giovedì 7 marzo 2013

Asterix il Gallico



Parlare del fumetto franco-belga per noi italiani è come parlare dei nostri cugini che "si sono fatti i soldi".  Magari li elogi ma c’è sempre una punta d’invidia. Perché come si fa a non essere invidiosi di un mercato che ha tirato fuori uno dei fumetti che meglio rappresenta il popolo francese e i suoi vizi, stravolgendo gli eventi storici e  riuscendo sempre e comunque a far ridere il lettore?

Quello tra Renè Goscinny e Albert Uderzo è un sodalizio cementato dalla volontà di dare risalto e valore all’arte di fare fumetto, la loro fermezza coadiuvata da altri autori e invogliati finanziatori porterà alla nascita del giornale PILOTE. Dopo il successo di Umpah-Pah il pellerossa il dinamico duo francese pubblica nel 1959 la prima avventura di Asterix il gallico, raccolta poi in volume nel 1961.

Nel 50 avanti Cristo tutta la Gallia è occupata dai Romani… tutta? No! Un villaggio dell’Armorica abitato da irriducibili galli resiste ancora e sempre all’invasore.
Come possono questi villici sbaragliare le truppe legionarie che circondano il villaggio?
Grazie alla pozione del druido Panoramix che dona una forza sovraumana a chi la beve ma la cui ricetta è segretissima.

Goscinny trascende i limiti narrativi canonicamente imposti dalla storia: il suo Vercingetorige non poggia le armi ai piedi di Cesare bensì le scaglia sugli stessi causando l’ilarità dei soldati; i suoi testi sono graffianti e strizzano l’occhio a un pubblico adulto che sa cogliere la satira, e non manca di un umorismo dilagante che è ben espresso dalle tavole di Uderzo, un maestro nella sintesi del disegno dal tratto caricaturale ed espressivo.


Il rimaneggiamento storico che impone la tenacia gallica contro l’esercito più organizzato della civiltà umana non ha nulla da spartire con la politica, ma è un vanto ideale di cui i francesi si fregiano volentieri. Si tira in ballo il sentimento nazionalista tanto caro ai cugini d’oltralpe, il loro esprit, ed infatti i volumi di Asterix riempiono le case di ogni francese.

È pur vero che i soldati romani vengono trattati come degli zimbelli e Cesare non ha mai la possibilità di dimostrare le sue doti di condottiero e stratega, che la storia ci insegna essere di indubbia qualità, per cui viene sempre relegato a una sontuosa poltrona dalla quale ordina questo e si inferocisce per quello.

Il caposaldo delle storie di Asterix è senza dubbio l’avventura, la dimensione del fumetto permette  di poter viaggiare in lungo e in largo in terre conosciute all’epoca e perché no, anche in America prima di Vespucci e Colombo, dando modo al furbo Asterix e alla sua spalla bonacciona Obelix di visitare gli altri popoli e conoscerne i vizi, le abitudini, i modi di fare che identificano i loro discendenti di oggi, magari prendendoli in giro. Come le clessidre a cucù degli Elvezi, gli Svizzeri di oggi.

Uno dei pregi maggiori dell’epopea dei Galli sono i Galli stessi: la parodia perfettamente stereotipata di un popolo irascibile, un po’ duro d’orecchi, che non le manda a dire e passa subito ai fatti. I comprimari che riempiono le storie sono delle figure inamovibili e iconiche, da Abraracourcix ad Assurancetourix, passando per Matusalemix fino ad Ordinalfabetix.

Alcune delle scene più divertenti del fumetto sono proprio le diatribe del villaggio intero che vengono risolte a suon di sganassoni e pesci in faccia. Problemi borghesi dall’atmosfera casereccia, quasi intima, con una violenza che tale non è, anzi diverte al pari delle battute. I galli forti della pozione magica lasciano pochi segni anche sui romani, qualche occhio nero e delle ossa rotte niente di irreparabile. L’unico segno indelebile è la collezione di elmi del paffuto Obelix la cui forza non cessa mai, perché da piccolo è caduto nella pentola di pozione magica.


Quando si traduce in italiano un fumetto come Asterix si incappa volente o nolente nei giochi di parole che possono rivelarsi delle vere e proprie delle trappole linguistiche. Goscinny era un’amante del calembour, un gioco di parole che si fonda sull’omofonia e sulla polisemia, ma non solo: i nomi di tutti i personaggi che permeano le pagine sono dei sottili rimaneggiamenti di frasi e modi di dire francesi.

Un grazie per la traduzione italiana di Asterix è d’obbligo a Marcello Marchesi, che nonostante si sia preso certe libertà di adattamento, è stato l’artefice del nostro sentimento di empatia con i poveri legionari che usano il dialetto romanesco. Sempre sua è la famosissima traduzione “Ill sont fous ces Romains” in Sono Pazzi Questi Romani reinterpretando l’acronimo latino SPQR.

Dopo la morte di Goscinny nel 1977 Uderzo si separa dalle edizioni Dargaud, fondando una sua casa editrice Les editions Albert Renè ricoprendo anche il ruolo di sceneggiatore, non proprio il suo punto forte, realizzando negli anni tante storie dal gusto fortemente umoristico, però meno ricche di contenuti.
La vita recente dell’italo-francese è costellata di problemi, sfortune e malelingue: dai problemi col fisco francese alla figlia che cerca di farlo passare per matto così da appropriarsi dell’impero di Asterix. Anche se l’età avanza Uderzo non si è mai dato per vinto e continua a regalare ai milioni di fan in tutto il mondo nuove storie degli irriducibili galli!

7 commenti:

  1. c'è poco da dire...un momunento della storia del fumetto...

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  2. Proprio qualche tempo fa ho speso due parole per i film non animati di Asterix.
    Non hanno niente a che fare con il genio di Goscinny/Uderzo.
    Sono rimasto un po indietro, ho solo cinque albi

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  3. Gran bel fumetto Asterix. Ho a casa tutti i volumi, che in realtà sono di mio padre.
    Secondo te il fatto che il fumetto franco belga sia visto dai lettori italiani, come giustamente dici tu, con un po' di invidia è dovuto dal prodotto fumetto o dal pubblico.
    Penso che in Italia abbiamo tanti esempi che possano essere benissimo essere messi sullo stesso livello di Asterix e similari (Tin Tin, Gaston La Gaffe, Spirou etc..) ma forse il lettore italiano, sopratutto quello occasionale, non riconosce al fumetto tutto quel valore che magari gli danno oltralpe.

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  4. Finalmente LA RECENSIONE! :D

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  5. Usain Bolt is training alongside at least a fourth different club soccer team across three continents this year, working out with Strømsgodset of Norways’ top division, the Eliteserien, for the next week.

    Bolt is preparing for a June 10 charity match at Manchester United’s Old Trafford with other celebrities and retired soccer players. But he has also expressed a desire to play professional soccer.

    Bolt, who wore No. 9.58 in training (signifying his 100m world record), will play with Strømsgodset in a training match against Norway’s under-19 national team on Tuesday, according to the club.

    “I want to try to get better, to work as hard as I can, play as much as I can,” Bolt said, according to a Reuters translation of a Norwegian newspaper Verdens Gang report. “Maybe a club will see something and decide to give me a chance.”

    Bolt said he wants to play “in a top league.MORE: Bolt: The Freeze too quick for me


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    “It doesn’t matter if it’s La Liga, English league, Bundesliga, I’m OK with that,” Bolt said March 23. “I just want to prove to the world anything is possible.”

    Earlier in 2018, Bolt trained alongside club teams in South Africa and Jamaica, plus the much publicized visit with Borussia Dortmund in March. Bolt, Dortmund and Strømsgodset share an apparel sponsor in Puma.

    Bolt said in April he would return to Dortmund to “work with them for three more weeks” for another assessment of his prospects of becoming a professional soccer player.

    “It’s a big deal,” Bolt said in April. “Everyone feels like I’m just kicking it around, I’m joking,
    Parajumpers Geena Kvinne but I’m serious. I’m actually going back to Dortmund in a couple of weeks, to work with them for three more weeks, just to assess myself at the better level to see what level I’m at or what I need to do or if I can [do it].”

    Dortmund’s coach, Peter Stoeger, said March 23 that Bolt had work ahead if he wanted to become a pro Parajumpers Coat Nike Free 5.0+ Dam

    “He is at an age where I say he is no longer so incredibly capable of development,” Stoeger said, according to The Associated Press. “You can see that he understands the game. He’s talented. What he’s missing is the team work.”

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