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Visualizzazione dei post da Aprile, 2013

Napoli COMICON 2013 tra divertimento e giù botte

Com’è stata quest’ennesima fiera? Questo ulteriore andirivieni in quel di Fuorigrotta per sentirsi parte di qualcosa, di una comunità, di un gruppo, di una qualche minchia-di-cosa. Bè non è stato proprio esaltante a dire la verità, ma non per la fiera che si mantiene sempre su alti livelli, quanto più per il pubblico che ogni anno diventa sempre più pessimo. Si può scrivere più pessimo? PESSIMISSIMO! Parte il pippone da vecchio : si stava meglio quando si stava peggio. A Castel Sant’Elmo noi comunque ci godevamo un’ottima fiera, comunque c’erano gli ospiti e le conferenze, comunque c’erano gli stand e le mostre, magari ti veniva una bronchite o qualche malattia legata alla muffa ma ci passavi sopra, sapevi dove ti stavi addentrando e ti divertivi comunque . C’erano pure i cosplayer eh, mica solo gli appassionati di fumetti. Oggi alla Mostra d’Oltremare cosa c’è? Un’ottima fiera, la più grande del sud, terza in Italia ma qua tutti lo sappiamo che al Romics ci si va s

Perché leggiamo gli shonen manga a 25 anni?

Le accuse che si muovono nei confronti dei manga sono quasi sempre le stesse: troppo violenti, espliciti, volgari e ricchi di perversioni. Un fumetto può riserbare gratificazioni psicologiche più o meno grandi in base a ciò che ci dà piacere correlato con l’ego di ognuno di noi. Tutti dobbiamo soddisfare determinate esigenze psicologiche, come il bisogno di potenza, di sicurezza o di eccitazione e possiamo farlo attraverso un prodotto culturale quale è il manga. Un genitore coscienzioso non lascerebbe mai i propri figli in compagnia di un fumetto come ONEPIECE dove non solo c’è sangue a volontà ma anche rotondità femminili in quantità. Tali cosiddetti genitori dovrebbero ricordarsi che nella storia letteraria europea esiste un genere pieno di ragazzine assalite da lupi, di mariti che tagliano la gola alle spose, di genitori coscienziosi come loro che abbandonano i pargoli nei boschi; parlo chiaramente delle fiabe con cui tanti occidentali sono cresciuti. E quelle ombre di

The Private Eye, una critica ai social network

Che poi sparlate in giro che non vi promuovo fumetti di qualità.  BESTIE! E questo che cos’è? Ve lo dico io cos’è: The Private Eye , la nuova fatica di Brian K. Vaughan e di Marcos Martin con i colori di Muntsa Vicente. Gli autori liberi dal giogo degli editori hanno deciso di pubblicare una storia dalla forte connotazione polemica, pubblicando il fumetto sul web che se progredisce come il primo numero sarà un piccolo capolavoro, ma nel frattempo solo questo abbiamo letto e quindi solo di questo parliamo. PRIMA DI TUTTO  il fumetto se volete lo scaricate gratis . Che voi se dovete spendere due spiccioli vi sentite tirare per i piedi, ma io vi consiglio di puntare qualche monetina su questo progetto perché vale . The Private Eye è ambientato negli Stati Uniti di un futuro non troppo remoto, dove chiunque ha un’identità segreta. Chiunque . Pare Carnevale tutto il dì. Non si capisce bene come e perché, ma dopo che la nostra generazione ha sputtanato tutti i propri seg