giovedì 30 maggio 2013

Intervista ad Alessio Luzzi, organizzatore Cavacon 2013


Riporto per tutti voi cari amiciccioli l'intervista del grandissimo, lustruosissimo, inimitabile organizzatore dell'evento cavese.

Cavernadiplatone: Ciao Alessio! 
Siamo ormai prossimi al via di questa nuova edizione del Cavacon, i preparativi sono stati ultimati? Cosa troveremo nella cornice della Mediateca Marte?

Alessio Luzzi: Se parti così devo subito correggerti e rimproverarti, si vede che non hai seguito una mazza XD. 

CDP: Macchennesòio?! Tirate fuori novità come se piovesse!

AL: La Mediateca Marte è solo una delle 4 location del prossimo Cavacon, nello specifico nella Mediateca si terranno proiezioni e incontri con gli ospiti, conferenze mostre e sketch session, più altre cose che verranno comunicate a breve sul programma. Le altre location invece avranno compiti ben distinti, il Complesso Parisi ad esempio (vera new entry del Cavacon) sarà la zona adibita agli stand. 
Nel dettaglio tutto verrà spiegato a breve sul nostro sito.

CDP: Tutto il pubblico trova il vostro spirito di aggregazione [riferito allo staff] e l’ilarità dilagante un toccasana per questo ritrovo che avviene due volte l’anno. Qual è il segreto di questa grinta infarcita di allegria e foto con le linguacce?

AL: Di base c'è di sicuro grande ironia, stiamo creando questa sorta di mio alter ego amato e odiato, che altri non è che un'estremizzazione del vero io, ma credere che io sia l'edonista che si fa le foto su facebook e basta è al quanto limitante, la mia vera personalità la lascio a chi ha davvero intenzione di conoscermi, fatto sta che credo lavoreremo anche in futuro sull'aspetto "immagine"; è bello esporsi, almeno a me piace...ci metto la faccia e ne prendo i pro e i contro, non conosco il modus operandi "professionale" del mio lavoro, anzi in realtà fatico anche a considerarlo un lavoro. Nel Cavacon il pubblico si deve divertire, gli ospiti anche, e noi prima di tutti, altrimenti, sai che palle? Quando mi vedrai in giacca e cravatta, credimi, allora il Cavacon non avrà più senso di esistere. Anche perchè, cavolo è una fiera del fumetto, non certo un raduno di rappresentanti di pompe funebri.....ho detto funebri, non pensar male XD

CDP: Guarda è meglio non pensare...  Però pensandoci bene.... a
 noi interessa soprattutto scavare a fondo, non nel tuo fondo, più che altro nei fondi. Ma quanto ci vuole di budget per creare un evento del genere? Ce la si fa con 100.000 lire?

AL: In tasca ho circa 7,00 euro, e devo comprare le sigarette....le istituzioni non ci hanno dato nulla....beh, bisogna farcela per forza. Sicuramente il Cavacon richiede un sacrificio economico enorme, soldi che sono una roulette russa per noi, non potendo contare su alcun tipo di investimento pubblico e privato, le uniche entrate sono i biglietti di ingresso: o il Cavacon va bene o finisco in un mare di cacca.
Ma questo certo non mi spaventa ne mi limita, a volte mi innervosisce vedere che continuano a paragonarci ad eventi come il Comicon, che hanno alle spalle una struttura finanziaria ben diversa. Il Cavacon ha il potenziale di Onirica, Sarno, Fantaexpo ed è con queste realtà che dovrebbe misurarsi in quanto festival autofinanziato, poi magari di fondo c'è la pazzia di enormi investimenti che sono anno dopo anno un enorme punto interrogativo...Ma se al quarto anno siamo ancora in piedi con le nostre idee megalomani, vuol dire che abbiamo un grande cu.....ore.
Nulla toglie che il confronto con il Comicon ci lusinga, ma speriamo di poterlo reggere davvero un giorno, quando saremo anche noi forti da un punto di vista economico.


CDP: Tanta voglia di mettersi ancora e sempre in gioco e giocare con gli altri, i cosiddetti “rivali”. Cosa deve aspettarsi di nuovo il pubblico? C’è da ridere?

AL: Mah... di rivali non ne vedo, credimi. In passato ci sono stati piccoli attriti, ma cretinate ormai risolte. Il Comicon collabora con noi e questo ci rende un grande servizio in termini di pubblicità.
Cosa bisogna aspettarsi dal prossimo Cavacon? Certamente un ritorno agli antichi "fasti", la scorsa edizione è stata considerata un po' povera di ospiti, anche se quei pochi che c'erano valevano per 10. Adesso stiamo provando a osare di nuovo, a spingerci oltre. Gli ospiti finora annunciati hanno fatto la gioia dei nostri fans e ne hanno avvicinati di nuovi, io ho già qualche idea assurda per il 2014, stiamo gettando le basi per un nuovo inizio. 
Speriamo che le location rispondano come da aspettativa, offrendo al pubblico una fiera recettiva e funzionale (questo è sempre un dilemma quando utilizzi strutture adibite a tutt'altro e le improvvisi come poli fieristici), con questa formula speriamo di ridare al nostro pubblico il lato piacevole della vecchia area mercatale, più la funzionalità e l'eleganza delle location chiuse di cui ora disponiamo. Il corso di Cava inoltre offre un'ottima cornice per tre giorni di divertimento. 

Spero che il pubblico sia più partecipe, cosa che spesso manca: capita che a volte il visitatore sia poco interessato al programma proposto dall'organizzazione e cerca di inventarsi una fiera a modo proprio e sentirsi "c'era poco" proprio da chi ha deciso di non seguire nemmeno un incontro da noi programmato ti lascia disarmato. 
Chi deciderà di venire al Cavacon dovrebbe interessarsi prima del programma, consultare la lista degli stand previsti e di tutto ciò che ci sarà poi nei tre giorni, insomma, se vai al cinema a vedere un film ti fai una bella ricerca su Google di cosa andrai a vedere. 
Il pubblico del Cavacon deve avere la consapevolezza di quello che troverà e se il nostro programma non risulta interessante possono anche evitare di partecipare (se lo fate solo per lanciare critiche infondate).
Lo faccio presente perché mi preoccupo del pubblico e desidero si senti soddisfatto dell'aver partecipato al nostro Cavacon.

Perché Alessio non è quello che si spara le pose

martedì 28 maggio 2013

I supereroi al cinema

Ne ho parlato ampiamente sui social network a cui il grande pubblico è abituato, ma avevo voglia di condividere anche sul mio sito cosa pensavo in generale dei superumani di celluloide. Dopo Iron Man 3 tutto è cambiato e la gente non se ne accorge.

Da una recente intervista a Shane Black, regista di Iron Man 3:
"Vorrei dire che abbiamo faticato moltissimo nel trovare un modo per rappresentare un terrorista così mitico. L'uso che abbiamo fatto del Mandarino in questo film, per quanto mi riguarda, offre un esempio di come le persone siano complici nell'essere spaventate. La gente è portata a credere a determinate cose allo stesso modo del pubblico del film. E si spera che alla fine si sia portati a pensare "Sì, il Mandarino ci terrorizzava, ma in fin dei conti non era poi così malvagio". Infatti era tutta una macchinazione del reale cattivo che agiva da dietro le quinte. Penso che un messaggio del genere sia ancora più interessante per il mondo in cui viviamo, perché ci sono un sacco di macchinazioni, c'è molta paura, generata a discapito di bersagli abbastanza ovvi, che magari potrebbero nascondere qualcos'altro.''

E questo è il mio video sul film, ringrazio sempre 88ferro senza il quale questo video non sarebbe esistito.



Dopo l'uscita del film è scoppiato il "puttiferio", se n'è fatto un gran parlare in questi giorni, la gente voleva strapparsi gli occhi dalle orbite, io ridevo. La gente gridava al GOMBLOTTO, io ridevo. Si è aperto un discorso di marchetting ingannevole, io ridevo. Siccome rido sempre ho cercato di far ridere anche voi con un video dove prendo in giro me, voi, la categoria e baracchelle appresso. Resto dell'opinione che se volete andare al cinema a vedere supereroi e accettate che essi perdano le radici del fumetto da cui provengono pur di non farvi ridere dietro dalla fidanzata o dagli amici che non leggono fumetti siete dei nerdoni.
Da qui la risposta con questo video irriverente:



Se voglio introspezioni guardo qualcos'altro, non un tipo in armatura ipertecnologica.

venerdì 17 maggio 2013

giovedì 2 maggio 2013

Mario di Macc-Masashi Kishimoto


Masashi Kishimoto si prende una breve pausa da Naruto per dare in pasto al pubblico di JUMP SQUARE un sogno ora realtà che teneva chiuso nel cassetto dal 1998: MARIO.


Notiamo nella primissima illustrazione di MARIO lo stile simile a quello Katsuhiro Otomo che da sempre Kishimoto-sensei ha dichiarato essere la sua musa ispiratrice per la spettacolarità grafica.
In questo one-shot si rispolvera il genere del mafia movie ambientato in America nella dimensione del manga, con un protagonista eponimo ed eterogeneo che dovrebbe accontentare un po’ tutti i fan: Mario è siculo-nipponico, figlio di padre mafioso siciliano e madre giapponese della yakuza.

51 pagine sono abbastanza per delineare i caratteri dei personaggi e creare una storia che funzioni e secondo voi il papà di Naruto ci riesce? #pff

I character sembrano delle macchiette, e il protagonista anche se è un “vero duro” resta figlio dei legami, ideologia standard di Kishimoto che accomuna questa storia breve al suo manga ancora in corso, Naruto.
La storia è un classico thriller con i classici elementi. Gangster che vogliono fare carriera, tanti soldi e tradimenti, più una donna, la taciturna e mortifera Saori.
Vi sembra tutto banale? Probabilmente perché lo è.

La pecca più grande di questo breve manga risiede nello storytelling troppo pulito di Kishimoto-sensei. 
Piuttosto che raccontare tutti gli eventi in modo lineare, avrei preferito che l’autore desse ai lettori qualche pizzico di mistero in più, regalando un bel twist plot da risolvere con una rivelazione shock.

Resta un mistero il perché l’omertà venga confusa con l’onore o meglio ancora col bushido; probabilmente Kishimoto ha una conoscenza sommaria della mafia e delle sue “usanze”.

Non bastano le scene evocative dell’altalena slash bilancia, o il quadro The Birthday di Chagall piazzato a mentula canis per farmi cambiare idea: questa storia è uno stancante esercizio di stile, uno sfizio di Kishimoto che può permettersi solo ora che è un riconosciuto ed apprezzato mangaka di grido.
MARIO ed è un progetto del quale non si fa fatica a comprendere perché non sia mai andato in porto. Ma questa è solo la mia opinione, a voi la lettura del one shot tramite questo link. Attendo i vostri pareri!