sabato 20 aprile 2013

Perché leggiamo gli shonen manga a 25 anni?


Le accuse che si muovono nei confronti dei manga sono quasi sempre le stesse: troppo violenti, espliciti, volgari e ricchi di perversioni. Un fumetto può riserbare gratificazioni psicologiche più o meno grandi in base a ciò che ci dà piacere correlato con l’ego di ognuno di noi. Tutti dobbiamo soddisfare determinate esigenze psicologiche, come il bisogno di potenza, di sicurezza o di eccitazione e possiamo farlo attraverso un prodotto culturale quale è il manga.

Un genitore coscienzioso non lascerebbe mai i propri figli in compagnia di un fumetto come ONEPIECE dove non solo c’è sangue a volontà ma anche rotondità femminili in quantità.
Tali cosiddetti genitori dovrebbero ricordarsi che nella storia letteraria europea esiste un genere pieno di ragazzine assalite da lupi, di mariti che tagliano la gola alle spose, di genitori coscienziosi come loro che abbandonano i pargoli nei boschi; parlo chiaramente delle fiabe con cui tanti occidentali sono cresciuti. E quelle ombre di terrore o la velata sessualità onnipresente sono le stesse che trovate anche nei manga. I genitori sembrano averne più paura dei bambini stessi a cui vengono raccontate.

Le fiabe hanno tanto successo perché sono avvincenti, ma hanno anche un grande valore pedagogico: aiutano il bambino a vedere chiaro in sé, sono associate alle angosce e alle aspirazioni e tengono in conto tutti gli aspetti della personalità del bambino. A differenza dei genitori che vogliono proteggere ossessivamente i figli dai “pericoli” del mondo, le fiabe mettono in relazione il bambino con un mondo che scopre senza comprendere, in cui vi si riconosce proiettando dentro la storia tutti i suoi pensieri interiori.

Mi rivolgo a chi è genitore: non pensate che i vostri figli non abbiano desideri sessuali, non abbiano paura di morire, di sentirsi esclusi, non trovino difficoltà nel relazionarsi con un mondo che non comprendono prima in quanto bambini e secondo in quanto poveri di risposte da parte vostra. Essi hanno i vostri stessi desideri e le vostre stesse paure.

Il manga come la fiaba si pone in relazione al lettore per dargli modo di comprendere la realtà da un  punto di vista differente, tanto più che i fumetti nipponici hanno spesso come protagonisti dei ragazzini in cui è molto facile riconoscersi.

Certamente la pancia squarciata di un lupo se raccontata fa un altro effetto rispetto al leggere disegni di ragazzi pieni di tagli e fiotti di sangue. Laddove l’idealismo delle fiabe si ferma, la crudezza del manga eccede. Ma se pensate che un adolescente non abbia il diritto di  leggere un manga shonen o shojo, perché in quanto “fiabe” sono inadatte alla loro età sbagliate di grosso. Il super ego che tiene sotto controllo le pulsioni di tutti noi non scatta automaticamente a 15 anni, a 18 o a 25. L’età della ragione non esiste.

Domenico Cavernadiplatone Guastafierro

20 commenti:

  1. "Le accuse che si muovono nei confronti dei manga sono quasi sempre le stesse: troppo violenti, espliciti, volgari e ricchi di perversioni"
    Mmm...da me l'unica accusa che viene posta nei confronti dei manga e che basta a metterli in cattiva luce è: sono da bambini...

    Comunque bell'articolo ;-)

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    1. Da poco mi sto addentrando nel mondo dei manga... probabilmente il motivo per cui il manga è mal visto è che gli unici titoli conosciuti da tutti sono quelli che vanno di moda: Dragoon Ball, Naruto, One Piece... Ma il mondo dei manga e dei fumetti è ben più vasto! Non è solo cartoni animati dove il protagonista combatte all'infinito contro nuovi nemici (quello in effetti è solo intrattenimento, a volte anche da bambini). Il mondo dei fumetti è pieno di insegnamenti, valori, cultura e non ha nulla da invidiare a un sano libro (poi per qualche assurdo motivo i libri sono da intellettuali e i fumetti sono da bambini)! Quindi secondo me il parere negativo che è dato dalla massa ai fumetti è colpa di una conoscenza superficiale all'argomento, originata dai quei due o tre titoli che tutti conosciamo, a scapito degli altri mille che meritano di più (e non sono affatto da bambini!) di cui però nessuno sembra aver mai sentito parlare!

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    2. Ti ringrazio, in generale quell'accusa la senti dappertutto...

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    3. Marco Gana il tuo ragionamento è più che giusto ma i combattimenti hanno anche un altro valore oltre a quello di intrattenere (tutto il prodotto fumetto intrattiene) e cioè dare modo al narratore di far crescere il personaggio attraverso l'auto-miglioramento.

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  2. Il problema principale è che le fiabe (quelle originali) non avevano alcun intentoo pedagogico, dato che finivano tutte male e/o con bagni di sangue, in cui spesso il cattivo trionfava.
    E' stata la società e la cultura positivista a ribaltare il concetto di fiaba e a darle quell'accezione positiva che conosciamo.

    By the way, mi sono sempre domandato: perchè dare del coglione a uno che a 20/30/50 anni legge un fumetto? Non si tratta sempre di una storia, raccontata attraverso un tipo di medium? E non è la storia, che alla fine della fiera, conta?

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    1. penso che sia semplicemente ignoranza da parte di chi giudica.per la mia personale esperienza io fino allo scorso settembre in quanto a fumetti avevo solo letto topolino e l'uomo ragno da piccolo e ho sempre pensato che il massimo che potessero dare i fumetti fossero storie da bimbi e tante botte,bollandoli come adolescenziali e dando dello sfigato a chi li leggeva in età adulta.tutto questo semplicemente perchè non conoscevo davvero il mondo del fumetto.è stato grazie a te sommo,grazie a caverna e ad altri che mi sono accorto che quel mio giudizio era una vera cazzata.chi se lo immaginava che esistessero fumetti come akira,watchmen,sandman ecc,solo per dire i primi 3 che mi vengono in mente?

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  3. Gran bel post, devo dire, che condivido in toto e mi ha dato uno spunto di riflessione anche personalmente, che va in un'altra direzione, analoga ma forse diversa, e su cui presto credo scriverò qualcosa di simile (ovviamente citandoti). Per cominciare, però, ti seguo :) .

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  4. Ho avuto la fortuna di avere un padre anziano (ormai deceduto) che ha letto un bel po' di comics (a partire da Nembo Kid a Flash Gordon in albi giganti) e non si è mai permesso di dirmi niente sulla mia passione per i manga, qualche volta mi ha fatto qualche critica sui disegni però :D

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    1. Per la stessa ragione mio padre mi ha sempre accordato sul leggere fumetti, è un grande fan di Capitan Miki, Il grande Blek e Diabolik.

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  5. Ma penso che i tempi stiano cambiando... almeno noi sapremo come comoportarci con i nostri figli

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    1. Non è questione di tempi, ma di abitudini.

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  6. Bel post. Mi è omolto il riferimento alle fiabe ;)

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  7. Comunque sulle fiabe hai veramente centrato il punto. Mi hanno sempre terrorizzato da piccolo, soprattutto Pinocchio

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  8. Il fatto di giudicare infantili le storie a fumetti è dovuto a una totale assenza da parte dei "grandi" di analisi del sottotesto,perchè il fumetto essendo arte (non tutti i volumi ma vi è una mole grandissima di belle cosa) ha vari livelli di lettura.E chi non crrede che il fumetto sia arte pongo una domanda ... se riuscite ad accettare un'opera letteraria come arte e allo stesso modo anche un quadro,perchè escludere il fumetto che è lo stadio in cui ambedue le tecniche sono sincronizzate per narrrare ala meglio i fatti???

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