sabato 26 marzo 2016

venerdì 25 marzo 2016

ACQUISTI FIGHI DI CAVERNADIPLATONE 2016 #1

Un solo acquisto da mostrarvi, eppure ne vale cento. Vi lascio le foto che descriveranno molto più delle parole. Inoltre vi aiuterà nel problema della disfunzione erettile.







TORNA VOLTRON GRAZIE A NETFLIX


Ritorno in grande per il robottone nostalgico
Netflix ha commissionato alla Dreamworks 13 episodi animati per riportare in auge VOLTRON: Legendary Defender. Il robottone giapponese è una delle icone della nostra infanzia: formato da 5 leoni robot e guidato da altrettanti ragazzi, pronti a difendere l'umanità, e la galassia intera, dagli alieni malvagi. Anime nostalgico affiliato alle Tartarughe Ninja, Puffi e Transformers, avevano già provato a rilanciarlo negli ultimi anni ma con scarso successo, sono però fermamente convinto che con Netflix farà il botto.

Voltron in realtà non esiste ?
La serie animata della World Events Production non era un prodotto originale, bensì un taglia e cuci realizzato ad hoc di due serie prive di collegamento: Hyakujuuhoo Goraion e Kikoo Kantai Dairugger XV, entrambe prodotte dalla TOEI Animation. Questa pratica non era affatto rara per gli americani, che compravano anime a pacchetti, e per meglio adattarli al pubblico americano le rimescolavano insieme, censurandoli, cambiando linee intere di dialogo e trame per rendere coesi due prodotti completamente distinti.


Come sarà questo Voltron?
Il co-produttore esecutivo Lauren Montgomery ha dichiarato che il cartone si discosterà dai cliché degli anime mecha - il mostro della settimana (quando ci sarà) non verrà sconfitto sempre e solo dall'unione dei 5 leoni. Inoltre la serie che ha lo stesso potenziale di Star Wars in quanto a mitologia, seguirà un pacing à la Game of Thrones con un pizzico di humor.



martedì 22 marzo 2016

COSA LEGGERE PRIMA DI BATMAN V SUPERMAN?


Domani esce al cinema Batman V Superman il sequel di Man of Steel diretto da Zack Snyder, e fra spoiler che affossano il brand e recensioni che invece lo innalzano è difficile farsi un’idea sicura del film che ci convinca ad andare in sala – ma sono certo che tutti i fan del Crociato Incappucciato andranno sicuramente a vederlo. Le ispirazioni che forgiano il Batman interpretato da Ben Affleck sono quelle che più fanno arricciare il sarchiapotto agli aficionados dei fumetti DC Comics, perciò non se lo perderanno per nulla al mondo.

Intanto, sia per rinfrescarci che la memoria che per instradarvi meglio al mondo DC facciamo un breve ripasso di alcuni fumetti chiave da cui il film ha preso a piene mani.


BATMAN HUSH


C’è un nuovo cattivo a Gotham City, e scoprire chi sia è più difficile del previsto, in mezzo tante mazzate di Batman contro tutti i suoi nemici storici, e anche una battaglia contro Superman, più love story con Catwoman. 12 capitoli ricchi di sense of wonder, con un Jeph Loeb che scrive un pipistrello fresco e bello avventuroso, supportato dai disegni maestosi di Jim Lee, che forse qua e là calca un po’ troppo la mano sul cartoonesco stile Image per i cattivi, e dipinge una Gotham meno oscura rispetto al solito. In pratica una giostra dei divertimenti di Batman. La battaglia fra Bats e Superman (controllato mentalmente) mette in scena tutta la potenza del Kryptoniano e tutta la precisione del terrestre, già solo per questo vale la pena leggerlo.


LA MORTE DI SUPERMAN


Forse la Graphic Novel più popolare di tutti i tempi, dove Superman nell’estrema battaglia contro Doomsday riesce a sconfiggerlo ma a costo della vita. Nella storia è ben evidenziata la brutalità, la cattiveria, la devastazione che Doomsday porta con sé nella sua prima apparizione. Se volete capire che tipo di minaccia sta per affrontare la proto-Justice League del film, questo fumetto è la risposta.


JUSTICE LEAGUE 1: ORIGINI


Batman V Superman sarà il pretesto per iniziare a discutere di un universo cinematografico DC esteso, dove la Justice League non può mancare per nulla al mondo. Quando la Distinta Concorrenza ha rilanciato le sue testate con l’evento NEW 52, la Terra viene invasa dagli alieni guidati da Darkseid, e gli eroi della Terra si uniscono per la prima volta (previo un po’ di mazzate) per salvare la giornata. Il fumetto non è eclatante, a tratti ricorda anche troppo sfacciatamente il film Avengers di Joss Whedon, ma è gradevole da leggere.


WONDER WOMAN 1: BLOOD


Gal Gadot vestirà i panni di Wonder Woman, per la prima volta sul grande schermo, e non sarebbe male leggere la fonte d’ispirazione della versione cinematografica: il costume deve molto alla caratterizzazione del fumetto a opera di Cliff Chiang, e chiaramente ci sarà molta mitologia e forza fisica – in queste pagine WW è molto più Dea Greca della Guerra del solito.


BATMAN - IL RITORNO DEL CAVALIERE OSCURO


E vabbè, qua ci sarebbe da fare un piccolo saggio, fatevi bastare che i fumetti sono cambiati dopo questo lavoro di cesellatura a opera di Frank Miller. Parte dell’influenza e del potere di questa novel è dovuta sicuramente allo scontro fra Batman e Superman, dove il Cavaliere Oscuro mette in ginocchio l’alieno, e tutti in quel momento abbiamo vissuto un prolungato orgasmo, finora prerogativa solo delle donne. Un ipotetico futuro dove i supereroi sono banditi, e Superman è l’arma di distruzione di massa del Governo. Non solo ci mostra perché Batman non smetterà mai di combattere la sua crociata personale, ma evidenzia le differenze tra i punti di vista dei due eroi in un modo completamente innovativo (per l’epoca).

lunedì 21 marzo 2016

JOJO ANIME PARTE 4 NUOVO TRAILER


Finalmente abbiamo un'anticipazione di quello che sarà l'adattamento animato de Le bizzarre avventure di Jojo - Diamond is Unbreakable. Sono certo che l'anime sarà fedele al manga, come lo è stato per Stardust Crusaders, speriamo però che questa fedeltà non vada a discapito del pacing e dell'originalità. Lo stile mi piace molto, i disegni sono belli, i colori sono rodati, spero che non sia un copia-incolla. L'anime prodotto da David Production inizierà la trasmissione la notte del 1 Aprile sul canale Tokyo MX.


Trama: La quarta serie è ambientata nel 1999, tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo millennio, e ha come protagonista principale Josuke Higashikata, figlio di una professoressa giapponese. Lo scolaro è nientemeno che lo zio di Jotaro Kujo, JoJo della serie precedente. Il ragazzo è infatti frutto di una scappatella extra coniugale di Joseph Joestar, che pur avendo superato la sessantina non ha ancora esaurito i suoi bollenti spiriti. Si tratta quindi del quarto JoJo della saga: in giapponese gli ideogrammi che formano la parola JoHi (solite iniziali del nome più quelle del cognome) si possono anche leggere “JoJo”. Purtroppo nella traduzione italiana questo gioco di pronuncia si perde, ma non è grave perché il nome completo del ragazzo è Josuke Higashikata Joestar, e il nomignolo è al sicuro. 
Josuke vive nella città di Morio Cho inconsapevole di essere un erede dei Joestar fino a quando Jotaro non lo rintraccia per conto del nonno. Le vicende porteranno il nuovo JoJo, anche lui dotato di “Stand”, Crazy Diamond, a combattere con altri portatori impazziti, che in città spunteranno come funghi. La causa di questo fenomeno sono “L’Arco e La Freccia”, due potenti artefatti che risvegliano, nei soggetti predisposti feriti a morte, un potere Stand. Ma il vero incubo della città è Yoshikage Kira, maniaco omicida dai grandi poteri, folgorato dalle mani della “Gioconda” di Leonardo Da Vinci. L’unica preoccupazione del serial killer sembra quella di poter condurre unatranquilla esistenza. Ma a sventare i suoi propositi penseranno Josuke e i suoi due compagni di classe, Okuyasu Nijimura e Koichi Hirose, anche loro portatori di Stand.

domenica 20 marzo 2016

DRAGON BALL FILLER - CANONICO O NO?

Uno degli argomenti che da sempre divide la fanbase di Dragon Ball riguarda la canonicità degli eventi animati. Cooler è davvero il fratello di Freezer? Goten abbraccia Goku al loro primo incontro o quando l’eroe della Terra torna nell’aldilà? Prilin esiste? 


Cerchiamo di fare chiarezza in quello che è il mondo di Dragon Ball, e come è diventato negli anni (forse anche più pazzo di quello di Arale). Il domandone è tanto semplice quanto la risposta: quello che vediamo negli anime/film è canonico? Inutile discutere per giorni, creare forum ad hoc, tenere dibattiti, fare video su Youtube… Qualsiasi porzione animata o promozionale aggiunta, quindi filler, non può essere considerata canonica perché non deriva dalla storia originale. Certamente alcune scelte dello stuio d'animazione ampliano la caratterizzazione dei personaggi, in certi casi migliorano o peggiorano gli eventi, ma questo è irrilevante. Per chiarire, gli episodi  di Dragon Ball Z che ripercorrono i capitoli del manga sono gli unici a poter essere considerati canonici, perché adattano la fonte originale, il manga scritto e disegnato da Akira Toriyama.

Oggi abbiamo due versioni animate: DBZ e Dragon Ball KAI - che dividono ulteriormente il pubblico. KAI è una versione short di Z, è privo dei filler, e segue più fedelmente gli eventi del manga, dando allo spettatore un ritmo più svelto evitando di perdersi in chiacchiere. C’è chi preferisce il prodotto più aderente all’originale, e chi invece adora lo Z per tutte le cose in più che ha offerto - l'episodio dove Son Goku e Piccolo prendono la patente è un capolavoro surrealista.


Esistono 15 film cinematografici di Dragon Ball Z e 3 film per Dragon Ball, più gli speciali televisivi, gli OAV rilasciati con i videogiochi, e altro ancora. Durante la crescita ho adorato ognuno di questi anime, anche se creavano non pochi problemi nella continuity del Dragon Ball che conoscevo. Alcuni sono proprio difficili da incastrare nella storia di Toriyama, altri invece potremmo considerarli come dei What if… altri ancora hanno il charadesign del sensei in persona... Insomma, un guazzabuglio medievale a cui qualcuno ha provato a dare una spiegazione in questa timeline.


Due di questi film però, sono un’eccezione: La battaglia degli Dei (2013) e La resurrezione di “F” (2015). Entrambi sono stati scritti e supervisionati da Akira Toriyama, che ha realizzato anche i design dei personaggi, inserendoli all’interno di una porzione di storia del manga – precisamente dopo lo scontro con Majin Bu fino al Torneo Tenkaichi dove Son Goku incontra Ub. E Dragon Ball Super cos’è? Il nuovo anime ripercorre gli eventi dei due film, però è allargato con dei filler, quindi sono i film ad essere considerati “canonici” per l’universo di Dragon Ball.

Caso diverso per Dragon Ball GT, dove il coinvolgimento di Akira Toriyama era molto blando: sostanzialmente ha realizzato il logo, e qualche design. DB nel 1996 era una mucca da spremere, e TOEI non si sarebbe lasciata scappare l’occasione per nulla al mondo. Per anni ci hanno convinto che GT fosse il sequel della storia originale (nella sua versione animata) salvo scoprire il contrario nel 2005 tramite un messaggio del sensei Toriyama, scritto nel DVD BOX della serie tv. GT in pratica è solo una Side-Story, un’alternativa a quanto era stato narrato. Questo assunto, insieme agli eventi narrati nei nuovi film e in DBSuper, conferma la non canonicità di GT – già messa in discussione negli anni ’90 perché non era ispirata a una fonte originale dell’autore.

Mi rompo di tradurvelo, fatevi bastare quello che ho scritto sopra
Ad essere sinceri, per quanto GT avesse il pacing, e addirittura lo stile di una serie tokusatsu, era molto meglio degli eventi narrati in Super. E a voler viaggiare con la fantasia, visto che il multi-verso (già inserito da Toriyama ai tempi della saga di Cell) offre nuove possibilità narrative, sarebbe davvero figo veder combattere i nuovi Super Saiyan God contro i vecchi Super Saiyan 4.

Il problema della canonicità nei nuovi videogiochi di Dragon Ball non si pone minimamente: ogni anno in Dragon Ball Heroes (cabinato che funziona in coppia con le carte collezionabili) vengono aggiunti personaggi nuovi, trasformazioni impossibili, fusioni garantite al limone, e chi più ne ha più ne metta. La fantasia non ha freni, così come la voglia di fan-service degli appassionati.

E questo è niente, il vostro cervello non reggerebbe Gogeta Golden Ozaru
Amo ogni cosa di Dragon Ball, e capisco chi non apprezzerebbe una serie ufficiale piena di fan-service impossibili, ma la domanda non è più cosa è canonico? Chiediamoci piuttosto se è più bello il canonico o il non canonico. E in questo periodo propendo per la seconda scelta.


sabato 19 marzo 2016

SPOILER DEL NUOVO GHOSTBUSTERS

Non potevamo credere che qualcuno girasse un film sugli Acchiappafantasmi donne, figuriamoci se qualcuno sarebbe andato a vederlo. E invece la vita ci stupisce ancora una volta, e fioccano gli spoiler delle prime proiezioni - o forse vengono rilasciate proprio dalla SONY per invogliare la gente ad andare al cinema? In ogni caso vi riporto qua sotto l'intera sinossi del film più i cameo dei protagonisti originali.


Erin Gilbert (Kristen Wiig), Un’insegnante di Fisica all’Empire State University, vede sfumare l’opportunità di fare carriera quando la sua amica, una ricercatrice del paranormale Abby Yates (Melissa McCarthy), pubblica un libro che avevano scritto insieme da giovani, sull’esistenza dei fantasmi. Erin incontra Abby e la sua nuova compagna, l’ingegnere nucleare Jillian Holtzmann (Kate McKinnon), per chiedere ad Abby di rimuovere il suo nome dal libro, ma viene persuasa da Abby e Jillian per accompagnarle all’Aldridge Hotel per investigare su un caso di attività paranormale. Arrivate sul posto, il trio incontra il fantasma di Madame Aldridge, precedente padrona dell’albergo, che vomita liquido ectoplasmatica su Erin. Abby registra l’incontro, inclusa la spaventata Erin che urla “I fantasmi esistono!” e lo carica su Youtube, facendola licenziare. Abby convince Erin ad universi a lei e Jillian per aprire un’attività di “Acchiappafantasmi”

Nel frattempo, Patty Tolan (Leslie Jones) Incontra Rowan (Neil Casey), un’ingegnere introverso che ha creato una macchina capace di amplificare l’attività paranormale, intenzionato ad aprire un portale fra il mondo dei vivi e quello dei morti, per lanciare sulla Terra un’armata di fantasmi che distrugga l’umanità. Dopo un incontro con un fantasma evocato da Rowan nella metropolitana, Patty cerca le Acchiappafantasmi e si candida come volontaria. Assumono anche un segretario, Kevin (Chris Hemsworth), e avviano l’attività in un ristorante cinese, con due veicoli, Ecto-1, un carro funebre preso dallo zio di Patty, e l’Ecto-2, una vecchia motocicletta.

Nonostante il governo cerchi di screditarle, le Acchiappafantasmi diventano sempre più popolari catturando i fantasmi evocati da Rowan, scontrandosi direttamente con Rowan stesso, che per non farsi cattura preferisce suicidarsi. Con la sua morte, l’attività paranormale di New York scema, e la gente inizia a credere alle affermazioni del Governo sulle Acchiappafantasmi. Cercando tra gli effetti personali di Rowan, Erin ed Abby scoprono che Rowan frequentava la loro stessa scuola, e la sua ossessione per i fantasmi è nata grazie ai loro studi.


Rowan ritorna come fantasma e giura vendetta sulle Acchiappafantasmi, si impossessa di Abby e cerca di uccidere Jillian. Dopo che Patty lo scaccia dal corpo di Abby, Rowan entra nel corpo di Kevin, ruba la Ecto-2 e si dirige verso Times Square, dove attiva una seconda macchina che aveva costruito in segreto, aprendo un portale fra i due mondi radunando un esercito di fantasmi che si sparpaglia per New York City, che potenzia la forma ectoplasmatica di Rowan. Per dimostrare la sua supremazia, Kevin/Rowan guida i fantasmi in una performance di “You should be dancing” dei Bee Gees.


Le Acchiappafantasmi intervengono contro il volere del Governo per fermare l’avanzata dei fantasmi, avventurandosi nella zona evacuata con la Ecto-1, ed Erin prova a esorcizzare Kevin. Rowan chiede alle Acchiappafantasmi di scegliere una forma per lui, e Patty sovrappensiero pensa al graffito di un fantasma che ha visto in metropolitana. Rowan diventa una versione gigante del disegno e carica sulle ragazze.


Le Acchiappafantasmi incrociano i flussi ma non riescono a sconfiggerlo, così Erin ed Abby si lanciano nel portale, legate con delle funi, e con uno stratagemma convincono Rowan a seguirle con tutta la sua armata. Jillian e Patty chiudono il portale, ma riescono a tirare fuori Erin ed Abby, mentre Rowan resta intrappolato nel mondo dei morti e la sua invenzione viene distrutta.

Il Governo scredita anche una volta le Acchiappafantai e non ricevono alcun merito per aver salvato la città, ma usano i loro risparmi per trovare una nuova base per la loro attività: una vecchia caserma dei pompieri. Fra Erin e Kevin nasce qualcosa, e mentre analizzano le registrazioni della battaglia contro Rowan, durante la quale l’attività paranormale aveva raunto il picco massimo, Patty scopre criptici messaggi sull’arrivo di Zuul.


Cameo
- Bill Murray viene intervistato ed è scettico sull’utilità delle Acchiappafantasmi, viene ucciso da un fantasma di Rowan
- Dan Aykroyd è un tassista che si rifiuta di evacuare NY perché “Non ha paura dei fantasmi!”
- Ernie Hudson è lo zio di Patty che le fornisce la Ecto-1
- Annie Potts è una receptionist dell’hotel dove lavora Rowan che risponde alle chiamate con “Desidera?”
- Sigourney Weawer è la mentore di Jillian, che dapprima disapprova le sue scelte, e poi cambia idea.


Cosa ne pensate di questo film? Vi entusiasma? A me pare 'na munezza, ma non per le attrici, a cui vanno riconosciuti i loro meriti, semplicemente mi sembra una storia scialba e non la trovo divertente come dovrebbe essere Ghostbusters. Ditemi la vostra con un commento!

Guarda i film della saga:

venerdì 18 marzo 2016

CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT... IL ROMANZO!?

 



Chi ha incastrato Roger Rabbit (rigorosamente senza punto interrogativo sennò porta sfiga) è un caposaldo dell'infanzia di ogni ragazzo/a nato negli anni '80, un film in tecnica mista che ha rivoluzionato totalmente il modus operandi di quelle pellicole - che in casa Disney non si producevano dal 1977 con Il Drago Invisibile. Il progetto prende il via nel 1985 col benestare di Michael Eisner al vertice degli Studios, insieme agli sforzi di Steven Spielberg, che essendo in buoni rapporti con quasi tutta l’industria hollywoodiana riuscì a fornire accordi per le licenze dei vari personaggi, e grazie alla regia di Robert Zemeckis che aveva da poco diretto Ritorno al Futuro, il film prende vita nel 1988.

I cartoni animati convivono insieme agli esseri umani, o quasi, visto che se ne stanno tranquilli nel loro ghetto “Cartoonia”, e i rapporti fra le due razze sono principalmente di natura lavorativa. I cartoni interpretano vari ruoli nei cartoni animati diretti da diversi registi, prodotti dagli studi di Hollywood, lo stesso iter di un film cinematografico in pratica.
Se la premessa può ispirare il classico musical à la Disney, fantasioso e comico, la storia si rivela ben presto un noir molto crudo, con venature di cupidigia, sesso e morte; così lontano dal canone che ha consacrato Walt Disney, da essere distribuito sotto l’etichetta Touchstone.



Il disilluso detective Eddie Valiant verrà ingaggiato per fare un paio di foto piccanti, ma gli eventi lo porteranno a invischiarsi in qualcosa di molto più grosso: un caso che coinvolge un coniglio animato accusato di omicidio. Lo interpreta Bob Hoskins che ruba la scena, grazie alle doti attoriali straordinarie, si inventò un metodo realistico per recitare in scena da solo ma circondato da personaggi animati che sarebbe stati inseriti solo in seguito su pellicola. È rimasto certamente impresso nei nostri cuori, così come Christopher Lloyd che interpreta un terrificante giudice Morton. Il film è pieno di citazioni al mondo dei cartoni, e compaiono quasi tutti: da Betty Boop a Picchiarello, da Daffy Duck a Topolino. Gli appassionati dei corti dell’epoca si saranno divertiti un mondo a cercarli e trovarli tutti qua e là per il film.


Insomma, una detective story in piena regola ambientata dietro le quinte di una Hollywood marcia, che senza dubbio avrà allietato le vostre serate da adulti, e fatto venire qualche trauma da bambini, ma non tutti sanno che il film Disney è un rimaneggiamento di una storia originale scritta da Gary K. Wolf dal titolo Who Censored Roger Rabbit?


Il romanzo ha un setting simile, ma invece dei cartoni animati i protagonisti sono dei fumetti che posano nei set fotografici per le strisce da pubblicare sui quotidiani. Questi fumetti hanno delle caratteristiche e capacità peculiari che li differenziano dalle controparti animate: ad esempio se non c'è modo per uccidere un cartone (tranne la salamoia) i fumetti possono essere feriti e/o uccisi come gli esseri umani. Per evitare di farsi male durante le scene più estreme possono generare un doppione con l'energia mentale, uno stuntman per così dire, che si dissolve dopo pochi minuti.
Inoltre quando parlano appaiono i classici balloon delle strisce, riempiendo il pavimento di carta ogni volta che discutono.

Roger all'inizio della storia non è una parte attiva, visto che nel romanzo è lui è la vittima dell’intrigo che si dipana pagina dopo pagina, e il detective Valiant si troverà a sbrigliare una matassa ben più complessa che nel film, con molti personaggi loschi, doppiogiochisti e femme fatale. Ad aiutarlo ci sarà un doppione di Roger, creato con tutta l’energia mentale che il coniglio aveva a disposizione, dandogli così una longevità di 48 ore, tempo limite entro il quale i due dovranno scoprire chi ha ucciso il coniglio.


Il libricino è di circa 200 pagine ed è un piacere da leggere se amate il genere noir. Vorrei dirvi di più ma finirei per rovinarvi la sorpresa che si cela alla fine del racconto. Io ve lo consiglio, tocca a voi fidarvi. Vi avviso che non è stato tradotto, quindi è indicato a chi già mastica l’inglese, utile anche a chi sta imparando la lingua e vuole migliorare la lettura.


In tutta onestà non sono capace di scegliere fra i due medium. Le storie sono diametralmente diverse, e hanno approcci distinti, tanto da non far sembrare l’uno l’ispirazione dell’altro. Sono entrambi godibili su più livelli di interpretazione, e per completezza andrebbero visionati entrambi.

Abbiamo parlato di: Chi ha incastrato Roger Rabbit, Who Censored Roger Rabbit?

giovedì 17 marzo 2016

TORNA HUNTER X HUNTER? MESSAGGIO DI TOGASHI

So che può sembrare strano, ma Yoshihiro Tagashi si è rimesso a lavoro e HUNTER X HUNTER tornerà sulle pagine della rivista Weekly Shonen Jump. Sui social c'è paura, insicurezza, perdita della fede, anche perché ci siamo abituati ai ritmi lavorativi del manga-ka, ed è sospetto che torni a pubblicare dopo una pausa di quasi due anni, precisamente dall'agosto del 2014. Eppure, come potete vedere dall'immagine sottostante, presa dal sito ufficiale di Shonen Jump, nelle prossime settimane potremo leggere di nuovo HXH, e anche Yu Gi Oh (due capitoli speciali) e Naruto (Gaiden).
Siete contenti? Io sì, assai, anche se fra due settimane torna in pausa (pefforza).


E ora qualcosa di completamente diverso! Siccome nel titolo ho scritto che troverete un messaggio di Togashi in questo articolo, io ce lo metto, ma non è riferito ad HXH, bensì al suo precedente battle-shonen: Yu degli spettri/Yu Yu Hakusho. So che è una mossa paracula/Kansas City ma io questo pezzo l'ho tradotto, e perciò mo ve lo leggete, anche perché può farvi capire meglio l'ideologia di questo autore.

SI CONCLUDE LA SERIALIZZAZIONE DI YU YU HAKUSHO
         -ricordando i miei fallimenti
Ad essere onesto, provo un grande sollievo al pensiero che sono riuscito a concludere Yu Yu Hakusho (d’ora in poi solo YYH). Non è che ho smesso di provare emozioni per il mio lavoro, ma sento che l’asticella dello stress è andata molto oltre la soglia della mia volontà di lavorare. I sei mesi che mi hanno portato all’ultimo capitolo mi sono sembrati tremendamente lunghi. In verità, avevo già deciso che YYH sarebbe finito nel dicembre del 1993 – o meglio, questi erano i termini che avevo imposto allo staff. Ci sono molte ragioni che mi hanno portato a questa risoluzione, saranno circa una cinquantina ma a grandi linee le ragioni più forti sono:
        1.       Il mio fisico.
        2.       Cosa significa per me disegnare manga.
        3.       Il desiderio di fare altre cose oltre il lavoro.
Il terzo punto è slegato da ciò che mi identifica come autore; praticamente, voglio dedicarmi ai miei hobby, riposare e dormire più che posso. La maggior parte delle cinquanta ragioni fanno parte di questa categoria. Dall’inizio della serializzazione di YYH fino all’inizio del Torneo delle Arti Marziali Nere, avevo circa mezza giornata ogni settimana in cui potevo dormire. Oltre quello, avevo delle pause occasionali in cui facevo un pisolino o mi dedicavo ai miei hobby dormendo meno. Per un po’ mi è anche piaciuto questo stile di vita. Ma i miei PS (come dicono nei GDR) sono gradualmente diminuiti, e quando realizzavo un capitolo di 31 pagine insieme alle pagine a colori, iniziavo a provare forti dolori al cuore tutte le volte che non riposavo – i dolori continuavano e si sono fatti sempre più intensi.
È stato in quel momento che ho ragionato sui ritmi di lavoro dei manga. Ho pensato “Probabilmente non sarà capace di avere regolarità, ma se dormo quanto e quando voglio, come sarà la mia produttività?” Ci ho provato. Ho continuato a seguire la mia tabella di marcia. Ma ho provato a dormire ogni notte. In quel periodo, i miei sentimenti sul fare il manga-ka professionalmente sono cambiati. “Non voglio morire per il lavoro eccessivo. Se devo morire, voglio farlo mentre mi godo la vita, o mentre disegno manga per divertimento. Le pagine a colori mi fanno paura. I capitoli mi fanno paura.”
Poco prima di dormire cercavo di scaricare lo stress quotidiano. Mi sentivo molto giù, e quando Sensui e Yusuke stavano combattendo, queste sensazioni raggiunsero il picco massimo. 
Sentivo che stavo iniziando a provare un diverso tipo di stress. Anche se avevo smesso di affaticare il mio fisico, e stavo alleviando lo stress, ero stressato dal fatto che non riuscivo a disegnare manga che mi soddisfacessero. Qui arriva il Punto 2.
Credevo che tutti quelli che disegnano hanno il desiderio di attrarre persone con la propria arte, ma questa è un’ambizione che ho soppresso per molto tempo. Questo perché quando debuttai, il mio editor di allora mi mostrò una pagina di BASTARD!! Di Kazushi Hagiwara. Dissi a me stesso che non sarei mai stato in grado di competere con qualcosa del genere. Ma non per questo smisi di credere nell’idea di creare manga senza l’aiuto di assistenti. Qualche volta durante la serializzazione di YYH, ho finito il manoscritto da solo. In questi casi lo stress era altissimo. Non so se qualcuno può capirmi, ma quando ero stressato perché insoddisfatto del mio manga, l’unico modo per scaricare lo stress era ridisegnare tutto il capitolo completamente da solo. 
E come risultato, quei capitoli sono diventati orribili. Sia i personaggi che gli sfondi erano incasinati. Le pagine dove Karasu combatte contro Kurama, Sensui contro Yusuke, l’incontro fra Yusuke e Raizen, le ho disegnate quasi tutte da solo. Gli ultimi due li ho completati in mezza giornata prima della scadenza, come intuì un lettore in una lettera di critiche. Potrebbe significare che ho fallito come professionista, ma ero soddisfatto. Non m’importava cosa dicessero, non importava quanto fossero confuse le tavole, volevo soltanto disegnare il mio manga da solo, e per nessuna ragione avrei fatto altrimenti.
Mi rattrista ammetterlo, ma avevo esplorato ogni strada possibile per i personaggi di YYH nel contesto di un manga serializzato. Tutto quello che potevo fare era decostruire i personaggi, o ripetere la stessa trama finché il pubblico non si sarebbe annoiato. I miei tentativi di decostruire i personaggi vennero, ovviamente, rifiutati da JUMP. Non avevo la forza, fisica e mentale, di continuare a fare la stessa cosa ancora e ancora. 
Così sono andato avanti e ho fatto quello che ho sempre voluto: “Se mai dovessi avere una serializzazione lunga su JUMP, la chiuderò secondo la mia volontà.” Sapevo che JUMP chiude una testata dopo dieci settimane se è impopolare, lo sapevo bene quando ho iniziato a lavorare per loro. Questo sistema si è rivelato incoraggiante, e ho imparato molto nel tenere in considerazione le reazioni dei lettori. 
Anche se ho finito col disegnare un manga per me stesso, senza preoccuparmi di nessuno. Non credo che un mio lavoro, con queste premesse, possa essere pubblicato su JUMP per via dei loro standard, quindi non ci proverò nemmeno.
Per finire: ho concluso YYH per via del mio egoismo. Mi dispiace.

Alla luce di questa "confessione" forse siamo in grado di comprendere meglio le scelte del manga-ka, e quanto di sé stesso mette nel manga che sta serializzando a tozzi e bocconi su JUMP. Come bonus round vi linko anche un mio vecchio video su Hunter X Hunter.


Abbiamo parlato di: Hunter X Hunter, Yu degli spettri

mercoledì 16 marzo 2016

IL MANGA PIÙ ANTICO DEL MONDO DIVENTA UN ANIME

Choojuu-jinbutsu-giga, uno degli emakimono conosciuti anche come I rotoli degli animali saltellanti

L'azienda energetica Maruben Shin Denryoku ha commissionato allo Studio Ghibli un corto animato per sottolineare il loro cambio di rotta verso un'energia pulita e rinnovabile. La scelta di animare la più antica testimonianza nipponica dell'arte disegnata, è facilmente riconducibile al tema naturalistico dei rotoli, che ricordano un'era pre-industriale del Giappone. Se i manga oggi esistono nella forma che conosciamo e apprezziamo, è grazie agli emakimono che sono stati la fonte d'ispirazione primitiva: negli antichi rotoli satirici troviamo immagini in sequenze, accompagnati da testi, e a volte anche da linee cinetiche che indicavano il movimento dei personaggi.

Nei famosi Choojuu-jinbutsu-giga troviamo una fauna espressiva e antropomorfa, che saltella per tutte le pagine del rotolo, e sono considerati il primo manga della storia. L'opera appartiene alla fine dell'epoca Fujiwara, ed è la più rappresentativa espressione dell'arte di quel periodo. L'artista, un disegnatore dal tratto delizioso e comico, ritrae animali dall'aspetto di monaci con fare satirico. Un vero e proprio ingegno artistico tipico del paese, privo di qualsiasi influenza, che testimonia una reazione contro la solennità dell'arte buddista.

Quelli che credevano morto e sepolto lo Studio Ghibli, dovrebbero ricredersi guardando gli animali prendere vita nel corto animato qua sotto.


Se volete conoscere altri elementi rappresentativi dell'arte giapponese, vi consiglio questo libro su Hokusai pubblicato dall'editore L'Ippocampo, dove troverete il meglio delle 4000 incisioni dell'autore in un'enorme volume di 696 pagine, in bilingue.


sabato 5 marzo 2016

J-POP ODIATA E KODANSHA NO?

Spero che il mio precedente articolo sulla questione J-POP/KODANSHA non sia stato frainteso. Quello che ho lasciato intendere fra le righe è che le colpe non sono tutte di BD EDIZIONI che ha assorbito un altro editore di cui non ha saputo gestire il parco editoriale, chissà come riescono a gestire il loro (e infatti lo fanno male), ma tralasciando tutti i problemi e gli strascichi che J-POP si porta dietro, qui c’è da mettere sul banco degli imputati soprattutto KODANSHA.
Il comportamento dell’editore giapponese ha del  vergognoso, con questo gesto hanno dimostrato di non avere alcun rispetto per i lettori italiani. So che è molto facile prendersela con J-POP perché è a portata di click, e questa è una visione molto ristretta dell’italiano medio che se muove troppo il cu*o si sente morire, visto che le lamentele vere dovreste mandarle a KODANSHA, che non ha fatto nulla per migliorare la situazione, o quantomeno portarla a conclusione. Ma questo implica che dovreste conoscere il giapponese, o almeno l’inglese per mandare una mail di rimostranze. Troppo difficile pure questo.
C’erano diverse opzioni fra cui scegliere per risolvere le difficoltà italiane, ed erano tutte nel campo delle possibilità, bastava solo rinunciare a ingozzarsi, cosa alquanto difficile di questi tempi – in fondo voi vendereste un prodotto senza guadagnarci? Sono certo che la risposta è un secco no, ma a volte un’azienda dovrebbe anche sapere quando incontrarsi a metà strada con l’altra azienda, per il bene del consumatore.
KODANSHA avrebbe potuto benissimo accordarsi con J-POP, sedersi a un ca**o di tavolino e vedere quale serie vende di più, quale serie vende di meno, trovare un compromesso, abbassare il costo delle licenze, diminuire le tirature e quindi i costi complessivi, dare la licenza dell’esca più grossa a qualcun altro, fargli concludere le serie e poi smettere di lavorare con loro per sempre. Ma a quanto pare KODANSHA era più interessata ai soldi che J-POP non poteva dargli.
A mio avviso KODANSHA ci ha fatto una pessima figura sul territorio italiano, e se J-POP non merita fiducia per le sue esperienze pregresse, mi chiedo come mai i lettori non abbiano la stessa considerazione dell’editore giapponese. Anche tenendo conto del fatto che i soldi per le licenze di tutti i manga interrotti, li hanno incassato illo tempore, e le poche licenze che sono state sicuramente già rivendute, gli han portato altro denaro nelle casse. Per il futuro si prospetta uno scenario dove una certa fetta di lettori forse troverà giovamento da questo cambio di rotta, forse dovrà attendere qualche mese per la riedizione di un titolo come Billy Bat, ma alla fine potrà leggerlo come se nulla fosse successo. Ma il lettore di Moyasimon, ad esempio, che fa?

Se la piglia al cu*o, ecco che fa. Aspettava questa serie, gliel’hanno promessa, e gliene danno solo metà. Ha sprecato tempo, energie, e soldi buttati nel cesso. E ovviamente ora il consumatore/lettore è scoraggiato e difficilmente comprerà più qualcosa da quest’editore. Questo ragionamento vale per tutti i titoli “minori” fra i 18 manga interrotti, e ci porta a una riflessione più estesa che investe lettori, distributori, librai, editori italiani e giapponesi – se facciamo tutti parte dello stesso ecosistema, perché cerchiamo di buttarcela al cu*o l’un con l’altro?

Troveremo una risposta nel prossimo articolo, forse, il flusso di coscienza ci aiuterà.

giovedì 3 marzo 2016

Come J-POP ha perso la fiducia dei lettori

meme di Giuppo Contu
Negli ultimi anni sono state commesse tante di quelle malinquenze nel nostro caro e amato "fumettomondo", che è impossibile restare a guardare, ma l’ultima è stata proprio clamorosa. Ci è esplosa in faccia una granata a velocità supersonica che ha scagliato frammenti velenosi tutt’intorno.
Ricorderete certamente che qualche anno fa BD EDIZIONI ha assorbito GP PUBLISHING, vero? Ah già che sciocco, all’epoca l’evento venne descritto come una fusione, e l’idea della danza metamoriana che moltiplica le forze dei due guerrieri sembrava eterna e mitica come le storie degli Dei greci. Ma la realtà non sempre coincide con le idee, e spesso due parti non fanno un intero.
Da quella Lucca del 2012 gli inciampi dell’editore sono stati molteplici, e ogni caduta produceva un suono ovattato, coperto dalle parole imbonitrici che soffocavano le voci dei lettori. Tonfi sordi uno dopo l’altro, tonfi con sopra il titolo di un manga, i nomi dei lettori, la reputazione di un editore e per estensione la salute dell’intero mercato dei fumetti giapponesi in Italia. Ma l’ultima caduta ha prodotto un suono tanto acuto quanto breve.
Tramite la pagina facebook di una fumetteria padovana, è trapelata una notizia riservata solo ai librai: con una mail per i rivenditori BD EDIZIONI informava i suoi clienti dell’interruzione di alcune testate a fumetti del loro catalogo, precisamente tutte quelle targate KODANSHA. Com’è facile intuire, la velocità del social network ha portato l’informativa sulla bocca di tutti tramite le condivisioni del post, che in seguito è stato cancellato. Dapprima l’editore ha mistificato la notizia, per poi confermarla con un comunicato stampa.
Ben 18 manga pubblicati (con successo o meno) sono stati interrotti e non vedranno mai la fine con l’etichetta J-POP o GP MANGA. Parliamo di titoli come Billy Bat, Historie, Moyasimon, Saint Young Men, storie attese e amate dai lettori che giustamente si sentono traditi, non tanto per l’interruzione, quanto forse per la poca trasparenza dell’editore, qualità che dovrebbe essere alla base di ogni transazione economica.
Ma come siamo arrivati a questo punto? Non vi riporto testualmente il comunicato stampa di J-POP in burocratichese, in sintesi hanno detto che se non sono riusciti a rinnovare le licenze è perché KODANSHA si è rivelata troppo esigente. L’editore giapponese non è nuovo a queste manovre di imposizione, e se vogliamo, di chiusura mentale, nei confronti di un mercato estero – ricordo quando tolse ogni licenza a DARK HORSE per stamparsi da sé i manga in America con l’etichetta KODANSHA COMICS.
Immagino che la durata del precedente contratto stipulato con GP prima della “fusione” durasse fino a questo periodo e mentre J-POP cercava di rinegoziarlo siano accadute un paio di cazzimmate vecchia maniera che gli si sono ritorte contro. Ipotizziamo che J-POP non abbia mai specificato a KODANSHA di aver assorbito GP, che sarebbe l’unico motivo valido per cui mantenere l’etichetta trasformandola in GP MANGA, in pratica per evitare rotture di ca**o dal Giappone. In questa ambientazione immaginaria fatta di megacorporazioni che lottano fra loro, un possibile scenario per la rottura di questo rapporto è che un altro editore italiano sia andato da KODANSHA con un pacco di soldi, facendo notare ai giapponesi che GP non esisteva più, e a gestire il tutto c’era uno dei peggio editori della scena italiana, così da ricomprarsi tutto il catalogo lasciato, e magari qualcosa in più. Il segreto di Pulcinella è stato finalmente svelato. E questa è una cosa che si può leggere fra le righe del comunicato, ma come spesso accade, la fantasia è più interessante della realtà, perché queste sono soltanto illazioni, e non c’è nulla che possiamo confermare. La verità per quanto noiosa è molto semplice: J-POP non poteva esaudire le richieste di KODANSHA. Quali siano state le richieste dell’editore giapponese è facile intuirle: più soldi e più serie da comprare. J-POP si sarà fatta i suoi onesti conti in tasca, e visto che il gioco non valeva la candela, ha mollato. Cosa che accade frequentemente dall’editore milanese.
Sono noti i ritardi delle uscite, il calendario ballerino, l’interruzione delle serie, ed altre cose che non possiamo appurare se siano bugie o meno, come il volume di vendita dei manga durante le fiere, ma basta guardarsi intorno per capire che tutti gli editori gonfiano i numeri – quindi lo fanno probabilmente anche loro.
In virtù di questo mi sorprendo che qualche lettore gli desse ancora credito, ma è ovvio che non tutti sono informati e non tutti leggono il catalogo intero di un editore. Anche se ci piace pensare che siamo interconnessi, che grazie a facebook le notizie arrivano ovunque, e che siamo un’unica grande famiglia di lettori sparsa in tutta l’Italia, bé, sappiate che questa non è la verità. Spesso e volentieri il lettore è distratto e non segue alcun canale di informazione, forse non sa nemmeno che esistono. E ancora più frequentemente un lettore compra circa cinque serie al mese, a volte anche una soltanto. Quindi se un manga viene interrotto molto spesso tutto si riduce al singolo albero che cade nella foresta. Poco rumore.
Ed è per questo che stavolta mi aspettavo qualcosa di più da voi. In questo momento non vi parlo come critico, come studioso del fumetto o come youtuber, anche io sono un lettore che è rimasto in*ulato come voi e sono inca**ato a morte. Quando ho letto la notizia ho tirato fuori dalla libreria tutti i volumi delle serie che seguivo, li ho messi tutti in fila per terra, li ho guardati, e ho gridato con tutta la forza che avevo in corpo; non un bello spettacolo. Poi mi sono calmato e li ho riutilizzati come fermaporte, zeppe per il tavolino e carta igienica. Il riciclaggio è importante, fatelo sempre!
A essere sincero sono rimasto sorpreso del vostro comportamento. Capisco quando viene interrotta una serie e basta, magari anche una serie che nessuno si ca*a, ma diciotto fo**utissime serie tutte insieme sono il dannato fuoco dell’inferno che mi brucia nelle budella, sono le voci di mille neonati col mal di pancia che piangono, sono Action Comics usato come fiammifero da Krusty il clown, e il meglio che avete saputo fare è scrivere insulti e minacce sulla pagina facebook?
Se da un lato è vero che non avete armi contro un editore, visto che il rapporto diretto non esiste, potreste in ogni caso combattere con altri mezzi. Rompere le balle ai clienti dell’editore, cioè alle fumetterie, spiegandogli che non acquisterete mai più nessun titolo di questo editore, e che convincerete tutti i vostri amici a fare lo stesso. Mettere in piedi una class action semplice ma efficace, perché no, magari rivolgersi al codacons, perché no, magari portarsi un bello striscione in fiera e appenderlo nei pressi degli stand BD e J-POP. Questi sono solo dei suggerimenti, perché almeno io non trovo utile strepitare come papere sui social network. Soprattutto se lo fate per un paio di giorni e poi vi dedicate alla nuova moda del momento. Sembrate tanti Taddeo Rospo, presi dalla mania del giorno, che dimenticano immediatamente i problemi di ieri.
Io vi dico soltanto che se BD EDIZIONI fosse un’azienda quotata in borsa, con questa mossa del ca**o avrebbe perso metà dei suoi azionisti, e l’altra metà starebbe pianificando di vendere a qualcuno più fesso di loro. Invece adesso non solo ha interrotto le serie a voi, ma continua a lavorare come faceva prima. Bella me*da. (frase rubata a sommobuta)
Bah, ma cosa parlo a fare con voi che tanto non farete proprio un ca**o, e ve lo dico anche perché non farete proprio un ca**o: a voi non interessa. Sicuramente siete anche abituati a questo brutto modo di lavorare, in fondo stiamo parlando di un editore che da quando esiste fino a oggi ha interrotto da sola quante serie? Una quarantina almeno, è un record invidiabile. C’è da andarne fieri. E poi oh, viviamo in un mercato dove si fa a gara a chi lavora più una merda, e ora che abbiamo un nuovo punto di riferimento verso il basso chiamato GOEN, forse J-POP non sembra nemmeno tanto male, vero?
E questo è il classico ragionamento del ca**o delle facce di me*da che parlano tanto per ostentare qualcosa in cui non credono. Strigne strigne a voi non frega niente se viene interrotta una serie, perché tanto siete pronti a trovare una scappatoia. 

OH NO TROPPA FATICA PER FARE DAVVERO QUALCOSA!
ADESSO LEGGERO’ IN SCAN TUTTE LE SERIE CHE HANNO TAGLIATO! 

Il problema è questo: a voi non sta a cuore. Tutto questo problema non vi perplime, non vi agita, non vi fa stare male, perché tanto da bravi figli di pu**ana quali siete, siete già corsi al riparo. Qua tutti navighiamo in un mare di cacca, ma se abbandoniamo la nave non c’è alcuna salvezza. Non troverete l’isola del tesoro nuotando nel mar marrone. E penso che quando lo capirete il mercato sarà già esploso.
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Siccome sono in ogni caso un para*ulo vi lascio un paio di link amazon perché in ogni caso J-POP qualche serie bella la pubblica ancora e non la interrompe.