domenica 27 ottobre 2013

Orfani, la rivoluzione di Sergio Bonelli

Posso assicurarvi di aver letto il primo numero di Orfani senza alcun pregiudizio, non ho tenuto conto di chi ci fosse alle spalle di questo progetto, soprassedendo a piè pari la brutta sensazione che ebbi quando venne annunciata la raccolta in volta prima ancora che uscisse un solo albo in edicola.

Me lo sono goduto come avrei fatto con qualsiasi altro fumetto che leggo di solito; quindi com'è?

Orfani è una storia come tante, di cui ho già letto, piena di déjà vu, di rimandi dal cinema di quando eravamo ragazzi, con le parolacce e personaggi macchiette, anche se il contesto fantascientifico non mi ha mai esaltato.
È chiaro a tutti che la storia è pensata per un pubblico mirato, quello dei videogiocatori, abituati a questi fps spaziali o giù di lì. Io più in là di Kingdom Hearts non sono mai andato, quindi capirete la mia reticenza.


Però bisogna ammettere un paio di cose, magari anche tre.
L'ho letto tutto d'un fiato senza stancarmi mai, complici la poca verbosità e il ritmo perfetto.
È un modo completamente nuovo di approcciarsi al fumetto Bonelli, così come è un nuovo modo di comunicare con il pubblico, una vera e propria rivoluzione.
I colori sono fenomenali, non ho mai visto tanta qualità per un prodotto destinato al largo pubblico. MAI.


È il primo numero su dodici (a quanto pare ci saranno almeno ventiquattro numeri per due stagioni in totale) quindi bisogna dargli fiducia per capire cosa Recchioni tirerà fuori dal cilindro.
Nel frattempo continuo a seguirlo e vediamo che succede, almeno il primo anno.

PS. Ho girato un video di me che leggo il primo volume di Orfani. Tutto per intero. Giusto per rompere l'anima alla gente su Youtube. Lo trovate qui sotto ;)

17 commenti:

  1. Mi auguro che la Bonelli continui a pubblicare fumetti del genere. Il mercato italiano non è solo Cowboy e Dylan Dog.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se le aspettative sono così alte, credo sia venuto il momento di investire anche in progetti del genere.

      Elimina
  2. A me non è affatto piaciuto; storia scontata e banale, sceneggiatura talmente leggera e superficiale che lo potresti leggere 3 volte in un'ora, disegni nella norma. Poi mi ha fatto defecare il finale con l'arrivo degli orfani che spaccano il culo a tutti... dai cazzo, l'avevo pensato pure io 10 pagine prima... L'ho bannato subito. Colori belli? bah, secondo me è nella norma, se poi noi italiani ci arrapiamo perchè un fumetto è colorato quando invece gli americani colorano i comics da Dio, significa che siamo dei pirla.
    Poi il prezzo: 4.50. L'ho sostituito con "Y - The last man", 2,90€ una delle migliori serie Vertigo mai scritte, l'unica pecca è il bianco/nero, ma va beh, un capolavoro resta un capolavoro. E' come se La Dolce Vita fosse considerata una schifezza perchè non a colori. Un grande film resta tale, quello che conta è il regista (cioè Brian Vaughan...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guido, quando ti renderai conto che viviamo in Italia e non in America ti darò ragione e mi considererò un pirla. Di certo il primo numero non è un simposio, ma è una tamarrata figa e godibile, a mio avviso.
      Il paragone con Y non lo trovo sensato, semplicemente perché sono due autore completamente diversi che vivono e lavorano in "mondi" diversi.

      Elimina
    2. Mi rendo conto benissimo di stare in Italia. Infatti ci sono troppi caproni che dicono le stesse cose. Quello che mi fa ridere è che le recensioni di Orfani sono tutte uguali! Cazzo ma arrivano direttive dall'alto? Siamo tutti amici degli amici e vogliamo stare nel giro? Se secondo te è godibile una storia che quando l'ho letta mi sembrava di averla vista non so quante volte...beh non ho idea che canoni di giudizio tu abbia. I colori di Orfani sono buoni per i ritardati caproni italiani che leggono solo manga, ma se uno amplia i propri confini di lettura, vedendo Orfani trova un prodotto nella media e non tutta questa innovazione nei colori. Cazzo di quel Cazzo ma hai letto Saga di Brian Vaughan? In italia lo conoscono solo i soliti 4 gatti che vanno in fumetteria; se uno di questi che mi cita Orfani un' innovazione dovesse vederne i colori (mi soffermo solo su quelli non osservando altro) avrebbe sicuramente un'orgasmo. Ma non c'è bisogno di spingersi fino a questo punto; basta comprare un comics e te ne accorgi.
      Orfani è stato eccessivamente pompato: se anzichè Recchioni ci fosse scritto XXX sarebbe considerato una merda.
      Dico che 4.50 per una storia così è uno spreco. Meglio 2.90 per una storia in bianco/nero e scritta da Dio.
      ciao

      Elimina
    3. che discorsi fai, allora se dici leggi saga... uno puo risponderti leggi Gipi e mi sembra essere italiano, un autore con i controcoglioni , che all'estero si sognano, siete troppo pretenziosi, se non ti piace non lo compri, punto, questo fumetto è fatto per un pubblico non esigente e non esperto come sei tu (lettore di fumetti piu di nicchia, piu profondi, piu ricercati piu da intellettuali del fumetto) mentre orfani è per un PUBBLICO DI MASSA , deve vendere molto ed è rivolto a un pubblico giovane, che mastica videogiochi e che puo ritrovare pure nel fumetto quelle cose tamarre che vede nei videogiochi, non è certo fatto per uno che legge saga ,ci puo essere ovviamente chi apprezza entrambi ed è giusto ,. ma chi non accetta termini troppo semplici in un fumetto vuole sentire la sua intelligenta giustamente rispettata. credo di essermi spiegato...

      Elimina
    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    5. Ti do ragione e infatti di Saga ho considerato solo il disegno/colore per dire che ci sono fumetti meno sbandierati e di qualità grafica molto superiore. Quello che non sopporto è che gente anche autorevole si sforza a dire che è bello quando è una schifezza. C'è chi la chiama prostituzione intellettuale. Punto.

      Elimina
    6. Il fatto è che il fumetto non segue più il criterio di Andy Warhol,maestro della pop art che diceva"Il fumetto è una forma d'arte!"No noto,è come una specie di lucro di guadagnò pazzesco! E tutto ha scapito di noi giovani appassionati di fumetti( come me ).Creano porcherie,che spacciano per capolavori con storie nè avvicendati,entusiasmanti o ancora meglio affascinanti e senza neanche bei,anzi,almeno sanno fare quelli.P.S:Se la Bonelli vuole essere ancora presente sul mercato pregasi di aggiornarsi e di andare al passo coi tempi.Arrisentirci.

      Elimina
  3. Io rivoglio i miei quattro euro e cinquanta. A cui aggiungerei poi il risarcimento per i danni morali. Questa serie è il nulla.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dopo il primo numero? That escalated quickly.

      Elimina
  4. Io questa fiducia non l'ho voluta dare, perché secondo me è immeritata. Leggo Dylan Dog da 22 anni, negli ultimi anni ho notato il calo vertiginoso nella qualità (quasi sempre scadente) delle storie, ma continuo a leggerlo, nonostante tutto. Questo tizio qui adesso si presenta con dei proclami qua e là di rivoluzione a destra e a sinistra, ma per intanto il primo albo della cosiddetta "rivoluzione" è una cagata pazzesca, quindi perché perdere tempo a leggere un lavoro tutto suo? Se riesce a rendere ancora peggio qualcosa che già di suo non va tanto bene rispetto al passato, figuriamoci poi con una storia che crea lui.
    Hanno aspettato che morisse Bonelli per lanciare serie a colori, di questo passo pure questa casa fallirà.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io sono del tuo stesso parere sulla qualità di DYD, ma il primo numero della rivoluzione Recchioni è solo il primo numero appunto. Credo che non dovremmo scaldarci tanto per il primo passo, perché se ci saranno degli effettivi cambiamenti, che piacciano o meno, li vedremo solo dopo 9-12 numeri. Bisogna avere pazienza.
      Se ti riferivi solo ad Orfani e ho capito male, io credo che la rivoluzione sia già avvenuta. Voglio anche ammettere che come storia non sembri così innovativa, ma ho scritto abbastanza su cosa ritengo sia la rivoluzione Bonelli.
      Comunque per quanto riguarda il colore pare che anche Sergio Bonelli fosse d'accordo con questa strada.

      Elimina
    2. No, io mi riferivo esclusivamente a Dylan, parlando di rivoluzione. Anche se è vero che Bonelli aveva un po' riveduto la sua posizione sul colore con le raccolte de La Repubblica, non ha mai lanciato una serie interamente a colori, anche perché il costo sarebbe stato troppo alto oppure il ricavo sarebbe stato minimo. Da qui nasceva il principio della casa di pubblicare albi a colore solo per i numeri in qualche modo speciali, tipo gli albi "centenari" e, ultimamente, gli albi dei mesi in cui si festeggia un decennale della serie.

      Elimina
    3. Veramente, è stato scritto in tutte le lingue del mondo che per un anno Recchioni come curatore non farà altro che rimaneggiare per quanto possibile storie già scritte per la vecchia gestione.
      Ho l'impressione che la storia di Ambrosini mi sarebbe piaciuta anche senza revisione (magari ci sarebbe stato uno spiegone finale al posto dei dialoghi enigmatici alla fine) e quella di Enna non mi è piaciuta nonostante la revisione.
      Le storie pensate e scritte per la nuova gestione inizieranno a essere pubblicate dall'autunno prossimo.

      Ma mi sembra evidente che si sia passati dalla fase "Recchioni è dio" al riflusso "Recchioni è stronzo"...

      Elimina
  5. A me non è piaciuto per niente.

    Se vi interessa ho scritto un post sul mio blog:

    http://www.nerdsrevenge.it/2013/10/30/orfani-di-un-fumetto-migliore/

    RispondiElimina