venerdì 10 luglio 2015

JOJO ROAD 4: Diamond Is Unbreakable

BENTORNATI VERI TEMERARI! QUESTA È LA JOJO ROAD E OGGI PARLIAMO DI:
Diamond is Unbreakable

Hirohiko Araki decide di creare con questa serie, un vero e proprio tributo alla sua città natale: il Sendai, che da città rurale e ricca di storia, negli anni ‘80 si riempì di quartieri residenziali, e di conseguenza di estranei, i quali intimorivano non poco il maestro e gli altri cittadini. Col suo estro creativo, Araki la modella,  tenendo sempre fede alla sua passione per l’horror, ribattezzandola Morioh-Cho.


Non esagero nel sottolineare che la città non solo è il perno degli eventi di questa saga, ma è protagonista tanto quanto gli altri personaggi. Le storie sono improntate sulla toponomastica, attraversiamo strade e quartiere, facciamo shopping e ci fermiamo di fronte a una vetrina, percorriamo vicoli insoliti, pranziamo al ristorante appena aperto. Insieme a Josuke Higashikata e agli altri characters viviamo questo macro-personaggio che è Morioh, la quale ha una valenza in costante divenire: sarà il corso degli eventi a segnare la città e a cambiarla.

Il protagonista rappresenta certamente un punto di rottura con le saghe precedenti: il quarto Jojo è stato creato da Araki con lo scopo di NON piacere. Ha sempre desiderato scrivere e disegnare un personaggio stupido, avulso dal solito trend del protagonista figo e imbattibile, che apparisse anche ridicolo con quel Banana Regent fuori tempo massimo. È infatti il suo personaggio preferito fra tutte le serie che ha realizzato, perché è quello che ha fatto di getto, senza vincoli, anche se non è mai stato compreso appieno dal pubblico. Anche essere incompreso, fa parte della vita di un mangaka?


Esaurita l’ispirazione dagli arcani maggiori e dai tarocchi egiziani, Araki-sensei affonda ancora una volta le mani, nella cultura musicale esterofila, per dare quel tocco in più agli stand presenti nella storia. Alcuni poteri vengono da idee recuperate o modificate, non avendo la possibilità di inserirli tutti in Stardust Crusaders. Ancora una volta è la città a dettare il ritmo, e il maestro piega gli stand adattandoli alla vita quotidiana: che servano a truccarsi, per cucinare o pedinare, i poteri sono ancora più bizzarri.


In Diamond is Unbreakable, i personaggi non sono più bianchi o neri, ci sono molte sfumature di grigio che vengono evidenziate dallo spirito dei portatori stand, ed è geniale come Araki abbia definito graficamente l’essenza di una persona in un modo simile, ma non affiancabile a quello dei maestri Noboru Rokuda e Akira Toriyama.
Sei primi usavano l’espediente grafico della trasformazione per suscitare ilarità, vedasi Gigi la trottola o Senbee Norimaki, che da piccoletti diventano letteralmente adoni quando si trovano di fronte a una bella ragazza, Araki segue una strada più duratura.


Tamami Kobayashi è l’esempio clou: spezzato l’animo del nemico, egli ne risente anche fisicamente e da teppista ben piazzato diventa un servizievole nanerottolo. Lo stesso dicasi per il buon Koichi Hirose, che grazie alla sua determinazione e senso di giustizia diventa più alto e attraente.

Questa filosofia dello spirito è sempre evidente durante JOJO: chi si trova al vertice della piramide dei malvagi è colui che ha lo spirito più debole. Un deficit che viene espresso costantemente, i cattivi vengono infatti consumati dai propri difetti.

L’egocentrismo del sensei stavolta esplode con violenza, e non si accontenta di autoritrarsi in un piccolo cameo, diventa uno dei personaggi chiave della storia, che poi si porterà dietro per tutta la vita: Rohan Kishibe. Mangaka dalle abitudini maniacali, inquietante ma dannatamente bravo, con un potere stand che farebbe tremare anche i più potenti guerrieri.

Se Josuke è il personaggio preferito in assoluto dal suo creatore, Yoshikage Kira, il nemico di questa saga, è il suo villain-idolo.
Secondo il genio del Sendai è “Una persona ammirevole, se non fosse uno psicopatico serial killer”.
Kira è l’inchiostro su carta di una generazione composta da uomini stressati e psicotici. Un salaryman che vive nell’ombra insieme al suo feticismo. Vittima di un’insana attrazione sessuale per le mani delle donne, quando se ne innamora, arriva al punto di uccidere la ragazza e conservarne le estremità.
È un individuo alquanto disgustoso, eppure i suoi principi sono condivisibili da molte persone. 


Non vuole eccellere né stare in coda, anela la tranquillità totale e per ottenerla farebbe di tutto, è uno a cui piace stare nel mezzo. Visto da vicino questo personaggio è molto viscido ma è difficile non rendersi conto di quanto sia determinato, è un protagonista che ha intrapreso la strada del male, e proprio per questo si può anche entrare in empatia con esso.


Se vi piacerebbe leggere un manga strapieno di personaggi, avventure dall’atmosfera quotidiana,
uno slice of life pieno di superpoteri, divertente ma che sa anche dare i giusti brividi allora
Diamond is Unbreakable diventerà la vostra serie preferita.

NON HAI MAI LETTO JOJO? COMINCIA ORA ORA ORA CON LO SCONTO DEL 15%

3 commenti:

  1. La mia serie preferita, la più innovativa di Araki e soprattutto Kira: uno dei cattivi più inquietanti dei manga nipponici...

    RispondiElimina
  2. Diamond is Unbreakable è la dimostrazione che, se vuole, Hirohiko Araki sa fare una serie anche priva di difetti (presenti, voluti o meno, nelle altre saghe).

    RispondiElimina
  3. JoJo è un po' come Doctor Who. ognuno ha il suo. Ecco, Josuke è da sempre IL MIO JOJO. è con lui che decisi di seguire la serie e recuperare gli arretrati. Per di più la quarta serie vede anche il miglior Jotaro di sempre

    RispondiElimina