domenica 11 settembre 2016

Il finale di Dragon Ball GT



Quando nella seconda metà degli anni ’90 Akira Toriyama e il suo editor Fuyuto Takeda iniziarono a progettare il finale del manga di Son Goku e i suoi amici, Dragon Ball era una macchina fabbrica-soldi che non poteva certo interrompersi così, da un giorno all’altro. Se da una parte il sensei Toriyama si sarebbe fermato per una sua precisa volontà, tutte le altri parti che componevano il merchandise di Dragon Ball sarebbero andate avanti, fra cui: pupazzetti, giochi di carte, videogames, e ovviamente serie animate.

Ecco come Dragon Ball farà i VERI soldi
La TOEI ANIMATION non poteva assolutamente permettersi di perdere una così ricca filiera lavorativa, e pensarono subito a un sequel per le avventure dei Saiyan: Dragon Ball GT. Una side story, non canonica, che ci mostra cosa sarebbe successo se i nostri eroi avessero continuato ad usare le Sfere del Drago, vero leitmotiv, e a mio parere, vere protagoniste della storia a cui danno appunto il nome, ma su questo punto ci torniamo dopo.

Quando trasmisero Dragon Ball GT la serie venne etichettata da una parte dei fan come incoerente con quanto realizzato prima, pieno di cliché e citazioni alle saghe più famose, e nella summa troppo lontana dalla visione del maestro Toriyama – visione piuttosto labile, se teniamo conto che Dragon Ball era un manga seriale che l’autore affrontava spesso con svogliatezza, eppure ci sono dei temi ricorrenti di un certo peso che tenevano alta la potenza narrativa della storia. Se da una parte sono d’accordo con questo pensiero, trovo che nel finale DBGT dia il suo meglio, avvicinandosi alle intenzioni del maestro Toriyama.

Il finale di DBGT è quanto di più emblematico sia mai stato realizzato nell’universo animato e non di Dragon Ball: Son Goku, dopo aver sconfitto Super Li Shenron con la Genkidama, saluta i suoi amici e parte con Shenron, fondendosi ad esso, verso un mondo che non ci viene mostrato. Una conclusione piuttosto misteriosa per una serie che tutto sommato ha i suoi punti di forza nella semplicità delle battaglie.

"La tua schiena è così grande e calda" momento shojo
Autori come Toyotaro e Young Jijii hanno provato a dare una spiegazione a questo evento, nei loro rispettivi Dragon Ball AF, fan-manga ambientati dopo GT, con Goku “intrappolato” in un piano della realtà dove coesistono i vari draghi nati dalla negatività accumulata nelle sfere dei desideri, ma questa è un’altra storia.

Una vignetta presa da Dragon Ball AF di Toyotaro
Molti fan si sono arrovellati le meningi sul significato di questa conclusione, che lascia ben pochi indizi per risolvere un grattacapo così importante. Potrebbe anche essere stato architettato in questo modo dagli sceneggiatori della TOEI per puro gusto del mistero, senza vere ragioni che motivassero la scomparsa di Son Goku e Shenron.

Ma allora perché raccontarlo in questo modo? Analizziamo i vari elementi che abbiamo a disposizione:
  1. Son Goku e Shenron dimostrano avere un’intesa mai mostrata prima durante la serie.
  2. Son Goku saluta i suoi amici spostandosi dal piano materiale a quello etereo con una semplicità disarmante.
  3. Le Sfere del Drago si dissolvono nel corpo di Son Goku, che a suo volta si fonde con Shenron che scompare in un fascio di luce.
Dopo la battaglia Son Goku chiede a Shenron di riportare in vita tutte le persone morte durante lo scontro con Li Shenron. Il Dio Drago esaudisce il desiderio e incita Goku a sbrigarsi perché devono partire, verso un luogo che entrambi conoscono. Quand’è che il saiyan e il drago sono diventati così intimi da capirsi al volo? Ancora più misterioso è che Vegeta sembri avere inteso quale sarà il destino del suo eterno rivale.

"Tornerò quando sarò 20mila volte più forte di te."
Forse Son Goku durante lo scontro con Super Li Shenron è morto, e in quel momento la sua coscienza è stata intercettata dal Dio Drago che gli ha spiegato il piano per filo e per segno, riportandolo in vita quel tanto che bastava da creare una sfera Genkidama? Questo implicherebbe che il Dio Drago ha ormai trasceso la sua natura di semplice costrutto realizzato dal Dio della Terra. Ha ottenuto una propria identità/indipendenza negli anni in cui è esistito, come si suol dire: l'anima non nasce con il corpo ma va guadagnata tramite le proprie azioni, o giù di lì.

Goku sarà davvero morto durante la battaglia?
Son Goku si sposta dalla Terra all’Inferno con molta semplicità, senza lasciare traccia di sé, né usando tecniche particolari. Magari Shenron non si è limitato a riportarlo in vita, ma ha fatto sì che Goku trascendesse il piano fisico, diventando il contenitore di qualcosa di più importante, elevandolo di fatto al rango di divinità, che a quanto abbiamo sempre visto in Dragon Ball sono le uniche creature a potersi spostare così velocemente e senza problemi di sorta fra un mondo e l’altro.

Son Goku va e viene dall'Inferno come se niente fosse
Le Sfere del Drago sono state ripulite dall’energia negativa accumulata, ma Shenron rimprovera comunque i terrestri che le hanno usate sconsideratamente, e quindi si ritira in un luogo speciale insieme a Son Goku, che probabilmente conterrà dentro di sé sia le sfere che il Dio Drago. Perché proprio Goku? Immagino sia stato scelto non solo perché è il guerriero più forte dell’universo, ma soprattutto per la sua purezza. Se ben ricordate una delle caratteristiche che ha sempre definito Goku è la sua bontà d’animo, una qualità necessaria per ripulire le sfere, abbiamo prova di questa capacità quando diventa Gogeta e cambia l’energia negativa del colpo di Li Shenron in energia positiva, pulendo l’aria contaminata della Terra.

Momenti di grande intesa
Questa “breve” dipartita viene assodata dal dialogo che Trunks ha con Pan: “Ascolta Pan: questa è solo una prova, una specie di esame. D’ora in avanti dovremo lottare per rendere migliore questo pianeta e il resto dell’universo, basandoci esclusivamente sulle nostre forze, senza contare su aiuti esterni. E se ci riusciremo allora sono certo che le Sfere del Drago ritorneranno.”

"E torneranno anche i saldi di luglio"
Infatti  cento anni dopo, quando al Torneo Tenkaichi vediamo i pronipoti di Son Goku e Vegeta battersi per il titolo di campione, notiamo fra gli spalti Goku che ha riacquistato il suo corpo adulto, e dallo special televisivo di DBGT sappiamo che le Sfere del Drago sono tornate perché Goku Jr le sta cercando.



Chi vi scrive è dell’idea che Dragon Ball non è la storia di Son Goku e i suoi amici, ma è la storia delle Sfere del Drago, che danno il nome al manga appunto. Leggete il messaggio di commiato di Akira Toriyama nell’ultimo volume del manga. Viene detto espressamente “Possiamo mostrarvi le avventure di Son Goku [omiss.] che riguardano le Sfere del Drago, solo fin qui…” sottolineando che questi personaggi possono anche vivere mille avventure, ma se questi eventi non saranno legati alle Dragon Balls non ci sarà la necessità di raccontarle.


Quindi chiudere la storia di Dragon Ball con la scomparsa delle Dragon Balls non è affatto una brutta idea, e nemmeno la separazione dei vari personaggi dall’eroe con la speranza/promessa di rincontrarsi in futuro; un topos ricorrente nel fumetto giapponese, e già usato nello stesso Dragon Ball, quando Son Goku lascia i suoi amici per andare ad allenare Ub.

In definitiva Son Goku è diventato un Dio (Drago) anche senza aver mai incontrato Bills, il Dio della Distruzione. O almeno questo è quello che penso io. Se avete altre idee, o il finale di Dragon Ball GT vi ha sempre lasciati smarriti fatemi sapere cosa ne pensate lasciandomi un commento qua sotto, e se volete sprofondare nei ricordi vi lascio i minuti finali di DGBT che ripercorrono tutta la saga.



Abbiamo parlato di: Dragon Ball GT