lunedì 29 aprile 2013

Napoli COMICON 2013 tra divertimento e giù botte



Com’è stata quest’ennesima fiera? Questo ulteriore andirivieni in quel di Fuorigrotta per sentirsi parte di qualcosa, di una comunità, di un gruppo, di una qualche minchia-di-cosa. Bè non è stato proprio esaltante a dire la verità, ma non per la fiera che si mantiene sempre su alti livelli, quanto più per il pubblico che ogni anno diventa sempre più pessimo. Si può scrivere più pessimo? PESSIMISSIMO!

Parte il pippone da vecchio: si stava meglio quando si stava peggio. A Castel Sant’Elmo noi comunque ci godevamo un’ottima fiera, comunque c’erano gli ospiti e le conferenze, comunque c’erano gli stand e le mostre, magari ti veniva una bronchite o qualche malattia legata alla muffa ma ci passavi sopra, sapevi dove ti stavi addentrando e ti divertivi comunque. C’erano pure i cosplayer eh, mica solo gli appassionati di fumetti.

Oggi alla Mostra d’Oltremare cosa c’è? Un’ottima fiera, la più grande del sud, terza in Italia ma qua tutti lo sappiamo che al Romics ci si va solo per le selezioni del WCS (ma le fanno ancora?), workshop, esposizioni, autori internazionali, area giochi strapiena, area videogiochi enorme, stand in quantità, editori e da un paio di anni stanno puntando sul "nostro" evento anche case editrici che prima non si sarebbero mai sognate di compilare il modulo di partecipazione, e naturalmente i cosplayer.

Ma quest’anno è successa una roba strana… la razza infantile dei cosplayer (non me ne volete, se lo fate per lavoro o perché "l’edonismo è forte in voi" vi capisco ma vestirsi da Goku a 30 anni per me è sintomo di bimbominkiaggine) è stata sostituita dalla peggio razza che possa esistere: i truzzi.

Se prima c’erano i FREE HUGS oggi ci sono i FREE SEX o FREE KITEMMUORT, che possono essere anche goliardici fino a un certo punto ma se te lo scrivi sul pube in bella mostra è davvero volgare e ridicolo. Invece dei ragazzi vestiti in modo bislacco c’erano i coristi da stadio che parevano appena scesi dal San Paolo, i quali verso le ragazze vestite da personaggi dei manga o meno intonavano aulici canti come 
♪ TI VEDREMO SU YOUPORN! TI VEDREMO SU YOUPORN! ♫ Che dolci.
Le ragazzine troiette ci sono sempre state, e non ci scandalizziamo se danno della futura attrice hard a qualcuna ma la cosa è piuttosto ridicola, non la trovo divertente e lamentarmene sul mio sito certamente sarà il modo migliore per far sì che essi scompaiono dalla faccia della Terra.

C’era anche un gruppo di ragazzetti che si divertiva a circondare i cosplayer dandogli qualche scappellotto. Facevano i "bulletti", roba che si vede tutti i giorni nel resto del mondo ma che nella “nostra” dimensione a fumetti napoletana non era così accentuata. Se prima i ragazzi venivano presi per soggettoni su cui fare una battutaccia ora si è passati dalle parole ai fatti. Si sa che qualche mazzata ti tempra, non sto giustificando chi picchia gli altri, sto semplicemente dicendo che ci siamo passati tutti, è una fase della vita soprattutto a scuola, magari ci siete rimasti sotto e ci soffrite ancora, mi dispiace, non sono necessarie ma la società è fatta anche di botte; e non crediate che le fiere come Lucca, Mantova, Romics siano esentate dai figli della paura che per divertirsi hanno bisogno di fare casino, che a trovare una passione non ci riescono, oppure che quegli eventi siano prive di problemi di gestione o scaramucce, però non ho mai sentito che a quelle fiere ci fosse il giù botte!

E allora perché la notizia fa scalpore (e grazie al cielo che fa scalpore sennò quest’anno non sapevamo di che scrivere)? Siamo a Napoli, quindi qualsiasi occasione è buona per essere sulla bocca di tutti. Frase populista.

Il ragazzo che è stato preso di mira (tale Gennaro Aliperti) e a cui hanno distrutto il costume (che gli sarà costato qualcosa immagino) vuole denunciarli a questi disgraziati delinquenti. E fa bene secondo me. Farsi fare UH UH UH stile Nuccio Vip deve essere frustrante. Frase per ingraziarsi le autorità.

La gente ne parla tanto perché il pubblico che è solito frequentare il COMICON si sente minacciato, una vera e propria agitazione innescata da una nuova razza che ha violato il loro habitat. Frase da sociologo per avere commenti negativi.

E la sicurezza? Quei cagacazzi che trattano il pubblico pagante come dei mocciosi ha reagito prontamente? Sì, dopo la richiesta di emergenza; perché uno quando deve intervenire? PRIMA CHE LE COSE ACCADANO? Security e staff dell’evento non sono onniscienti, ma se gli diamo modo di fare qualcosa la fanno. Frase sibillina che implica il fatto che abbiano risolto un solo problema su tanti altri.

Se poi uno vestito da SWAT si porta un coltello vero e vi pugnala dietro i cespugli è difficile che la security, lo staff, la gente circostante si renda conto del fatto e sia lì pronta ad aiutarvi. Frase per instaurare un clima di terrore per i futuri eventi.

La lamentala da fessi più bella che ho letto è stata FATE TESSERARE LA GENTE COSÌ SAPPIAMO CHI ENTRA E CHI ESCE il che comporterebbe tanto di quel lavoro da fare, che già non c’è la forza di aprire le biglietterie figurati di tesserare.
Tutta sta roba all’inizio l’avevo presa con le dovute pinze ma non facevo nessuna fatica a crederci. 
Siamo a Napoli, qui sarchiaponi non ne vogliamo, noi siamo meglio degli altri e lo dimostriamo facendo giù botte che le parole sono superflue, confondono, possono tramutarsi in veleno, invece i cazzotti sono veri e seri.

Quindi tornando al discorso iniziale, mi sono sentito parte di un gruppo? Sì e no. 
Gli appassionati ci sono, le persone interessate ai fumetti pure, gli amici editori e negozianti anche, però c’è anche tanta cuozzamma, un pubblico nuovo che paga per divertirsi così, ridendo delle passioni degli altri, facendogli cerchio, cantando sconcezze, credendosi importanti. Ma non avevamo superato questa fase del vessare gli altri per livellare l’autostima? Più andiamo avanti e più torniamo indietro, questi sono i sintomi della vera ignoranza. Purtroppo questa gente la dobbiamo sopportare anche se è gente che col “nostro” mondo c’entra poco. Mi arrogo il diritto di chiamarlo "nostro" anche se siamo l’ultima ruota del carro, ma almeno così ci sentiamo padroni di qualcosa tra una fila per entrare e una per uscire.

PS: Comunque io venerdì ho preso tanta di quell’acqua in testa che mi è venuto il raffreddore e me la voglio prendere con lo staff del Napoli COMICON! SAPPIATELO.

PPS: Lo squalo pirata invece ha passato una buona giornata, egli dispensa verità e saggezza, è al di sopra delle quisquiglie della plebe. Era spesso in tasca ma quando saltava fuori si piazzava tra le tette di quelle poche porconecosplay che c’erano. Mica scemo.

PPPS: Gennaro Aliperti in realtà si è stato zitto e non ha detto che è stato picchiato a sangue come un soggetto perché il Napoli COMICON gli ha mollato ingressi gratis per i prossimi 30 eventi.
Non è vero, ma mi andava di mettere in giro una notizia falsa pure a me.

sabato 20 aprile 2013

Perché leggiamo gli shonen manga a 25 anni?


Le accuse che si muovono nei confronti dei manga sono quasi sempre le stesse: troppo violenti, espliciti, volgari e ricchi di perversioni. Un fumetto può riserbare gratificazioni psicologiche più o meno grandi in base a ciò che ci dà piacere correlato con l’ego di ognuno di noi. Tutti dobbiamo soddisfare determinate esigenze psicologiche, come il bisogno di potenza, di sicurezza o di eccitazione e possiamo farlo attraverso un prodotto culturale quale è il manga.

Un genitore coscienzioso non lascerebbe mai i propri figli in compagnia di un fumetto come ONEPIECE dove non solo c’è sangue a volontà ma anche rotondità femminili in quantità.
Tali cosiddetti genitori dovrebbero ricordarsi che nella storia letteraria europea esiste un genere pieno di ragazzine assalite da lupi, di mariti che tagliano la gola alle spose, di genitori coscienziosi come loro che abbandonano i pargoli nei boschi; parlo chiaramente delle fiabe con cui tanti occidentali sono cresciuti. E quelle ombre di terrore o la velata sessualità onnipresente sono le stesse che trovate anche nei manga. I genitori sembrano averne più paura dei bambini stessi a cui vengono raccontate.

Le fiabe hanno tanto successo perché sono avvincenti, ma hanno anche un grande valore pedagogico: aiutano il bambino a vedere chiaro in sé, sono associate alle angosce e alle aspirazioni e tengono in conto tutti gli aspetti della personalità del bambino. A differenza dei genitori che vogliono proteggere ossessivamente i figli dai “pericoli” del mondo, le fiabe mettono in relazione il bambino con un mondo che scopre senza comprendere, in cui vi si riconosce proiettando dentro la storia tutti i suoi pensieri interiori.

Mi rivolgo a chi è genitore: non pensate che i vostri figli non abbiano desideri sessuali, non abbiano paura di morire, di sentirsi esclusi, non trovino difficoltà nel relazionarsi con un mondo che non comprendono prima in quanto bambini e secondo in quanto poveri di risposte da parte vostra. Essi hanno i vostri stessi desideri e le vostre stesse paure.

Il manga come la fiaba si pone in relazione al lettore per dargli modo di comprendere la realtà da un  punto di vista differente, tanto più che i fumetti nipponici hanno spesso come protagonisti dei ragazzini in cui è molto facile riconoscersi.

Certamente la pancia squarciata di un lupo se raccontata fa un altro effetto rispetto al leggere disegni di ragazzi pieni di tagli e fiotti di sangue. Laddove l’idealismo delle fiabe si ferma, la crudezza del manga eccede. Ma se pensate che un adolescente non abbia il diritto di  leggere un manga shonen o shojo, perché in quanto “fiabe” sono inadatte alla loro età sbagliate di grosso. Il super ego che tiene sotto controllo le pulsioni di tutti noi non scatta automaticamente a 15 anni, a 18 o a 25. L’età della ragione non esiste.

Domenico Cavernadiplatone Guastafierro

martedì 9 aprile 2013

The Private Eye, una critica ai social network

Che poi sparlate in giro che non vi promuovo fumetti di qualità. BESTIE!

E questo che cos’è? Ve lo dico io cos’è: The Private Eye, la nuova fatica di Brian K. Vaughan e di Marcos Martin con i colori di Muntsa Vicente.


Gli autori liberi dal giogo degli editori hanno deciso di pubblicare una storia dalla forte connotazione polemica, pubblicando il fumetto sul web che se progredisce come il primo numero sarà un piccolo capolavoro, ma nel frattempo solo questo abbiamo letto e quindi solo di questo parliamo.

PRIMA DI TUTTO il fumetto se volete lo scaricate gratis. Che voi se dovete spendere due spiccioli vi sentite tirare per i piedi, ma io vi consiglio di puntare qualche monetina su questo progetto perché vale.

The Private Eye è ambientato negli Stati Uniti di un futuro non troppo remoto, dove chiunque ha un’identità segreta. Chiunque. Pare Carnevale tutto il dì. Non si capisce bene come e perché, ma dopo che la nostra generazione ha sputtanato tutti i propri segreti la prassi sia vivere costantemente di bugie. Condividere a bombazza la propria vita sui social network non ha giovato all’umanità.


Una bella critica a Facebook? Una bella critica a Facebook.

Il protagonista è un paparazzi. LOL. Praticamente è una specie di detective che si occupa di “scoprire” i segreti delle persone per conto di terzi, ovviamente in cambio di denaro. E c’è tutta questa atmosfera thriller, quasi fosse un film degli anni '50, potenziata dal formato widescreen delle tavole (questo fumetto nasce per essere letto su tablet o sul pc)




Obiettivamente è molto cinematografico, le vignette a volte sembrano un vero e proprio storyboard che delinea una metropoli tecnologicamente avanzata, dai vizi cresciuti esponenzialmente; tanto per dirne una vendono pacchetti di marijuana come se fossero le Marlboro. E i colori così accessi e pop lo rendono eclettico e intrigante. Ok sono frocio per questo fumetto al momento.



Ci vedo un po’ dell'Incal di Jodorowsky e Moebius nella gerarchia della città e negli indumenti vistosi, soprattutto in questa tavola, e voi?


Qualora non conosceste gli autori siete dei perdenti. Brian K. Vaughan ha contribuito a partorire “Y: The Last Man” e Marcos Martin è il pluripremiato artista che si è occupato di classici Marvel come Spider-Man, DareDevil e il Dottor Strange MICACAZZI.

giovedì 4 aprile 2013

Storia dei Tournament Manga in breve

In questo video ho cercato di stringere tutti i concetti e la storia che sta alla base del genere "torneo" nei manga.