giovedì 3 marzo 2016

Come J-POP ha perso la fiducia dei lettori

meme di Giuppo Contu
Negli ultimi anni sono state commesse tante di quelle malinquenze nel nostro caro e amato "fumettomondo", che è impossibile restare a guardare, ma l’ultima è stata proprio clamorosa. Ci è esplosa in faccia una granata a velocità supersonica che ha scagliato frammenti velenosi tutt’intorno.
Ricorderete certamente che qualche anno fa BD EDIZIONI ha assorbito GP PUBLISHING, vero? Ah già che sciocco, all’epoca l’evento venne descritto come una fusione, e l’idea della danza metamoriana che moltiplica le forze dei due guerrieri sembrava eterna e mitica come le storie degli Dei greci. Ma la realtà non sempre coincide con le idee, e spesso due parti non fanno un intero.
Da quella Lucca del 2012 gli inciampi dell’editore sono stati molteplici, e ogni caduta produceva un suono ovattato, coperto dalle parole imbonitrici che soffocavano le voci dei lettori. Tonfi sordi uno dopo l’altro, tonfi con sopra il titolo di un manga, i nomi dei lettori, la reputazione di un editore e per estensione la salute dell’intero mercato dei fumetti giapponesi in Italia. Ma l’ultima caduta ha prodotto un suono tanto acuto quanto breve.
Tramite la pagina facebook di una fumetteria padovana, è trapelata una notizia riservata solo ai librai: con una mail per i rivenditori BD EDIZIONI informava i suoi clienti dell’interruzione di alcune testate a fumetti del loro catalogo, precisamente tutte quelle targate KODANSHA. Com’è facile intuire, la velocità del social network ha portato l’informativa sulla bocca di tutti tramite le condivisioni del post, che in seguito è stato cancellato. Dapprima l’editore ha mistificato la notizia, per poi confermarla con un comunicato stampa.
Ben 18 manga pubblicati (con successo o meno) sono stati interrotti e non vedranno mai la fine con l’etichetta J-POP o GP MANGA. Parliamo di titoli come Billy Bat, Historie, Moyasimon, Saint Young Men, storie attese e amate dai lettori che giustamente si sentono traditi, non tanto per l’interruzione, quanto forse per la poca trasparenza dell’editore, qualità che dovrebbe essere alla base di ogni transazione economica.
Ma come siamo arrivati a questo punto? Non vi riporto testualmente il comunicato stampa di J-POP in burocratichese, in sintesi hanno detto che se non sono riusciti a rinnovare le licenze è perché KODANSHA si è rivelata troppo esigente. L’editore giapponese non è nuovo a queste manovre di imposizione, e se vogliamo, di chiusura mentale, nei confronti di un mercato estero – ricordo quando tolse ogni licenza a DARK HORSE per stamparsi da sé i manga in America con l’etichetta KODANSHA COMICS.
Immagino che la durata del precedente contratto stipulato con GP prima della “fusione” durasse fino a questo periodo e mentre J-POP cercava di rinegoziarlo siano accadute un paio di cazzimmate vecchia maniera che gli si sono ritorte contro. Ipotizziamo che J-POP non abbia mai specificato a KODANSHA di aver assorbito GP, che sarebbe l’unico motivo valido per cui mantenere l’etichetta trasformandola in GP MANGA, in pratica per evitare rotture di ca**o dal Giappone. In questa ambientazione immaginaria fatta di megacorporazioni che lottano fra loro, un possibile scenario per la rottura di questo rapporto è che un altro editore italiano sia andato da KODANSHA con un pacco di soldi, facendo notare ai giapponesi che GP non esisteva più, e a gestire il tutto c’era uno dei peggio editori della scena italiana, così da ricomprarsi tutto il catalogo lasciato, e magari qualcosa in più. Il segreto di Pulcinella è stato finalmente svelato. E questa è una cosa che si può leggere fra le righe del comunicato, ma come spesso accade, la fantasia è più interessante della realtà, perché queste sono soltanto illazioni, e non c’è nulla che possiamo confermare. La verità per quanto noiosa è molto semplice: J-POP non poteva esaudire le richieste di KODANSHA. Quali siano state le richieste dell’editore giapponese è facile intuirle: più soldi e più serie da comprare. J-POP si sarà fatta i suoi onesti conti in tasca, e visto che il gioco non valeva la candela, ha mollato. Cosa che accade frequentemente dall’editore milanese.
Sono noti i ritardi delle uscite, il calendario ballerino, l’interruzione delle serie, ed altre cose che non possiamo appurare se siano bugie o meno, come il volume di vendita dei manga durante le fiere, ma basta guardarsi intorno per capire che tutti gli editori gonfiano i numeri – quindi lo fanno probabilmente anche loro.
In virtù di questo mi sorprendo che qualche lettore gli desse ancora credito, ma è ovvio che non tutti sono informati e non tutti leggono il catalogo intero di un editore. Anche se ci piace pensare che siamo interconnessi, che grazie a facebook le notizie arrivano ovunque, e che siamo un’unica grande famiglia di lettori sparsa in tutta l’Italia, bé, sappiate che questa non è la verità. Spesso e volentieri il lettore è distratto e non segue alcun canale di informazione, forse non sa nemmeno che esistono. E ancora più frequentemente un lettore compra circa cinque serie al mese, a volte anche una soltanto. Quindi se un manga viene interrotto molto spesso tutto si riduce al singolo albero che cade nella foresta. Poco rumore.
Ed è per questo che stavolta mi aspettavo qualcosa di più da voi. In questo momento non vi parlo come critico, come studioso del fumetto o come youtuber, anche io sono un lettore che è rimasto in*ulato come voi e sono inca**ato a morte. Quando ho letto la notizia ho tirato fuori dalla libreria tutti i volumi delle serie che seguivo, li ho messi tutti in fila per terra, li ho guardati, e ho gridato con tutta la forza che avevo in corpo; non un bello spettacolo. Poi mi sono calmato e li ho riutilizzati come fermaporte, zeppe per il tavolino e carta igienica. Il riciclaggio è importante, fatelo sempre!
A essere sincero sono rimasto sorpreso del vostro comportamento. Capisco quando viene interrotta una serie e basta, magari anche una serie che nessuno si ca*a, ma diciotto fo**utissime serie tutte insieme sono il dannato fuoco dell’inferno che mi brucia nelle budella, sono le voci di mille neonati col mal di pancia che piangono, sono Action Comics usato come fiammifero da Krusty il clown, e il meglio che avete saputo fare è scrivere insulti e minacce sulla pagina facebook?
Se da un lato è vero che non avete armi contro un editore, visto che il rapporto diretto non esiste, potreste in ogni caso combattere con altri mezzi. Rompere le balle ai clienti dell’editore, cioè alle fumetterie, spiegandogli che non acquisterete mai più nessun titolo di questo editore, e che convincerete tutti i vostri amici a fare lo stesso. Mettere in piedi una class action semplice ma efficace, perché no, magari rivolgersi al codacons, perché no, magari portarsi un bello striscione in fiera e appenderlo nei pressi degli stand BD e J-POP. Questi sono solo dei suggerimenti, perché almeno io non trovo utile strepitare come papere sui social network. Soprattutto se lo fate per un paio di giorni e poi vi dedicate alla nuova moda del momento. Sembrate tanti Taddeo Rospo, presi dalla mania del giorno, che dimenticano immediatamente i problemi di ieri.
Io vi dico soltanto che se BD EDIZIONI fosse un’azienda quotata in borsa, con questa mossa del ca**o avrebbe perso metà dei suoi azionisti, e l’altra metà starebbe pianificando di vendere a qualcuno più fesso di loro. Invece adesso non solo ha interrotto le serie a voi, ma continua a lavorare come faceva prima. Bella me*da. (frase rubata a sommobuta)
Bah, ma cosa parlo a fare con voi che tanto non farete proprio un ca**o, e ve lo dico anche perché non farete proprio un ca**o: a voi non interessa. Sicuramente siete anche abituati a questo brutto modo di lavorare, in fondo stiamo parlando di un editore che da quando esiste fino a oggi ha interrotto da sola quante serie? Una quarantina almeno, è un record invidiabile. C’è da andarne fieri. E poi oh, viviamo in un mercato dove si fa a gara a chi lavora più una merda, e ora che abbiamo un nuovo punto di riferimento verso il basso chiamato GOEN, forse J-POP non sembra nemmeno tanto male, vero?
E questo è il classico ragionamento del ca**o delle facce di me*da che parlano tanto per ostentare qualcosa in cui non credono. Strigne strigne a voi non frega niente se viene interrotta una serie, perché tanto siete pronti a trovare una scappatoia. 

OH NO TROPPA FATICA PER FARE DAVVERO QUALCOSA!
ADESSO LEGGERO’ IN SCAN TUTTE LE SERIE CHE HANNO TAGLIATO! 

Il problema è questo: a voi non sta a cuore. Tutto questo problema non vi perplime, non vi agita, non vi fa stare male, perché tanto da bravi figli di pu**ana quali siete, siete già corsi al riparo. Qua tutti navighiamo in un mare di cacca, ma se abbandoniamo la nave non c’è alcuna salvezza. Non troverete l’isola del tesoro nuotando nel mar marrone. E penso che quando lo capirete il mercato sarà già esploso.
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Siccome sono in ogni caso un para*ulo vi lascio un paio di link amazon perché in ogni caso J-POP qualche serie bella la pubblica ancora e non la interrompe.

2 commenti:

  1. Mi trovo estremamente d'accordo, sopratutto sulla nota finale.
    Dopo l'articolo di Sommobuta ho pensato molto a questa storia. Ho capito due cose:
    - il mondo dell'editoria è estremamente fragile;
    - se una volta l'ami veramente, la devi supportare al 100%

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