martedì 9 aprile 2013

The Private Eye, una critica ai social network

Che poi sparlate in giro che non vi promuovo fumetti di qualità. BESTIE!

E questo che cos’è? Ve lo dico io cos’è: The Private Eye, la nuova fatica di Brian K. Vaughan e di Marcos Martin con i colori di Muntsa Vicente.


Gli autori liberi dal giogo degli editori hanno deciso di pubblicare una storia dalla forte connotazione polemica, pubblicando il fumetto sul web che se progredisce come il primo numero sarà un piccolo capolavoro, ma nel frattempo solo questo abbiamo letto e quindi solo di questo parliamo.

PRIMA DI TUTTO il fumetto se volete lo scaricate gratis. Che voi se dovete spendere due spiccioli vi sentite tirare per i piedi, ma io vi consiglio di puntare qualche monetina su questo progetto perché vale.

The Private Eye è ambientato negli Stati Uniti di un futuro non troppo remoto, dove chiunque ha un’identità segreta. Chiunque. Pare Carnevale tutto il dì. Non si capisce bene come e perché, ma dopo che la nostra generazione ha sputtanato tutti i propri segreti la prassi sia vivere costantemente di bugie. Condividere a bombazza la propria vita sui social network non ha giovato all’umanità.


Una bella critica a Facebook? Una bella critica a Facebook.

Il protagonista è un paparazzi. LOL. Praticamente è una specie di detective che si occupa di “scoprire” i segreti delle persone per conto di terzi, ovviamente in cambio di denaro. E c’è tutta questa atmosfera thriller, quasi fosse un film degli anni '50, potenziata dal formato widescreen delle tavole (questo fumetto nasce per essere letto su tablet o sul pc)




Obiettivamente è molto cinematografico, le vignette a volte sembrano un vero e proprio storyboard che delinea una metropoli tecnologicamente avanzata, dai vizi cresciuti esponenzialmente; tanto per dirne una vendono pacchetti di marijuana come se fossero le Marlboro. E i colori così accessi e pop lo rendono eclettico e intrigante. Ok sono frocio per questo fumetto al momento.



Ci vedo un po’ dell'Incal di Jodorowsky e Moebius nella gerarchia della città e negli indumenti vistosi, soprattutto in questa tavola, e voi?


Qualora non conosceste gli autori siete dei perdenti. Brian K. Vaughan ha contribuito a partorire “Y: The Last Man” e Marcos Martin è il pluripremiato artista che si è occupato di classici Marvel come Spider-Man, DareDevil e il Dottor Strange MICACAZZI.

11 commenti:

  1. Faccio il bastian contrario?
    Faccio il bastian contrario: è in inglese, da noi non se lo cagherà nessuno fino a quando qualcuno non farà la traduzione illegale.

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    1. Minchia oh, la catastrofe. Illegalizzalo tu.

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  2. Sommo ma chi lo traduce... Qui le uniche cose che vengono tradotte sono le scan di manga, e se vedono un prodotto non nipponico, anche se bello, non lo fanno, perchè ormai è il manga che ti porta più lettori

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  3. vorrei vedere quanti lo hanno acquistato, non dico pagare 15 dollari ma un due tre si di sicuro...

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    1. 15 dollari per poche pagine è da filantropi! Io ci ho speso 3 dollari (2,40€).

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  4. L'idea è stratosfericamente geniale! E il fumetto è davvero una chicca per palati raffinati (e non)!

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  5. Bella segnalazione....
    adesso non posso prenderlo, ma appena posso un pensiero lo faccio

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  6. Intrippante! Lo scrocco? Lo scrocco sì sì!

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