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Usamaru Furuya, un'artista - Origine e opera prima (come sul libro di Letteratura)


Ciao a tutti ragazzuoli, sono cavernadiplatone e questo è il primo di quattro articoli dedicati ad Usamaru Furuya. Ho deciso di dedicare dello spazio, anche se esiguo, a questo autore che riesce ad emozionarmi come pochi.

Usamaru Furuya è un’artista insolito nel panorama dei manga proposti in Italia, i cui pregi sono certamente l’amore per l’arte nella sua totalità e la spiccata sensibilità nel saper toccare i giusti nervi scoperti insiti nella società giapponese.

Di Furuya sappiamo che ha studiato scultura con una predilezione verso i soggetti astratti, e nel tempo si è avvicinato alla danza butoh, dai ritmi sincopati che esalta attraverso il corpo e le smorfie sentimenti e sensazioni in un modo così estremo da risultare grottesco. In seguito ha anche ricoperto il ruolo di insegnante d’arte presso una scuola superiore.

Debutta nel mondo del fumetto nel 1994 con delle yonkoma controverse, pubblicate sulla rivista Garo che dà spazio agli artisti emergenti. Le vignette verranno poi raccolte nel volume PALEPOLI.


Palepoli è un termine raro che sta ad indicare “una città antica”, utilizzato per paragonare il centro urano che si trovava nelle vicinanze di NAPOLI, Neapolis, la città nuova. Che Furuya si sia fatto o meno le vacanze ad Ischia non ci è dato saperlo.
L’intera serie di vignette è il massimo grado di espressione godereccia e liberatoria dell’autore, che non perde occasione di dissacrare il cristianesimo, il buddhismo, ma anche i luoghi comuni giapponesi, con uno stile che gioca molto sulle battute rapide per via del ristretto spazio delle 4 vignette, e sugli stili variegati che impiega, dal surrealismo alle strizzate d’occhio a Osamu Tezuka passando per le illusioni ottiche.

È proprio in Palepoli che scopriamo un lato più che ironico, anzi provocatorio di questo autore, che fa comprendere al lettore il suo punto di vista ma anche la grande passione verso l’arte pittorica da cui attinge, di epoca certamente rinascimentale ma con un occhio di riguardo alle figure sacre. 

Ma nessuno è messo alla sbarra in questo caleidoscopio della presa in giro, infatti l’autore raffigura spesso se stesso intento a disegnare una tavola che viene costantemente rovinata da una qualche presenza sovrannaturale.

Un messaggio di Usamaru Furuya agli americani:
“Ho sentito che l'80% d'America è costituito da antropocentrici e appassionati cristiani che negano la teoria dell'evoluzione. Questo potrebbe essere un fraintendimento da parte mia? Penso che probabilmente lo sia. Penso che ci siano un gran numero di fraintendimenti tra americani e giapponesi. Se solo riuscissimo a superare queste difficoltà attraverso il manga…”

Di seguito alcune delle pagine prese dal volume Palepoli








Con questa galleria chiudo il primo articolo dedicato all'estroverso Usamaru Furuya, a presto!!!

Commenti

  1. Ottima scelta, ottimo post, e ottima proposizione. Più se ne parla, di artisti (chè questo è il termine adatto) come Furuya, e meglio è.
    Non ho (ancora) letto Picasso, ma ho letto Palepoli. Tramite scan. Chè qui da noi, non mi risulta essere stato pubblicato. Quindi - ritornando anche in tema dell'altro giorno - la domanda (volutamente provocatoria - ma aperta a tutti) è sempre quella: non avrei dovuto usufruire delle scan per godermi un tale capolavoro? E se ne parlo, e il capolavoro viene poi pubblicato, non ho fatto in modo di far conoscere l'opera, convincendo persone ad acquistarla?

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    Risposte
    1. Ti ringrazio per l'apprezzamento, Furuya merita.
      Non è mica una giustificazione però XD
      In America o in Giappone ci farebbero il culo a tarallo, e sì, la pubblicità va sempre bene, ma per farla seriamente dovremmo ovviamente comprare i volumi, ma tanto basta che se ne parli.
      Secondo me è anche questo che non frena gli editori giapponesi dal far multe salate ai tanti siti di scans presenti in tutto il mondo, e soprattutto il fatto che il loro titolo meno venduto faccia i numeri del nostro più venduto.

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    2. Passo allo step successivo: ma sarà che da noi non c'è coraggio, da parte delle case editrici, a portare un qualcosa di un po' più complesso del "solito" shonen, o del "solito" seinen?
      Per carità, mi immedesimo anche in una case editrice che magari pensa che, al di là dei "100 sfigati/ammiratori" un volume come Palepoli non verrebbe venduto. Però non è un po' come il cane che si morde la coda? Non si arriva poi a un appiattimento intellettuale (uso il termine perchè il discorso è estendibile a tutto, dai libri - dove ormai il 90% di quello che si trova è cacca -, alla musica, ai film)?

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    3. Ma questa è una cosa che dico da tempo, e di cui purtroppo siamo schiavi dopo DragonBall, è tutta colpa di Toriyama. Se prima la tv era parte di quello che poteva diventare un sommario fumettistico (c'è il cartone in tv, pubblico il fumetto e c'ho pubblicità), rimaneva comunque integrata con una voglia di scoprire il nuovo stile, di proporre titoli che forse erano americaneggianti ed altri completamente nuovi, ma almeno si osava. Dopo DragonBall c'è un'appiattimento totale da parte degli editori che hanno capito che la grande fetta di mercato erano i ragazzi a cui, evidentemente, piacevano, piacciono e piaceranno le mazzate. Ma non esistono solo quei ragazzi nè esistono solo i manga di mazzate, che purtroppo ne nasce uno VERAMENTE bello e attorno a fotocopia in Giappone ne spuntano 15, e da noi ne arrivano 5 di quelle fotocopie.

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