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Zerocalcare e la calca napoletana


Napoli, 18:20, fuori al locale Sarri 27.
- Ma è qui secondo te?
- A giudicare dalle 1000 persone qui fuori, direi che forse ci siamo.

Una calca non indifferente per un autore non indifferente. Zerocalcare viene da Rebibbia e si porta tutto il “Braccio E” dietro. Vico Santa Chiara era un crogiuolo di ragazzi ma anche tante ragazze con dietro la loro copia de Un polpo alla gola da farsi autografare. Sono rimasto sorpreso delle tante ragazze presenti che avevano letto le storie di Calcare; forse lo conoscono per via di Facebook, si sa che donne e fumetti son inconciliabili come acqua e olio.
Non sono maschilista, è la natura.
A me ogni 28 giorni al massimo viene il mal di testa.

Entriamo nel locale. Caruccio, robetta caruccia, ambiente caruccio.
- Vi dovete iscrivere all’associazione per partecipare…
Questo locale è una merda, andiamocene.
- L’iscrizione viene solo 1 Euro.
Bel locale, niente roba da hipster, molto accogliente.

Scendiamo nei meandri del cubicolo dove il cellulare non prendeva nemmeno col ripetitore a due metri, ma va bene. Facciamo la fila per gli sketch. Sapete come si fanno le file a Napoli? Concentriche. Ma va bene. Gli regaliamo i plumcake e non ci fa favoritismi. Ma va bene. Arriviamo al tavolino dove l’autore sketchava e firmava e…PARTE LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO LIBRO. Ma va bene.

Devo dirvi la verità? Ho scoperto un nuovo Zerocalcare. Io lo conoscevo da Facebook, e poi dal libro La profezia dell’armadillo di cui ho parlato ampiamente in questo video e vederlo dal vivo mi ha dato delle sensazioni contrastanti ma positive. È strano, lo so, ma ci sta. Ha preso parola ed è arrossito in una maniera impressionate, gesticolava e si contorceva come Colin Firth ne Il discorso del re per aiutarsi a tirar fuori le parole. Ma non erano parole vuote o a caso, è ben conscio di cosa dice, ma è incredibilmente timido, poi si scioglie, ma non smette mai di torturarsi le mani. Che strano. Mi sono rivisto in quella cosa, anche se io in pubblico non mi agito così vistosamente, dentro ho la morte vulcanica.

E parla, parla un casino e dice cose una più potente dell’altra (mi rendo conto che posso sembrare un fanboy, e magari lo sono ma non me ne vogliate).

Domande dal pubblico e sue esternazioni hanno reso la serata molto piacevole, vi riporto quello che mi ha colpito di più:

Il numero di vendite di Amazon non conta un cazzo
FINALMENTE! Qualcuno che ha un po’ di obiettività nel riconoscere che i numeri di internet, anche se grossi, sono vittime ristrette di un pubblico striminzito. Deciso e ficcante il paragone con Camilleri: se Zerocalcare su Amazon vende di più, state certi che Camilleri in libreria fa UNMIGLIARDO di vendite in più. Come vi dico sempre: i numeri sono un mostro che inganna la mente.

Le ispirazioni francesi
Qui Calcare si è guadagnato un posto speciale nel mio cuore. Io qualcosa avevo intuito, ma mica c’ho la palla maggica, però oggi mi ero portato dietro CASUALMENTE Lo scontro quotidiano di Manu Larcenet. E indovinate un po’ qual è il fumetto francese preferito da Zerocalcare? Potete già immaginare come io abbia fatto il valletto mostrandolo a tutta la gremita folla nel cubicolo.


La versione animata di Zerocalcare e dell’Armadillo
Non si farà. Prima cosa messa subito in chiaro. Perché lo studio di produzione che voleva trasformare questo successo editoriale in un cartone animato ne voleva abbassare tremendamente il target, tipo per 13enni stile Blanka, e trasmetterlo su RAIGULP. Sai che zozzatta veniva fuori? Tipo il Rat-Man animato.


Una critica agli autori italiani
Il romano ha tirato fuori un argomento piuttosto interessante insieme a un fan: il fatto che nessun autore italiano (e in generale nessun media) si concentri sulla nostra generazione 80-90, proponendo una lettura che sia degna di tale nome. Eccezion fatta per GIPI e il suo LMVDM (che ho adorato e in cui mi sono rispecchiato molto) l’armadillo ha sparato a zero. Ed ha fottutamente ragione.


Nel frattempo la fila HAMON viene smembrata e si va per numero d’iscrizione. STICA! Io avevo l’83, quando me ne andavo? Mi sono spacciato per 67 quando non reggevo più e mi sono fatto sketchare questo

Marco (Lo scontro quotidiano) e Zerocalcare
Ho voluto caldamente stringere la mano a Michele e fargli capire quanto per me lui e Marcenet siano simili: Lo scontro quotidiano mi mette un’angoscia e mi fa piangere, La profezia dell’armadillo mi mette un’angoscia e mi fa ridere. Nel frattempo mi faccio firmare anche la PLUMCAKE VARIANT EDITION di Enrico, che ha fatto tela tela e m’aveva mollato solo e tapino.

Sono le 21:20, esco dal locale Sarri 27, scendo Piazza del Gesù, vado su Corso Umberto, per fortuna c’era il 256, arrivo vicino la stazione, e fuori l’autostrada erano venute a prendermi mia madre e la mia ragazza che erano un mix tra Maga Magò, Brontolo e Crudelia DeMon perché non avevo avvisato che avrei fatto così tardi. Ne è valsa la pena. E IO NON CI VOLEVO NEMMENO ANDARE!

Domenico Cavernadiplatone Guastafierro

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