resoconto

È stato un grande #salernocomicon questa nuova edizione del 2013. Ragazzi, ho avuto la possibilità di tenere una conferenza sul fumetto. Cioè. Perlopiù dicevo stronzate, ma effettivamente è il meglio che so fare. Prima i salire mi hanno detto: “Non puoi fare i piriti, le pernacchie, non bestemmiare, non spregiare i gay, non dire KITEMMUORTO…” e una serie di altre violazioni. 

Stavo quasi per andarmene perché praticamente quella è tutta la mia arte oratoria! 
Ho saputo dopo che la chiesa dove si tiene il festival è sconsacrata, potevo bestemmiare quanto volevo. Comunque sia, cominciamo tra le risate e l’acqua frizzante, slide di fumetti americani che io capisco poco e niente, però capisco di internet. Qui c’è sicuro il cattivone che scrive che non ci capisco manco di internet. Ce po’ sta. Devo dire la verità, grazie alla potenza rappante di Pino Cuozzo che ha gentilmente invitato a questo evento me e Fabrizio BAM Nocerino aka Uncanny Comics, è andato tutto liscio come l’olio, e vi dirò di più: il pubblico si è lasciato coinvolgere alla grande da noi tre. Ci siamo divertiti e abbiamo dato un sacco di informazioni al pubblico facendolo divertire, quasi come se fosse stato uno dei nostri soliti hangout, ma con più professionalità. 
Cioè. Le nostre facce.
È stato un bel comicon cadetto. Ho visto dal vivo Paola del Prete. Carina.
Pasquale Qualano guarda i miei video e si ricorda solo le parti sceme. La cosa mi dà sensazioni contrastanti.
I carissimi amici del Golden Store Battipaglia Peppe Palmentieri e Lorezo Ragno Celli tiè!

E ho finalmente incontrato Mirka Andolfo in veste di autrice al 100% accompagnata dal buon Davide Caci. Sì, sono riuscito ad avere una copia con sketch di Sacro/Profano, e posso dirvi che ne è valsa la pena. Vi spoilero il finale? Quasi, quasi…no. Pagate e leggete se tanto ci tenete, si dice a casa mia.



Ho avuto la possibilità di chiudere la conferenza con un po’ di malinconia ma con tanto trasporto, salutando ancora una volta Claudio Santoriello, i lettori ricorderanno che l’anno scorso venni a Salerno proprio con Claudio per la prima volta. Ricordarlo è stato bello, il pubblico ha salutato con un forte e sentito applauso la dipartita di un piccolo grande artista salernitano. Vi lascio il suo canale Youtube, magari lo scoprite per la prima volta youtube.com/IAmKlodjo

mercoledì 13 novembre 2013

Giornata della gentilezza... per i manga

Oggi è la giornata della gentilezza, perciò spenderò due parole liete e gentili nei confronti di alcuni manga.



Complimenti vivissimi a Tsugumi Ohba e Takeshi Obata per aver realizzato, non una, ma ben due opere di carattere sociale, che hanno influenzato tantissimo i gusti del pubblico internazionale, lasciando un segno indelebile nel cuore di tanti lettori con storie intrise di pathos ed energia.


Riverenze a Kazushi Hagiwara, l’autore che autore non è in quanto trascende le regole stesse dell’editoria diventando guru di uno stile di vita espressionista, capace di allietare gli annali dei suoi fidati discepoli.


Applausi per Tite Kubo, che ha saputo creare un nuovo livello di arte, sintetizzando ai limiti del possibile senza diventare mai minimalista, superandosi oltremodo; ammirevole.


Sinceri apprezzamenti a Masami Kurumada che ha saputo fare delle sue mancanze i punti di forza, diventando baluardo per molti, instillando la speranza nel cuore della gente e il coraggio nello spirito dei deboli.


sabato 2 novembre 2013

Esso: L'ultimo fumettista libero a LuccaCG2013

Chi è Esso? È l'ultimo baluardo del fumetto libero. Il suo scopo? Sconfiggere la Piadini Publishing.

Se tutto questo vi è familiare, o siete un fumetto, o siete dei lettori dei fumetti.
Questo progetto nato come parodia di ASSO, la quasi-biografia di Roberto Recchioni è diventato una creatura che ha vita propria, che si muove in un caleidoscopico mondo fittizio fatto di andirivieni citati o meno al mondo dell'editoria a fumetti.


Prese in giro su tutti i fronti: dagli editor "zombie", alle frecciatine ai direttori editoriali passando per Rat-Man, Suore Ninja e tanti altri! Ah, la variant cover dell'albo è di Rrobe in persona



Fino a domani trovate gli autori allo stand Manfont, Padiglione Giglio [E305], fateci un salto per non perdere un gran fumetto, ma forse vi convinco meglio con questo video



Poi dite che non trovate mai niente di interessante a Lucca Comics.

domenica 27 ottobre 2013

Orfani, la rivoluzione di Sergio Bonelli

Posso assicurarvi di aver letto il primo numero di Orfani senza alcun pregiudizio, non ho tenuto conto di chi ci fosse alle spalle di questo progetto, soprassedendo a piè pari la brutta sensazione che ebbi quando venne annunciata la raccolta in volta prima ancora che uscisse un solo albo in edicola.

Me lo sono goduto come avrei fatto con qualsiasi altro fumetto che leggo di solito; quindi com'è?

Orfani è una storia come tante, di cui ho già letto, piena di déjà vu, di rimandi dal cinema di quando eravamo ragazzi, con le parolacce e personaggi macchiette, anche se il contesto fantascientifico non mi ha mai esaltato.
È chiaro a tutti che la storia è pensata per un pubblico mirato, quello dei videogiocatori, abituati a questi fps spaziali o giù di lì. Io più in là di Kingdom Hearts non sono mai andato, quindi capirete la mia reticenza.


Però bisogna ammettere un paio di cose, magari anche tre.
L'ho letto tutto d'un fiato senza stancarmi mai, complici la poca verbosità e il ritmo perfetto.
È un modo completamente nuovo di approcciarsi al fumetto Bonelli, così come è un nuovo modo di comunicare con il pubblico, una vera e propria rivoluzione.
I colori sono fenomenali, non ho mai visto tanta qualità per un prodotto destinato al largo pubblico. MAI.


È il primo numero su dodici (a quanto pare ci saranno almeno ventiquattro numeri per due stagioni in totale) quindi bisogna dargli fiducia per capire cosa Recchioni tirerà fuori dal cilindro.
Nel frattempo continuo a seguirlo e vediamo che succede, almeno il primo anno.

PS. Ho girato un video di me che leggo il primo volume di Orfani. Tutto per intero. Giusto per rompere l'anima alla gente su Youtube. Lo trovate qui sotto ;)

venerdì 25 ottobre 2013

Curami - L'erotico a Lucca 2013 di Cyrano Comics

Cyrano Comics sfonda le mura di Lucca Comics & Games 2013 e propone al pubblico un nuovo volume CURAMI, un omaggio alle “cliniche dell’amore” in una chiave ironica come solo Enrico Nebbioso Martini sa fare, coadiuvato da uno staff ricco e capace.

Immaginate di avere una laurea in lettere che non vi serve a un cacchio (molto facile da immaginare) e di trovare una segretaria uber sexy (anche questo è facile dai) e di aprire una clinica per i malati d’amore (nei fumetti nulla è impossibile).

Il ‘Male Minore’, la clinica per malati non convenzionali aperta da Marco Male non è una casa di lussuria, ma un toccasana per chi vuole curarsi ma non guarire.

Un luogo dove l’eros della perversione si esprime nel suo massimale intento, perché la dipendenza del piacere a volte incontra quella del dolore, e come un vortice di passione risucchia tutto ciò che incontra.



Ma poi, seriamente, chi è che vorrebbe guarire da un “problema” fatto di cosce lunghe e tette morbide? 
Di sguardi ammiccanti e bocca suadenti? Ragazzi, mo mi ammalo anche io perché...
 è la cura che conta, non la guarigione ;)

E potete anche scegliere quale scatola di panacea vi piace di più! 
Oltre alla cover regular c’è la variant che vedete qui sotto, quale preferite? Io, ad essere sincero la variant.
Solo €7,90 vi separano dalla felicità delle 220 pagine di CURAMI.


CURAMI  lo trovate nel Padiglione Giglio allo stand E315, 
vi lascio la piantina per comodità e un coupon per averlo scontato ;)



mercoledì 21 agosto 2013

IL VINCITORE DEL CONCEPT CONTEST DI DEVILMAN

Ce n'è voluto di tempo ragazzi ma alla fine il parto è avvenuto! Il viaggiatore è giunto! La reinventata più apprezzata dalla giuria del gruppo Liberi di Leggere è quella di...

Daniela Giubellini!! 
YU-HUUU! Scroscio di applausi! Entusiasmanti salti in alto!! Lancio di cappello dei diplomandi!

In realtà questo Contest era iniziato come pilotaggio totale per far vincere L'Altissimo che voleva Devilman a tutti i costi, poi non ha partecipato nemmeno per finta e allora mi ha costretto a scegliere davvero qualcuno!
Scherzo, Daniela con la sua reinterpretazione grafica un po' gigeriana, ricca di simbolismo ha colpito nel segno! A lei vanno la serie completa del manga capolavoro di Go Nagai e i nostri più sentiti complimenti!!
Ed ecco il lavoro di Daniela!



Menzioni speciali vanno a molti ragazzi che hanno presentato progetti e artwork interessantissimi, ma anche video pieni di elucubrazioni intriganti che vi posterò qui dopo il salto

giovedì 4 luglio 2013

CONCORSO: Vinci Devilman con Cavernadiplatone


REGOLE del Concept Contest

Per partecipare al concorso che parte il 6 luglio 2013 e finisce allo scoccare della mezzanotte del 6 agosto 2013 dovrete proporci il VOSTRO Devilman!

Cosa dovete fare: qualsiasi prodotto va bene per proporci il VOSTRO Devilman; girate un video, scrivete una sceneggiatura, create un fumetto, un disegno, un lavoro a photoshop, una foto in cosplay, una poesia, una porcona... INSOMMA! Qualsiasi prodotto sia adatto all'idea che rappresenti al meglio il VOSTRO Devilman. Partite dalla base di Devilman, che lo conosciate sommariamente, da wikipedia, che l'abbia già letto, NON IMPORTA, dovete reinventarlo o fornire un'interpretazione personale cambiando tutto o solo dei passaggi, disegnatelo secondo il vostro gusto, fornite un'interpretazione originale di DEVILMAN!

Il lavoro più convincente inviato all'indirizzo domenico.guastafierro@gmail.com verrà selezionato dagli admin di Liberi di Leggere, il cui giudizio è insindacabile. Le email devono necessariamente avere come OGGETTO la frase CONCORSO DEVILMAN.

Tutti i lavori che arriveranno dopo la data di scadenza non saranno tenuti in conto.

Il premio è l'esaurita edizione d/visual del capolavoro immortale di Go Nagai completa in 5 volumi.

Allo scadere del concorso, la giuria esaminerà tutti i lavori pervenuti entro il 20 agosto 2013.

Il vincitore riceverà il premio entro il mese di settembre quando ci fornirà tutti i dati per ricevere lo stesso.

BUON DIVERTIMENTO!

giovedì 27 giugno 2013

Man of Steel la recensione di Enrico (la mia, poi)

MAN OF STEEL
sfogo illustre con spoiler che in realtà spoiler non sono tanto che è prevedibile e scontato il film.


Salve a tutti cari lettori di Cavernadicogl...Cavernadiplatone, sono Enrico e alcuni di voi mi conosceranno per qualche apparizione qua e là nei video del nostro paraculo preferito, altri per conoscenza diretta:

CIAO MAMMA!
e su questo ci torniamo pure dopo...


Perché sono qui? Beh, dal titolo l'avrete capito, sono qui chiamato a recensire il film del momento: Man Of Steel. Non chiamato da Domenico, per carità, lui è obbligato a pubblicarmi, aggia sfugà.

Solo una settimana fa avevo l'hype a mille per questo secondo reboot cinematografico (consecutivo) dell'uomo con la "vintaggissima" mutanda rossa sui pantaloni (che non c'è più), sono uno dei (pochi) fan del film di Watchmen, dello stesso regista, e da poco, causa lavoro, mi sono riavvicinato a Nembo Kid. Spinto da ciò chiedo ai miei colleghi di andare a vedere tutti assieme sto cazzo di superkolossal, che dai TREILE, dai nomi "sulla copertina" (Snyder, Nolan), dai pareri positivi provenuti direttamente dai capoccia DC, sembrava na figata.

Poi son spuntate fuori le prime recensioni, e tutte le paure ed i pregiudizi di un nerdacchione come il sottoscritto son tornate alla carica... come la Corazzata Potemkin... infatti il film è una cagata pazzesca.

Ma procediamo per gradi...


ATTENZIONE: qui cominciano gli spoileroni che in realtà non lo sono, visto che ovi giappominkia lettori di Dominchia vi infervorate subito, interrompete la lettura o andate al finale per gli ultimi commenti.


Il problema principale di questo film è, secondo me, il montaggio... non puoi farmi entrare in sala e farmi vedere subito la parte migliore... No, non mi riferisco a Krypton che SCHIATTA come il pianeta Namecc (a quello ci arrivo tra poco), ovviamente mi riferisco a questo:



il Trailer di Pacific Rim, il nuovo prodigio di Guillermo Del Toro che si preannuncia come un orgasmo nerdico! Ieri ho scoperto di essere robottofilo, credevo mi piacessero le ragazze, quando ho avuto un'erezione nerdica in più momenti del trailer... beh, la mia vita è cambiata.

oh sì, sparami quei missili in bocca, baby

Tornando seri, dopo la sfilza di trailer e pubblicità iniziali (Lost Ranger è lammerda, Johnny Depp hai rotto i coglioni) e una pubblicità sullo sfruttamento lavorativo delle donne nei paesi disagiati (per cui mi è scesa la lacrimuccia, vista l'incredibile somiglianza con la situazione lavorativa dei presenti).
FINALMENTE, comincia il film...


Krypton: Jor-El (interpretato da un ottimo, a tratti, Russel Crowe) col suo capello stile ER MUTANDA fa da ginecologo alla mugliera che, dalle grida, pare stia partorendo uno xenomorfo (e le similitudini con Alien non finiscono qui), dopo 5 minuti, senza manco lavarsi le mani, fa la cazziatona al Consiglio di Stato (o di pianeta?) perché Krypton sta per collassare, lui li aveva avvisati, ma questi se ne son sbattuti le balle.
Loro gli domandano: "dovremmo evacuare Krypton?" e lui, ovviamente, dice di no, che è troppo tardi per il suo popolo... Ah, le forzature narrative... ma ci torniamo dopo.
Il generale Zod fa irruzione, da gran maleducato non dice manco "buonasera", e ammazza la vecchia rimbambita del consiglio, ma da grande genio qual è non fa fuori Antonio Zequila (Forzature Narrative 2), che per rispetto viene preso in custodia da alcuni fessacchiotti, sottoposti del Generale Zronz.
In puro stile Zorro, Russelone nazionale si libera e si lancia da un dirupo, chiamando una bestia alata di cui non conosco il nome ma sicuramente ho già visto da qualche altra parte, su cui monta in sella al volo...
Però qualcosa non torna, 'spé... TECNOLOGIA ALLE STELLE... e non hai la versione volante Kitt di Supercar ma solo un mostriciattolo da quattro soldi (che però è veloce come un'astronave).
Qui la sensazione di dejavu che ho avuto tutto il film mi assale, visto che scatta un inseguimento già visto... vediamo... Jor-El su Furia mostriciattolo del West si infila in posti strettissimi per fottere gli inseguitori, i quali si schiantano sui vari ostacoli... aspetta però, dove l'ho già visto... ah sì, ecco!

e mica è l'unico omaggio (non possiamo dire scopiazzamnento in tv) a sto film, eh!

Comunque, dove eravamo? Ah sì: il nostro caro Russel si fa sostituire per un pò da Raul Bova per un tuffo da campione olimpionico con annessa nuotata, e scopriamo che, di regola, i PAMPINI di Krypton nascono allevati artificialmente in bulbi rossi... aspé, DEJAVUUUUUUUUUUUUUU



E quindi esce fuori che Kal-El è figlio di un preservativo bucato (te l'avevo detto di non tenerlo in tasca, caro Zequila), ma ci metteranno una paraculata su sta cosa a fine film... vedrete...
Dicevamo: Raul Bova/Er Mutanda esce dall'acqua e afferra un teschio nero che sarebbe la matrice del codice genetico dell'abitante medio di Krypton. Rientra in acqua, esce, replica il numero della presa al volo con Fulmine manco fosse al circo di Moira Orfei e va dalla moglie che nel frattempo aveva buttato pure la pasta.
Prende il figlio, gli fa un gioco di prestigio di cui dopo scopriremo la natura (e ancora mi domando a che cazzo serva ai fini della trama), e lo mette su sta fottuta navicella.
3 ore per farlo partire, nel frattempo arriva Zod che vuole il codice, Jor-El diventa un Santo di Atena

 
(anche se molti diranno che ha copiato il film di AIRO ME)

E fa il culo al cattivone. L'astronave parte, Er Mutanda si distrae come un babbeo, e viene trafitto dal suo nemicoamico, che si autoproclama coglione per non averlo ucciso prima.

Poi arriva la polizia che si è incazzata davvero (cit. fantozziana), e arresta il cattivissimo lui ed i suoi compagni di merende, per poi esiliarli nella Zona Negativa dei Fantastici Quattro (e su questo ci torniamo dopo).
Nel frattempo la moglie di Jor-El cambia pettinatura e abito 40 volte, passano i giorni e Krypton scoppia, ma no, non si poteva salvare tutto il pianeta, che con la sua tecnologia abituata a viaggi spaziali e spargimento di colonie qua e là sarebbe stato come andare in vacanza per le ferie estive, no, dovevamo morire (e dopo vi dico il perché).

Dopo l'introduzione che in realtà TU CREDI sia finita ma non lo è manco per il cazzo, siamo sulla Terra e vediamo sto bel ragazzone che ad un certo punto per salvare alcuni tizi su una piattaforma petrolifera si leva la maglietta.

A questo punto del film, a tutte le ragazze in sala,
è stato consigliato di porre sotto la bocca il secchio
distribuito all'ingresso della sala.

Dopodiché, in rapida sequenza: Clark giovane, Clark ancora più giovane che scopre i suoi poteri, Clark neonato, Lois Lane che non c'appizza una fava con quella originale, Kevin Costner che si vede si e no in 2-3 scene recitate manco la chiavica (e ci torniamo tra pochissimo), Clark che incontra Jor-El nell'astronave di Prometheus (magari ci fanno un crossover con Alien, come nei fumetti), bla bla bla bla (già mi son rotto i coglioni di parlare del film più deludente del millennio).

Ma torniamo un attimo a Kevin/Jonathan... in sto film è un maledetto figlio di puttana! Non solo consiglia al figlio di tutelare la sua privacy e di nascondere i suoi poteri, ma addirittura gli consiglia di lasciar morire la gente anziché salvarla! ZIO BEN, NON SEI UN CAZZO DI NESSUNO!

“Chi si fa e cazz suoie campa 100 anni bello a papà”
(cit. Jonathan Kent)

Ma Jonathan è anche protagonista del momento TOPICO del film... la sua MORTE.
Ora... immaginate di stare in macchina, nel traffico, con vostra moglie, il cane, e Superman, sì, l'uomo d'acciaio... che non solo è Superman, non solo è d'acciaio, ma è anche vostro figlio adottivo.
MA ECCO SOPRAGGIUNGERE UN TORNADO!
Sì, forse,avete capito... ma la cosa più divertente è che non dice al figlio: "Clark, cerca di mettere al riparo un po' di gente, tanto non ti fai un cazzo, io intanto vado a rifugiarmi con tua madre sotto il ponte, che, magari, ci esce pure una zuzzammaria come quando eravamo giovani"... ma, preso da un complesso di inferiorità, e deciso a mostrare al mondo che è lui il maschio alfa, cerca di sostituire il figlio in quest'impresa, aiutando tutte le altre persone in pericolo per il tifone e dicendo al figlio di mettersi al riparo con la madre...
che poi con l'alito alla Mazinga che c'ha, bastava dare un pacchetto di Golia a Clark per spazzare via il pericolo viamavabbè, so esigggenze narrative.
E qui, se hai seguito con un minimo di attenzione il film e non sbadigliavi come quasi tutti i presenti in sala con una frequenza stabile di 20 secondi, capisci che a breve ci sarà davvero da ridere.
Si mettono tutti al riparo, e fa la bagascia moglie di Kevin "IL CANE! SALVATE IL CANE!" il che mi ha ricordato una figura mitologica del folkrore napoletano

 

Come ampiamente auspicabile, Jonathan ha un sacco di difficoltà nel trarre in salvo Rin Tin Tin e Clark non muove un dito (eh? il culo di avere un figlio chiamato Superman!), facendo, nel frattempo, delle espressioni facciali che mi fanno ricredere sulla capacità recitativa del tizio (che fin'ora avevo giudicato buona)... poi GNIente, Kevin, sempre con un'espressione da ebete in punto di morte che mi ha fatto ricredere sulle sue qualità da attore, fa cenno a Clark di non salvarlo per non compromettere la sua identità...





Ci siete? No perché io avrei già chiuso la finestra del browser e dato fuoco a tutti i fumetti di Superman intorno a me.
In realtà al cinema la subite di meno, perché la sequenza è talmente ridicola che vi strappa solo una risata, al più vi vengono in mente eventuali sketch con cui riproporre la sequenza... se fosse ancora vivo, al posto del vecchio Robin Hood avrebbero chiamato Mario Merola, probabilmente...

“Bell a papà, nun t'esporr... tu sì latitant!”

E questa è la puttanata megagalattica del film. 
Se digerite questo, d'ora in poi, la strada è in discesa (mica tanto)...
In tutto ciò Lois ha rintracciato Clark (con una facilità impressionante, che tipo ci riusciva pure Pippo senza l'aiuto di Topolino... non oso immaginare Lex nel prossimo film), ma decide di non rivelare la sua identità che poi so cazzi per l'umanità (nonostante Morpheus glielo avesse detto 20 volte, tipo).

Ma dopo 30 secondi (circa) un evento SCONVOLGENTE CHE VI FARA' SALTARE DALLA SEDIA:

invasione aliena, Zod e la sua compagnia di circensi itineranti reclamano la consegna di Kal-El da parte del pianeta Terra, pena: sfunnamm tutt cos!
No, non è un colpo di scena manco per il cazzo, ma thanks to JESUS CHRIST SUPERSTAR, capite che tra poco, almeno, voleranno MAZZATE! Ed allora cominciate a prestare un po' d'attenzione.

Però, prima, concedetemi una riflessione:
Zod è tornato con i suoi, la fine di Krypton ha disattivato i sistemi che li tenevano in stasi, con un trucco di PRESTIGIRIDIBILIZZAZIONE che A-Team e McGuyver levateve fuggono  cazzo di buco nero...

1) se sono in buco nero come fa ad esserci interconnesione tra le due realtà? Perché cazzo si so spenti i macchinari?

2) grandi menti geniali del consiglio kryptoniano, sapevate che il pianeta era fottuto (e non siete scappati, GENI), sapevate che era la VOSTRA tecnologia a tenerli prigionieri e che fate? Li esiliate?
Cazzo, manco la giustizia italiana con l'indulto!
hashtag: #Coronahaisbagliatopianeta

E qui comincia la "discesa". Il film diventa quantomeno godibile, le scene d'azione sono "realistiche", la dinamica degli scontri rispetta le coerenti leggi della fisica fumettistica e Sheldon Cooper ne è contento... per quanto riguarda gli scontri tutto ok...

Il problema è tutto il resto, che vi elencherò in modo rapido e sconnesso perché è una serie troppo massiccia di cagate ed io mi son definitivamente rotto gli zebedei:
1) Superman si è abituato all'atmosfera terrestre, quando ha a che fare con quella Kryptoniana nell'astronave ha bisogno di un bel po' di tempo per abituarsi... ma nello spazio vola tranquillo e felice, libero come un Lines Seta Ultra, o una farfalla che dir si voglia...

2) Le scene hanno dei salti assurdi, l'addetto al montaggio probabilmente era Pinco Pallino. Un attimo siamo in un base militare e 10 secondi dopo, senza motivo apparente, Superman parla in mezzo al nulla con Lois.

3) Zodd vuole ricreare Krypton sulla Terra, quindi manda un'astronave a "geoformare" il nostro globo terracqueo, così da rendere l'atmosfera terrestre simile a quella di Krypton.
E qui capisci che Snyder ha visto almeno 10 volte uno dei film sopracitati:

e per fortuna non ha scelto Smith nel ruolo di Suppaman

4) Palazzi che crollano, tripudio di Nolanesimo... gente che comincia a scappare con mezz'ora di ritardo ed, ovviamente, al posto di ripararsi nella strada da cui ha appena mosso un passo... si fa prima un km lungo la strada in cui è appena sbucato col palazzo che crolla alle spalle, evocando intensi ricordi d'infanzia:


POI, si infila nella strada di fronte.

5) Jor-El, sull'astronave Kryptoniana, dice a Lois come distruggere la base operativa di Zodd raccomandandole di riferirlo a Clark. 10 minuti dopo parla con Clark ma non gli spiega un cazzo, limitandosi a fare da vigile urbano lungo l'astronave.
Questo genererebbe, oltre le grasse risate degli spettatori, anche un classico equivoco da pellicola "OLLIVUDIANA" in cui l'eroe si domanda come sconfiggere gli avversari, la classica cosa sviluppata una buona mezz'ora, qui, invece, tutta la manfrina verrà risolta in 10 secondi visto che non avevano abbastanza tempo, in quelle pallosissime 2 ore e venti, di approfondire un discorso che poteva creare un po' di pathos.

6) Superman, al suo primo scontro, sconfigge UN GENERALE MILITARE, abituato da sempre alla lotta.
#brucialatuacinturanerakaratekid

7) Gli scontri tra kryptoniani sono tutti caratterizzati da continui cambi di scenario, dovuti alla violenza dei colpi che sbalza gli antagonisti da una parte all'altra della città...
La domanda è: come cazzo fa Lois a trovarsi sul luogo dell'ultimo scontro assieme a Superman e Zod, se è cominciato come minimo a 10 isolati di distanza?
Ha ricevuto qualche potere ingoiando la supersaliva di Superman durante quel bacio un po' troppo anticipato? COME CAZZO HA FATTO?
Io e il mio collega/amico Marco rimarremo sempre perplessi a riguardo...
A questo punto è lecito credere che non abbia ingoiato solo supersaliva...
#libertéfraternitévolgarité

8) La cagata delle cagate: Jor-El e mugliera non scappano da Krypton perché la razza kryptoniana ha fallito, quindi non merita di esser salvata... e manco il resto della specie, a quanto pare... però Saint Mutanda accusa Zodd di essersi preso la briga di prendere decisioni e/o giudicare a nome di tutti, ad inizio film...
#noncicapiscopiuuncazzomancoiomamisonrottoicoglionidiricordareescrivere

9) La paraculata: "Ti abbiamo mandato sulla Terra, così che tu possa prendere il meglio di entrambe le specie".
Solo che quando lo mandano nel fottuto spazio, la madre si era limitata a trovare un pianeta che potesse ospitare un organismo come il suo, nulla di più.

10) nessuno aveva una telecamera: nel 2013, nell'era della tecnologia e del fanatismo, nessun cazzo di passante si è preso la briga di fotografare Superman, così a fine film ce lo troviamo tutto allegro al Daily Planet... tranquillo, tanto non ci sgamano. E non mettete in mezzo la cagata dei latenti poteri telepatici di Superman, le lenti kryptoniane bla bla bla bla

11) Clark è un MAMMONE, il mondo si fotte e lui corre a casa da mammà a vedere come sta... ma poi la scena è tipo

 

12) Lois Lane rossa... e pure un po' cessa.

#ARGH

In sintesi: MOS è l'occasione sprecata di inseguire il successo di Batman, è un film pieno di forzature, con delle VORAGINI di trama e che stanca solo a recensirlo.
Un film che cerca di porsi in mezzo tra i blockbusteroni Marvel e l'epicità del Cavaliere Oscuro, senza, però, trovare la sua dimensione che, vista la natura del personaggio, doveva esser totalmente nuova.

Resta, ad ogni modo, un'ottima esperienza visiva, e un ottimo motivo per chiedere un permesso a lavoro giustificandolo con un "collasso di guallera" (a meno che non abbiate la coglia of steel), quindi andatelo a vedere, quando vi ricapiterà mai un'occasione del genere?

martedì 11 giugno 2013

James O' Barr allo Star Shop Napoli


Incontrare James O’Barr è stata un’emozione molto forte per me. Ha gli occhi spiritati, è ermetico, taciturno. Sembra immerso nelle stesse tenebre dei suoi disegni. Negli anni si è parlato tanto della “sua Shelly”, di come abbia vissuto il lutto sancendo su carta con inchiostro e anima il suo lamento di dolore. Credetemi quando vi dico che tutto traspare dal suo volto.

La nuova edizione de IL CORVO edito da Edizioni BD ci permette di affondare nel dolore di un uomo, ed è arricchita da disegni nuovi che esaltano le ormai concrete qualità artistiche ma soprattutto emozionali di O’Barr. Inoltre c’è un nuovo epilogo, tutti i disegni nuovi sono stati realizzati con materiali vecchi di 20 anni ormai, ed è stracolmo di pagine introduttive e post fazioni.

Finalmente c’è pace, finalmente c’è perdono verso se stessi.

Oltre a quello che vedete nel video, c’è stata una breve ma intensa chiacchierata tra me e l’autore, volevo fargli capire quanto IL CORVO era diventato parte di me, negli anni, quindi gli ho detto nel mio inglese sgangherato che evito di ripetere qui:

Quando ero un ragazzino, non ho capito a fondo Il Corvo. Ero un fan del film con Brandon Lee e soprattutto ero un ragazzino. Durante la mia vita è successa […] a una persona molto importante per me, al che ho compreso parte di questo dolore (indicando il libro).
 
Ci siamo guardati negli occhi per un tempo infinito. Ha fatto un cenno con la testa e ci siamo stretti la mano.
L’ho ringraziato immensamente.

Vi consiglio caldamente di leggere IL CORVO. Un’opera emozionale.



PS: I più cinici sanno che la pagina wikipedia di James O’Barr ha avuto un botto di visite perché chi lo conosce James O’Barr?

giovedì 30 maggio 2013

Intervista ad Alessio Luzzi, organizzatore Cavacon 2013


Riporto per tutti voi cari amiciccioli l'intervista del grandissimo, lustruosissimo, inimitabile organizzatore dell'evento cavese.

Cavernadiplatone: Ciao Alessio! 
Siamo ormai prossimi al via di questa nuova edizione del Cavacon, i preparativi sono stati ultimati? Cosa troveremo nella cornice della Mediateca Marte?

Alessio Luzzi: Se parti così devo subito correggerti e rimproverarti, si vede che non hai seguito una mazza XD. 

CDP: Macchennesòio?! Tirate fuori novità come se piovesse!

AL: La Mediateca Marte è solo una delle 4 location del prossimo Cavacon, nello specifico nella Mediateca si terranno proiezioni e incontri con gli ospiti, conferenze mostre e sketch session, più altre cose che verranno comunicate a breve sul programma. Le altre location invece avranno compiti ben distinti, il Complesso Parisi ad esempio (vera new entry del Cavacon) sarà la zona adibita agli stand. 
Nel dettaglio tutto verrà spiegato a breve sul nostro sito.

CDP: Tutto il pubblico trova il vostro spirito di aggregazione [riferito allo staff] e l’ilarità dilagante un toccasana per questo ritrovo che avviene due volte l’anno. Qual è il segreto di questa grinta infarcita di allegria e foto con le linguacce?

AL: Di base c'è di sicuro grande ironia, stiamo creando questa sorta di mio alter ego amato e odiato, che altri non è che un'estremizzazione del vero io, ma credere che io sia l'edonista che si fa le foto su facebook e basta è al quanto limitante, la mia vera personalità la lascio a chi ha davvero intenzione di conoscermi, fatto sta che credo lavoreremo anche in futuro sull'aspetto "immagine"; è bello esporsi, almeno a me piace...ci metto la faccia e ne prendo i pro e i contro, non conosco il modus operandi "professionale" del mio lavoro, anzi in realtà fatico anche a considerarlo un lavoro. Nel Cavacon il pubblico si deve divertire, gli ospiti anche, e noi prima di tutti, altrimenti, sai che palle? Quando mi vedrai in giacca e cravatta, credimi, allora il Cavacon non avrà più senso di esistere. Anche perchè, cavolo è una fiera del fumetto, non certo un raduno di rappresentanti di pompe funebri.....ho detto funebri, non pensar male XD

CDP: Guarda è meglio non pensare...  Però pensandoci bene.... a
 noi interessa soprattutto scavare a fondo, non nel tuo fondo, più che altro nei fondi. Ma quanto ci vuole di budget per creare un evento del genere? Ce la si fa con 100.000 lire?

AL: In tasca ho circa 7,00 euro, e devo comprare le sigarette....le istituzioni non ci hanno dato nulla....beh, bisogna farcela per forza. Sicuramente il Cavacon richiede un sacrificio economico enorme, soldi che sono una roulette russa per noi, non potendo contare su alcun tipo di investimento pubblico e privato, le uniche entrate sono i biglietti di ingresso: o il Cavacon va bene o finisco in un mare di cacca.
Ma questo certo non mi spaventa ne mi limita, a volte mi innervosisce vedere che continuano a paragonarci ad eventi come il Comicon, che hanno alle spalle una struttura finanziaria ben diversa. Il Cavacon ha il potenziale di Onirica, Sarno, Fantaexpo ed è con queste realtà che dovrebbe misurarsi in quanto festival autofinanziato, poi magari di fondo c'è la pazzia di enormi investimenti che sono anno dopo anno un enorme punto interrogativo...Ma se al quarto anno siamo ancora in piedi con le nostre idee megalomani, vuol dire che abbiamo un grande cu.....ore.
Nulla toglie che il confronto con il Comicon ci lusinga, ma speriamo di poterlo reggere davvero un giorno, quando saremo anche noi forti da un punto di vista economico.


CDP: Tanta voglia di mettersi ancora e sempre in gioco e giocare con gli altri, i cosiddetti “rivali”. Cosa deve aspettarsi di nuovo il pubblico? C’è da ridere?

AL: Mah... di rivali non ne vedo, credimi. In passato ci sono stati piccoli attriti, ma cretinate ormai risolte. Il Comicon collabora con noi e questo ci rende un grande servizio in termini di pubblicità.
Cosa bisogna aspettarsi dal prossimo Cavacon? Certamente un ritorno agli antichi "fasti", la scorsa edizione è stata considerata un po' povera di ospiti, anche se quei pochi che c'erano valevano per 10. Adesso stiamo provando a osare di nuovo, a spingerci oltre. Gli ospiti finora annunciati hanno fatto la gioia dei nostri fans e ne hanno avvicinati di nuovi, io ho già qualche idea assurda per il 2014, stiamo gettando le basi per un nuovo inizio. 
Speriamo che le location rispondano come da aspettativa, offrendo al pubblico una fiera recettiva e funzionale (questo è sempre un dilemma quando utilizzi strutture adibite a tutt'altro e le improvvisi come poli fieristici), con questa formula speriamo di ridare al nostro pubblico il lato piacevole della vecchia area mercatale, più la funzionalità e l'eleganza delle location chiuse di cui ora disponiamo. Il corso di Cava inoltre offre un'ottima cornice per tre giorni di divertimento. 

Spero che il pubblico sia più partecipe, cosa che spesso manca: capita che a volte il visitatore sia poco interessato al programma proposto dall'organizzazione e cerca di inventarsi una fiera a modo proprio e sentirsi "c'era poco" proprio da chi ha deciso di non seguire nemmeno un incontro da noi programmato ti lascia disarmato. 
Chi deciderà di venire al Cavacon dovrebbe interessarsi prima del programma, consultare la lista degli stand previsti e di tutto ciò che ci sarà poi nei tre giorni, insomma, se vai al cinema a vedere un film ti fai una bella ricerca su Google di cosa andrai a vedere. 
Il pubblico del Cavacon deve avere la consapevolezza di quello che troverà e se il nostro programma non risulta interessante possono anche evitare di partecipare (se lo fate solo per lanciare critiche infondate).
Lo faccio presente perché mi preoccupo del pubblico e desidero si senti soddisfatto dell'aver partecipato al nostro Cavacon.

Perché Alessio non è quello che si spara le pose

martedì 28 maggio 2013

I supereroi al cinema

Ne ho parlato ampiamente sui social network a cui il grande pubblico è abituato, ma avevo voglia di condividere anche sul mio sito cosa pensavo in generale dei superumani di celluloide. Dopo Iron Man 3 tutto è cambiato e la gente non se ne accorge.

Da una recente intervista a Shane Black, regista di Iron Man 3:
"Vorrei dire che abbiamo faticato moltissimo nel trovare un modo per rappresentare un terrorista così mitico. L'uso che abbiamo fatto del Mandarino in questo film, per quanto mi riguarda, offre un esempio di come le persone siano complici nell'essere spaventate. La gente è portata a credere a determinate cose allo stesso modo del pubblico del film. E si spera che alla fine si sia portati a pensare "Sì, il Mandarino ci terrorizzava, ma in fin dei conti non era poi così malvagio". Infatti era tutta una macchinazione del reale cattivo che agiva da dietro le quinte. Penso che un messaggio del genere sia ancora più interessante per il mondo in cui viviamo, perché ci sono un sacco di macchinazioni, c'è molta paura, generata a discapito di bersagli abbastanza ovvi, che magari potrebbero nascondere qualcos'altro.''

E questo è il mio video sul film, ringrazio sempre 88ferro senza il quale questo video non sarebbe esistito.



Dopo l'uscita del film è scoppiato il "puttiferio", se n'è fatto un gran parlare in questi giorni, la gente voleva strapparsi gli occhi dalle orbite, io ridevo. La gente gridava al GOMBLOTTO, io ridevo. Si è aperto un discorso di marchetting ingannevole, io ridevo. Siccome rido sempre ho cercato di far ridere anche voi con un video dove prendo in giro me, voi, la categoria e baracchelle appresso. Resto dell'opinione che se volete andare al cinema a vedere supereroi e accettate che essi perdano le radici del fumetto da cui provengono pur di non farvi ridere dietro dalla fidanzata o dagli amici che non leggono fumetti siete dei nerdoni.
Da qui la risposta con questo video irriverente:



Se voglio introspezioni guardo qualcos'altro, non un tipo in armatura ipertecnologica.

venerdì 17 maggio 2013

giovedì 2 maggio 2013

Mario di Macc-Masashi Kishimoto


Masashi Kishimoto si prende una breve pausa da Naruto per dare in pasto al pubblico di JUMP SQUARE un sogno ora realtà che teneva chiuso nel cassetto dal 1998: MARIO.


Notiamo nella primissima illustrazione di MARIO lo stile simile a quello Katsuhiro Otomo che da sempre Kishimoto-sensei ha dichiarato essere la sua musa ispiratrice per la spettacolarità grafica.
In questo one-shot si rispolvera il genere del mafia movie ambientato in America nella dimensione del manga, con un protagonista eponimo ed eterogeneo che dovrebbe accontentare un po’ tutti i fan: Mario è siculo-nipponico, figlio di padre mafioso siciliano e madre giapponese della yakuza.

51 pagine sono abbastanza per delineare i caratteri dei personaggi e creare una storia che funzioni e secondo voi il papà di Naruto ci riesce? #pff

I character sembrano delle macchiette, e il protagonista anche se è un “vero duro” resta figlio dei legami, ideologia standard di Kishimoto che accomuna questa storia breve al suo manga ancora in corso, Naruto.
La storia è un classico thriller con i classici elementi. Gangster che vogliono fare carriera, tanti soldi e tradimenti, più una donna, la taciturna e mortifera Saori.
Vi sembra tutto banale? Probabilmente perché lo è.

La pecca più grande di questo breve manga risiede nello storytelling troppo pulito di Kishimoto-sensei. 
Piuttosto che raccontare tutti gli eventi in modo lineare, avrei preferito che l’autore desse ai lettori qualche pizzico di mistero in più, regalando un bel twist plot da risolvere con una rivelazione shock.

Resta un mistero il perché l’omertà venga confusa con l’onore o meglio ancora col bushido; probabilmente Kishimoto ha una conoscenza sommaria della mafia e delle sue “usanze”.

Non bastano le scene evocative dell’altalena slash bilancia, o il quadro The Birthday di Chagall piazzato a mentula canis per farmi cambiare idea: questa storia è uno stancante esercizio di stile, uno sfizio di Kishimoto che può permettersi solo ora che è un riconosciuto ed apprezzato mangaka di grido.
MARIO ed è un progetto del quale non si fa fatica a comprendere perché non sia mai andato in porto. Ma questa è solo la mia opinione, a voi la lettura del one shot tramite questo link. Attendo i vostri pareri!

lunedì 29 aprile 2013

Napoli COMICON 2013 tra divertimento e giù botte



Com’è stata quest’ennesima fiera? Questo ulteriore andirivieni in quel di Fuorigrotta per sentirsi parte di qualcosa, di una comunità, di un gruppo, di una qualche minchia-di-cosa. Bè non è stato proprio esaltante a dire la verità, ma non per la fiera che si mantiene sempre su alti livelli, quanto più per il pubblico che ogni anno diventa sempre più pessimo. Si può scrivere più pessimo? PESSIMISSIMO!

Parte il pippone da vecchio: si stava meglio quando si stava peggio. A Castel Sant’Elmo noi comunque ci godevamo un’ottima fiera, comunque c’erano gli ospiti e le conferenze, comunque c’erano gli stand e le mostre, magari ti veniva una bronchite o qualche malattia legata alla muffa ma ci passavi sopra, sapevi dove ti stavi addentrando e ti divertivi comunque. C’erano pure i cosplayer eh, mica solo gli appassionati di fumetti.

Oggi alla Mostra d’Oltremare cosa c’è? Un’ottima fiera, la più grande del sud, terza in Italia ma qua tutti lo sappiamo che al Romics ci si va solo per le selezioni del WCS (ma le fanno ancora?), workshop, esposizioni, autori internazionali, area giochi strapiena, area videogiochi enorme, stand in quantità, editori e da un paio di anni stanno puntando sul "nostro" evento anche case editrici che prima non si sarebbero mai sognate di compilare il modulo di partecipazione, e naturalmente i cosplayer.

Ma quest’anno è successa una roba strana… la razza infantile dei cosplayer (non me ne volete, se lo fate per lavoro o perché "l’edonismo è forte in voi" vi capisco ma vestirsi da Goku a 30 anni per me è sintomo di bimbominkiaggine) è stata sostituita dalla peggio razza che possa esistere: i truzzi.

Se prima c’erano i FREE HUGS oggi ci sono i FREE SEX o FREE KITEMMUORT, che possono essere anche goliardici fino a un certo punto ma se te lo scrivi sul pube in bella mostra è davvero volgare e ridicolo. Invece dei ragazzi vestiti in modo bislacco c’erano i coristi da stadio che parevano appena scesi dal San Paolo, i quali verso le ragazze vestite da personaggi dei manga o meno intonavano aulici canti come 
♪ TI VEDREMO SU YOUPORN! TI VEDREMO SU YOUPORN! ♫ Che dolci.
Le ragazzine troiette ci sono sempre state, e non ci scandalizziamo se danno della futura attrice hard a qualcuna ma la cosa è piuttosto ridicola, non la trovo divertente e lamentarmene sul mio sito certamente sarà il modo migliore per far sì che essi scompaiono dalla faccia della Terra.

C’era anche un gruppo di ragazzetti che si divertiva a circondare i cosplayer dandogli qualche scappellotto. Facevano i "bulletti", roba che si vede tutti i giorni nel resto del mondo ma che nella “nostra” dimensione a fumetti napoletana non era così accentuata. Se prima i ragazzi venivano presi per soggettoni su cui fare una battutaccia ora si è passati dalle parole ai fatti. Si sa che qualche mazzata ti tempra, non sto giustificando chi picchia gli altri, sto semplicemente dicendo che ci siamo passati tutti, è una fase della vita soprattutto a scuola, magari ci siete rimasti sotto e ci soffrite ancora, mi dispiace, non sono necessarie ma la società è fatta anche di botte; e non crediate che le fiere come Lucca, Mantova, Romics siano esentate dai figli della paura che per divertirsi hanno bisogno di fare casino, che a trovare una passione non ci riescono, oppure che quegli eventi siano prive di problemi di gestione o scaramucce, però non ho mai sentito che a quelle fiere ci fosse il giù botte!

E allora perché la notizia fa scalpore (e grazie al cielo che fa scalpore sennò quest’anno non sapevamo di che scrivere)? Siamo a Napoli, quindi qualsiasi occasione è buona per essere sulla bocca di tutti. Frase populista.

Il ragazzo che è stato preso di mira (tale Gennaro Aliperti) e a cui hanno distrutto il costume (che gli sarà costato qualcosa immagino) vuole denunciarli a questi disgraziati delinquenti. E fa bene secondo me. Farsi fare UH UH UH stile Nuccio Vip deve essere frustrante. Frase per ingraziarsi le autorità.

La gente ne parla tanto perché il pubblico che è solito frequentare il COMICON si sente minacciato, una vera e propria agitazione innescata da una nuova razza che ha violato il loro habitat. Frase da sociologo per avere commenti negativi.

E la sicurezza? Quei cagacazzi che trattano il pubblico pagante come dei mocciosi ha reagito prontamente? Sì, dopo la richiesta di emergenza; perché uno quando deve intervenire? PRIMA CHE LE COSE ACCADANO? Security e staff dell’evento non sono onniscienti, ma se gli diamo modo di fare qualcosa la fanno. Frase sibillina che implica il fatto che abbiano risolto un solo problema su tanti altri.

Se poi uno vestito da SWAT si porta un coltello vero e vi pugnala dietro i cespugli è difficile che la security, lo staff, la gente circostante si renda conto del fatto e sia lì pronta ad aiutarvi. Frase per instaurare un clima di terrore per i futuri eventi.

La lamentala da fessi più bella che ho letto è stata FATE TESSERARE LA GENTE COSÌ SAPPIAMO CHI ENTRA E CHI ESCE il che comporterebbe tanto di quel lavoro da fare, che già non c’è la forza di aprire le biglietterie figurati di tesserare.
Tutta sta roba all’inizio l’avevo presa con le dovute pinze ma non facevo nessuna fatica a crederci. 
Siamo a Napoli, qui sarchiaponi non ne vogliamo, noi siamo meglio degli altri e lo dimostriamo facendo giù botte che le parole sono superflue, confondono, possono tramutarsi in veleno, invece i cazzotti sono veri e seri.

Quindi tornando al discorso iniziale, mi sono sentito parte di un gruppo? Sì e no. 
Gli appassionati ci sono, le persone interessate ai fumetti pure, gli amici editori e negozianti anche, però c’è anche tanta cuozzamma, un pubblico nuovo che paga per divertirsi così, ridendo delle passioni degli altri, facendogli cerchio, cantando sconcezze, credendosi importanti. Ma non avevamo superato questa fase del vessare gli altri per livellare l’autostima? Più andiamo avanti e più torniamo indietro, questi sono i sintomi della vera ignoranza. Purtroppo questa gente la dobbiamo sopportare anche se è gente che col “nostro” mondo c’entra poco. Mi arrogo il diritto di chiamarlo "nostro" anche se siamo l’ultima ruota del carro, ma almeno così ci sentiamo padroni di qualcosa tra una fila per entrare e una per uscire.

PS: Comunque io venerdì ho preso tanta di quell’acqua in testa che mi è venuto il raffreddore e me la voglio prendere con lo staff del Napoli COMICON! SAPPIATELO.

PPS: Lo squalo pirata invece ha passato una buona giornata, egli dispensa verità e saggezza, è al di sopra delle quisquiglie della plebe. Era spesso in tasca ma quando saltava fuori si piazzava tra le tette di quelle poche porconecosplay che c’erano. Mica scemo.

PPPS: Gennaro Aliperti in realtà si è stato zitto e non ha detto che è stato picchiato a sangue come un soggetto perché il Napoli COMICON gli ha mollato ingressi gratis per i prossimi 30 eventi.
Non è vero, ma mi andava di mettere in giro una notizia falsa pure a me.

sabato 20 aprile 2013

Perché leggiamo gli shonen manga a 25 anni?


Le accuse che si muovono nei confronti dei manga sono quasi sempre le stesse: troppo violenti, espliciti, volgari e ricchi di perversioni. Un fumetto può riserbare gratificazioni psicologiche più o meno grandi in base a ciò che ci dà piacere correlato con l’ego di ognuno di noi. Tutti dobbiamo soddisfare determinate esigenze psicologiche, come il bisogno di potenza, di sicurezza o di eccitazione e possiamo farlo attraverso un prodotto culturale quale è il manga.

Un genitore coscienzioso non lascerebbe mai i propri figli in compagnia di un fumetto come ONEPIECE dove non solo c’è sangue a volontà ma anche rotondità femminili in quantità.
Tali cosiddetti genitori dovrebbero ricordarsi che nella storia letteraria europea esiste un genere pieno di ragazzine assalite da lupi, di mariti che tagliano la gola alle spose, di genitori coscienziosi come loro che abbandonano i pargoli nei boschi; parlo chiaramente delle fiabe con cui tanti occidentali sono cresciuti. E quelle ombre di terrore o la velata sessualità onnipresente sono le stesse che trovate anche nei manga. I genitori sembrano averne più paura dei bambini stessi a cui vengono raccontate.

Le fiabe hanno tanto successo perché sono avvincenti, ma hanno anche un grande valore pedagogico: aiutano il bambino a vedere chiaro in sé, sono associate alle angosce e alle aspirazioni e tengono in conto tutti gli aspetti della personalità del bambino. A differenza dei genitori che vogliono proteggere ossessivamente i figli dai “pericoli” del mondo, le fiabe mettono in relazione il bambino con un mondo che scopre senza comprendere, in cui vi si riconosce proiettando dentro la storia tutti i suoi pensieri interiori.

Mi rivolgo a chi è genitore: non pensate che i vostri figli non abbiano desideri sessuali, non abbiano paura di morire, di sentirsi esclusi, non trovino difficoltà nel relazionarsi con un mondo che non comprendono prima in quanto bambini e secondo in quanto poveri di risposte da parte vostra. Essi hanno i vostri stessi desideri e le vostre stesse paure.

Il manga come la fiaba si pone in relazione al lettore per dargli modo di comprendere la realtà da un  punto di vista differente, tanto più che i fumetti nipponici hanno spesso come protagonisti dei ragazzini in cui è molto facile riconoscersi.

Certamente la pancia squarciata di un lupo se raccontata fa un altro effetto rispetto al leggere disegni di ragazzi pieni di tagli e fiotti di sangue. Laddove l’idealismo delle fiabe si ferma, la crudezza del manga eccede. Ma se pensate che un adolescente non abbia il diritto di  leggere un manga shonen o shojo, perché in quanto “fiabe” sono inadatte alla loro età sbagliate di grosso. Il super ego che tiene sotto controllo le pulsioni di tutti noi non scatta automaticamente a 15 anni, a 18 o a 25. L’età della ragione non esiste.

Domenico Cavernadiplatone Guastafierro

martedì 9 aprile 2013

The Private Eye, una critica ai social network

Che poi sparlate in giro che non vi promuovo fumetti di qualità. BESTIE!

E questo che cos’è? Ve lo dico io cos’è: The Private Eye, la nuova fatica di Brian K. Vaughan e di Marcos Martin con i colori di Muntsa Vicente.


Gli autori liberi dal giogo degli editori hanno deciso di pubblicare una storia dalla forte connotazione polemica, pubblicando il fumetto sul web che se progredisce come il primo numero sarà un piccolo capolavoro, ma nel frattempo solo questo abbiamo letto e quindi solo di questo parliamo.

PRIMA DI TUTTO il fumetto se volete lo scaricate gratis. Che voi se dovete spendere due spiccioli vi sentite tirare per i piedi, ma io vi consiglio di puntare qualche monetina su questo progetto perché vale.

The Private Eye è ambientato negli Stati Uniti di un futuro non troppo remoto, dove chiunque ha un’identità segreta. Chiunque. Pare Carnevale tutto il dì. Non si capisce bene come e perché, ma dopo che la nostra generazione ha sputtanato tutti i propri segreti la prassi sia vivere costantemente di bugie. Condividere a bombazza la propria vita sui social network non ha giovato all’umanità.


Una bella critica a Facebook? Una bella critica a Facebook.

Il protagonista è un paparazzi. LOL. Praticamente è una specie di detective che si occupa di “scoprire” i segreti delle persone per conto di terzi, ovviamente in cambio di denaro. E c’è tutta questa atmosfera thriller, quasi fosse un film degli anni '50, potenziata dal formato widescreen delle tavole (questo fumetto nasce per essere letto su tablet o sul pc)




Obiettivamente è molto cinematografico, le vignette a volte sembrano un vero e proprio storyboard che delinea una metropoli tecnologicamente avanzata, dai vizi cresciuti esponenzialmente; tanto per dirne una vendono pacchetti di marijuana come se fossero le Marlboro. E i colori così accessi e pop lo rendono eclettico e intrigante. Ok sono frocio per questo fumetto al momento.



Ci vedo un po’ dell'Incal di Jodorowsky e Moebius nella gerarchia della città e negli indumenti vistosi, soprattutto in questa tavola, e voi?


Qualora non conosceste gli autori siete dei perdenti. Brian K. Vaughan ha contribuito a partorire “Y: The Last Man” e Marcos Martin è il pluripremiato artista che si è occupato di classici Marvel come Spider-Man, DareDevil e il Dottor Strange MICACAZZI.

giovedì 4 aprile 2013

Storia dei Tournament Manga in breve

In questo video ho cercato di stringere tutti i concetti e la storia che sta alla base del genere "torneo" nei manga.

domenica 24 marzo 2013

MAGICA DISNEY 3000 VOLTE TOPOLINO

Quando Topolino chiama, Cavernadiplatone risponde. Se poi chiama dal Palazzo delle Arti di Napoli è anche meglio, che stiamo vicino, il treno costa poco. Non potevano mancare gli amicici di sempre e quindi fatte armi e bagagli partiamo alla volta della mostra e ragazzi… ci siamo divertiti #dibbrutto
Entriamo dentro e respiriamo un’aria di magia, musica, colori… il vero stile Disney era tutto nel primo piano del PAN dove l’allegria grondava dalle pareti. Ma che bello, veramente, eh.

venerdì 15 marzo 2013

Sacro/Profano un webcomic piccante e sagace


Ho scovato su Facebook uno di quei fumetti che quando lo leggi non riesci a smettere di ridere come un cretino, che fai le risate in stile VOCE DA PAPERA DI UNA TETTONA DI CANALE 5 A CASO, ma che sa anche farti apprezzare un po’ di più la vita rivedendoti in qualche vignetta. Il caso fumetto col quale vi tengo sulle spine da circa 4 righe è SACRO PROFANO. 


E che cos’è? Praticamente è IL fumetto umoristico basato su una storia d’amore CHE DOVETE leggere. Angelina e Damiano sono un angelo e un diavolo, con tanto di aureola e corna, che (si sa l’amore è cieco) sono innamorati. Lei vuole trascinarlo sull’altare, lui vorrebbe trascinarla a letto. Tante gag piccanti e disegni esplosivi, si può facilmente capire leggendo questa tavola come mai il web comic di Mirka Andolfo sta riscuotendo così tanto successo su Facebook. Qui la fanpage e dopo il salto una tavola!

giovedì 7 marzo 2013

Asterix il Gallico



Parlare del fumetto franco-belga per noi italiani è come parlare dei nostri cugini che "si sono fatti i soldi".  Magari li elogi ma c’è sempre una punta d’invidia. Perché come si fa a non essere invidiosi di un mercato che ha tirato fuori uno dei fumetti che meglio rappresenta il popolo francese e i suoi vizi, stravolgendo gli eventi storici e  riuscendo sempre e comunque a far ridere il lettore?

Quello tra Renè Goscinny e Albert Uderzo è un sodalizio cementato dalla volontà di dare risalto e valore all’arte di fare fumetto, la loro fermezza coadiuvata da altri autori e invogliati finanziatori porterà alla nascita del giornale PILOTE. Dopo il successo di Umpah-Pah il pellerossa il dinamico duo francese pubblica nel 1959 la prima avventura di Asterix il gallico, raccolta poi in volume nel 1961.

Nel 50 avanti Cristo tutta la Gallia è occupata dai Romani… tutta? No! Un villaggio dell’Armorica abitato da irriducibili galli resiste ancora e sempre all’invasore.
Come possono questi villici sbaragliare le truppe legionarie che circondano il villaggio?
Grazie alla pozione del druido Panoramix che dona una forza sovraumana a chi la beve ma la cui ricetta è segretissima.

lunedì 25 febbraio 2013

Nuovo costume per Spider-Man in TAS2


Ed ecco che direttamente dai tweet di Marc Webb rubacchio questa foto con il nuovo costume di The Amazing Spider-Man. Cosa si vede... gli occhi della maschera molto tondeggianti, la texture che ricorda quella dei costumi della trilogia Raimi e non si vedono ma dalla regia ci dicono che i lanciaragnatele sono gnarly che più o meno significa che saranno molto estremi. WAT?!


Facciamo i pignoli che qua la gente impazzisce e non sa che dice: ho letto su alcuni network che questo costume è un chiaro riferimento alla versione Ultimate disegnata da Mark Bagley. *urgh*


Bè, qualcuno vuole dire a questi sapientoni che il costume dell’universo Ultimate è praticamente identico a quello di Terra 616? Grazie. E 'tanto per' qui c’è anche un bel confronto tra qualche anno fa e 20 anni fa.

"Allora Bagley lo disegnava già così?
ERA PROPRIO AVANTI!" - hipster

Per ricordarvi com’era il costume del film precedente ecco qui un altro bel confronto.

'Cazzo guardi?!

Effettivamente di questa nuova uniforme vediamo ben poco ma è comunque un bello sturbo e spero con tutto il cuore che nel terzo capitolo della trilogia Webb ci sia ancora un altro costume.

UPDATE
Alcune foto rubate dal set dove possiamo intravedere per bene il resto del costume che a quanto pare sarà molto simile a quello del fumetto a cui siamo tutti abituati.